mercoledì, Agosto 10, 2022

The Greenland Project, lo scioglimento dei ghiacci come arte

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ROBERTO GHEZZI IN GROENLANDIA PER “THE GREENLAND PROJECT”, UN NUOVO PROGETTO SULLO SCIOGLIMENTO DEI GHIACCI

The Greenland Project è il progetto dell’artista toscano Roberto Ghezzi, con cui tenterà di restituire, in chiave artistica, il fenomeno dello scioglimento dei ghiacciai.

Il paesaggio naturale è da sempre il campo di ricerca di Ghezzi. Alla ricerca a matrice pittorico/estetica, si affianca un interesse scientifico che spinge l’artista a collaborare con biologi e studiosi. Ma anche con enti che si occupano di rilevare l’impatto che l’uomo ha sulla natura stessa.

Per questo progetto Ghezzi userà la cianotipia, una particolare tecnica che prevede l’uso di carte fotosensibilizzate per rilevare il mutamento dello spessore del ghiaccio.

Da ciò seguirà un interessante dialogo, sia preliminare sia successivo alla spedizione, tra l’artista e i ricercatori dell’Istituto di Scienze Polari del CNR. A tale lavoro fornirà un supporto Biagio Di Mauro del CNR – ISP.

The Greenland project per comprendere lo scioglimento dei ghiacci

L’obiettivo del progetto è quello di lavorare nello stesso punto per circa 25 giorni, realizzando cianotipie della stessa zona. Lo scopo è documentare il fenomeno della liquefazione e dell’arretramento del ghiaccio, giorno per giorno, in un determinato luogo. 

In tal modo, l’artista produrrà un’immagine emblematica del fenomeno del ghiacciaio in arretramento e della velocità con cui tale processo avviene. La cianotipia è un’antica tecnica fotografica sviluppata dal fotografo e chimico inglese, John Herschel nell’800.

Essa sfrutta la reazione di alcuni sali alla luce ultravioletta. Inserendo la carta fotosensibilizzata mediante sali al di sotto del ghiaccio, l’artista otterrà delle istantanee del fenomeno del suddetto cambiamento di stato. 

All’esito della residenza artistica, le creazioni e il testo scientifico, se del caso, accompagnato anche da visualizzazioni grafiche, saranno raccontate e pubblicate. In seguito, l’artista le esporrà attraverso i social, i media sia digitali sia cartacei, la televisione e una mostra finale che raccoglierà tutta l’esperienza.

L’artista e gli studiosi, dunque, contribuiranno a divulgare la conoscenza su uno dei più problematici fenomeni naturali della nostra epoca.  

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