“The Art of the Comeback” e il ritorno all’amianto

Amianto USA

Donald Trump e le pesanti affermazioni sull’amianto:

Il bando all’amianto è una cospirazione guidata dalla malavita

L’involuzione astorica riscrive, di fatto, regole drasticamente meno protettive per la salute umana. Nonostante i rischi per la salute associati all’amianto, l’Amministrazione Trump, attraverso l’Epa (l’Agenzia di protezione del’ambiente degli Stati Uniti), ha reso nuovamente legale l’utilizzo del minerale, la cui fibra killer è stata messa al bando in oltre 60 Paesi.

A dire il vero, gli USA non hanno mai vietato del tutto il pericoloso minerale.

Nel 1989 Bush senior ne aveva reso illegale solo l’utilizzo per l’edilizia, mentre Obama lo aveva catalogato tra le dieci sostanze più pericolose.

Il focus della situazione è allarmante

La Significant New Use Rule (SNUR, regola di nuovo utilizzo), consente al governo di valutare l’uso dell’amianto caso per caso. Inoltre l’EPA ha rilasciato un nuovo quadro per la valutazione del rischio chimico. Non sono inclusi nel processo di valutazione i potenziali effetti dell’esposizione a sostanze chimiche nell’aria, nel suolo o nell’acqua. L’Epa ha, infatti, smentito la nocività dell’amianto, sostenendo che non sia necessario monitorarne i rischi “gli effetti o la presenza di sostanze in aria, terreno o acqua”.

Neanche a dirlo, Donald Trump ha colto la palla al balzo per sfatare, a suo dire, le tesi complottiste e ha pertanto affermato che

«il bando all’amianto è una cospirazione guidata dalla malavita, in quanto le società che ne effettuano la rimozione sono spesso legate alle gang».

Continua “The Donald”: «Grande pressione fu esercitata sui politici e, come al solito, i politici cedettero. Milioni di camion di questo incredibile materiale ignifugo sono stati portati in speciali “discariche” e l’amianto è stato sostituito da materiali che si suppone fossero sicuri ma che non erano adeguati a limitare le devastazioni del fuoco». (Art of Comeback,1997. Libro firmato da Donald Trump).

Secondo l’Epa, il tipo di amianto estratto nelle miniere russe, il crisotilo, sarebbe completamente innocuo e si dice che le campagne anti-amianto siano orchestrate allo scopo di indebolire i produttori russi a favore delle alternative europee all’amianto.

Una mossa “furbetta”?

Poiché non si può determinare se esista davvero un rischio irragionevole, senza effettuare una valutazione completa dello stesso, appare evidente che il nuovo quadro di valutazione sia solo un modo elegante per l’EPA di eludere una legge dell’era Obama, che richiede allo stesso ente di valutare centinaia di sostanze chimiche potenzialmente pericolose.

Gli intrallazzi con la Russia

Le 480 tonnellate di amianto utilizzate per produrre acido cloridrico e candeggina, vengono fornite agli USA dalla Russia.

Fino a qualche tempo fa, anche il Brasile esportava la fibra, ma ha deciso di vietare la sostanza per motivi sanitari e ambientali.

Per cui, il monopolio attualmente appartiene alla società russa Uralasbest.

L’azienda ha effigiato i suoi sacchi con l’immagine di Trump e la scritta “approvato da Donald Trump, il 45mo presidente degli Stati Uniti”.

Il 25 giugno 2018, Uralasbest, ha pubblicato un messaggio di supporto per il presidente Trump sulle pagine ufficiali di Facebook e VK (una versione russa di Facebook). Sul post si legge “ Donald Trump sta con noi”.

Il proprietario della Uralasbest è un magnate molto vicino al presidente Putin e il dietro front del Brasile, gli garantirà un picco di produzione (al momento è il 21% dell’amianto mondiale).

Uralasbest ha anche elogiato la decisione dell’Agenzia per la protezione dell’ambiente (EPA) degli Stati Uniti, sotto il capo di recenti dimissioni Scott Pruitt, di limitare le valutazioni del rischio di amianto e altre nove sostanze chimiche obbligate da una modifica del 2016 alla legge sul controllo delle sostanze tossiche.

Il parere di due illustri esperti mondiali

Duro il commento di Ken Cook, presidente dell’Enviromental Working Group: «L’industria russa dell’amianto prospererà enormemente a causa del fallimento dell’Amministrazione Trump nel vietare l’amianto negli Stati Uniti». «Aiutare Putin e gli oligarchi russi ad accumulare fortune vendendo un prodotto che uccide migliaia di persone ogni anno non dovrebbe mai essere il ruolo di un presidente degli Stati Uniti o dell’EPA ma questa è l’Amministrazione Trump. Gli interessi della Russia sono gli interessi di Trump e qualsiasi americano con gli occhi aperti lo sa».

Il presidente ONA Ezio Bonanni ruggisce ancora

Anche il presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, Ezio Bonanni, tuona contro la decisione USA, evidenziando che anche l’amianto crisotilo, come tutti gli altri minerali asbestiformi, è cancerogeno e provoca oltre alle patologie fibrotiche(asbestosi, placche pleuriche e ispessimenti pleurici) anche quelle neoplastiche (mesotelioma, tumore polmonare, alla laringe e all’ovaio, tumori del tratto digerente – faringe, stomaco e colon).

Qualche dato

In Italia si registrano almeno 107mila decessi ogni anno per i soli casi di mesotelioma e tumore polmonare, come accertato dalla stessa Organizzazione Mondiale della Sanità e confermato dalle Monografie IARC, mentre negli Stati Uniti, l’amianto ha ucciso 45.221 americani tra il 1999 e il 2015, secondo il Center for Disease Control and Prevention. Questi dati dovrebbero far riflettere, eppure il presidente Donald Trump ha espresso a lungo il suo sostegno al pericoloso minerale.

Già prima del Congresso nel 2005, Trump aveva affermato che «molte persone nel mio settore pensano che l’amianto sia il più grande materiale ignifugo mai realizzato».

Poi aveva ribadito la sua affermazione secondo cui una paura mal riposta dell’amianto era responsabile del crollo del World Trade Center: «Se non avessimo rimosso l’amianto ignifugo incredibilmente potente e non lo avessimo sostituito con spazzatura che non funziona, il World Trade Center non sarebbe mai bruciato», aveva twittato nel 2012.

Nessun rimorso, dunque, per i quasi 40mila decessi l’anno, causati da malattie asbesto correlate negli USA. Il governo degli Stati Uniti rimane complice della morte di migliaia di persone poiché consentirà ancora a queste importazioni di continuare.

Una questione di lobby?

Lo zampino delle lobby appare dunque assai evidente, tanto che nel 2012, l’avvocato Ezio Bonanni, aveva segnalato gli “ammanicamenti” con la Russia in tema amianto.

Oggi ancor di più, l’Osservatorio Nazionale Amianto sostiene con la Confederazione Internazionale dei Sindacati (in inglese International Trade Union Confederation ITUC) e il Sindacato mondiale dell’industria, IndustriAll Global Union, l’iniziativa assunta dalle dodici nazioni africane che hanno chiesto l’inserimento dell’amianto crisotilo nella lista dei materiali pericolosi della Convenzione di Rotterdam, i cui componenti si riuniranno a Ginevra il prossimo 5 maggio.

«Confidiamo che il premier Gentiloni, cui va tutta il nostro incoraggiamento, possa far valere i principi della Costituzione repubblicana, che si fonda sulla tutela del lavoro e della salute. Abbiamo preso in prestito il nostro pianeta e quindi lo dobbiamo restituire ai nostri figli integro», ribadisce l’avv. Ezio Bonanni. «La salute del pianeta è la salute di tutti i cittadini, o meglio, di tutto il genere umana e quindi la prevenzione primaria non è solo l’unica legge scientifica in grado di tutelare la salute dal rischio amianto ma è anche una legge etico-morale che ha il suggello dell’autorevole insegnamento di Papa Francesco, ispiratore delle attività dell’ONA».

Trump: un pericoloso “simpatizzante”

La simpatia di Trump per l’amianto sembrerebbe avere un nesso con i costi della sua rimozione.

Una scocciatura per un uomo famoso per i suoi “tagli” normativi.

Alla fine degli anni ’90, quando il presidente USA incensava l’amianto per la sua capacità di prevenire gli incendi, Trump cercò in tutti i modi di combattere un disegno di legge proposto dall’allora sindaco Rudolph Giluiani, che avrebbe richiesto che tutti gli edifici residenziali dovessero essere dotati di irrigatori.

Il New York Times all’epoca notò che Trump aveva fatto appello a funzionari di più città esprimendo “preoccupazione per l’alto costo di installazione e altri problemi che aveva con gli irrigatori”. La versione del disegno di legge che alla fine passò si applicava principalmente ai nuovi edifici, il che significa che la Trump Tower era esente.

Un incendio nella Trump Tower uccise un uomo. L’appartamento non aveva infatti rilevatori di fumo funzionanti, né un sistema di irrigazione. Grazie in parte agli sforzi di lobby di Trump, 20 anni fa.

È ironico, quindi, che l’elogio di Trump all’amianto sia incentrato sulle sue capacità ignifughe.

Prospettive per il futuro

Sia l’Organizzazione Mondiale del Commercio, sia l’Organizzazione Mondiale della Sanità e lo IARC, si sono espressi chiaramente: tutti i tipi di amianto sono cancerogeni, anche se la pericolosità del crisotilo è stata scorrettamente messa in discussione.

Per tali motivi l’ONA si batterà con insistenza, affinché vengano imposte le legittime restrizioni nel commercio dei materiali contenenti amianto.

Nei prossimi mesi, l’Osservatorio Nazionale Amianto inoltrerà una formale istanza alla sede delle Nazioni Unite nella città di New York.

L’obiettivo è quello di dare corso a una formale declaratoria di sollecitazioni alla limitazione del commercio dei materiali di amianto ove ancora una volta, anche all’esito dei lavori in corso di svolgimento, non ci sia l’inserimento dell’amianto nella lista dei materiali dannosi per la salute.

L’ONA fornisce alle vittime dell’amianto e ai cittadini interessati una voce unita attraverso una serie di iniziative su tutto il territorio, avvalendosi della preziosa collaborazione di esperti di fama mondiale. L’Osservatorio cerca di sensibilizzare l’opinione pubblica sui pericoli dell’esposizione all’amianto, difendere il divieto di amianto e proteggere i diritti civili delle vittime dell’amianto. Per ulteriori informazioni, visitare il sito

2 Comments
  1. Fabio 7 mesi ago
    Reply

    Questo articolo mi ha lasciato letteralmente paralizzato.

    • Gianni Avvantaggiato 7 mesi ago
      Reply

      Gentilissimo fabio, purtroppo per certi governi viene prima il profitto della salute degli esseri viventi

Leave a Comment

Your email address will not be published.