domenica, Agosto 14, 2022

Non c’è sviluppo senza meraviglia alla Reggia di Caserta

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PARTE IL PROGETTO SEMI, FINALIZZATO ALLA VALORIZZAZIONE E RINNOVAMENTO DEGLI SPAZI DELLA REGGIA DI CASERTA

Prende il via il progetto SEMI- Sviluppo e Meraviglia d’Impresa della Reggia di Caserta. Mira a riqualificare e valorizzare il patrimonio del complesso vanvitelliano dal punto di vista storico-artistico e culturale, ma anche produttivo e di sviluppo.

Le parole chiave “sviluppo e meraviglia” anticipano l’intento di questo percorso intrapreso dalla Reggia, ideata nel XVIII secolo da Carlo di Borbone per diventare il centro ideale del nuovo Regno di Napoli. Ciò porterà a un ampio rinnovamento di molti spazi.

Saranno presentati quindi diversi bandi destinati alla gestione di specifiche aree del patrimonio della Reggia di Caserta. Questi privilegeranno le attività legate agli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’ONU. Infatti la sfida lanciata dal progetto è quella di favorire la sostenibilità gestionale della reggia, grazie al partenariato pubblico e privato.

«Il coinvolgimento di soggetti privati è un’opportunità per portare nei nostri spazi culturali competenze di qualità, favorendo una politica di rete – sostiene la direttrice generale della Reggia di Caserta, Tiziana Maffei -. Con questa iniziativa assumiamo un impegno comune per la tutela, la salvaguardia e la valorizzazione delle aree verdi della Reggia di Caserta».

Valorizzazione del parco e dei giardini

In particolare, infatti, si promuoverà l’adozione di strategie e attività finalizzate a una diversa gestione del Parco Reale e degli spazi produttivi interni o connessi alla struttura.

Il Parco Reale della Reggia di Caserta fu progettato ispirandosi ai giardini delle grandi residenze europee del tempo, fondendo la tradizione italiana del giardino rinascimentale con le soluzioni introdotte a Versailles. Al suo interno fu poi realizzato un giardino all’inglese, fortemente voluto dalla regina Maria Carolina d’Asburgo-Lorena, nel quale furono posti corsi d’acqua, laghetti e rovine.

Molto spesso questi giardini e parchi si trasformavano in aree per le coltivazioni, mentre i bacini idrici venivano dedicati all’itticoltura. Infatti i siti reali borbonici non erano solo luoghi destinati al diletto, ma anche spazi destinati ad attività produttive.

Primo bando destinato alle serre della Reggia di Caserta

Proprio al recupero artistico, culturale e produttivo delle serre borboniche è destinato il primo bando di SEMI, che sarà pubblicato il 29 luglio. Le serre, situate nel cuore del giardino inglese della Reggia di Caserta, erano adibite ad attività di acclimatazione e allo studio scientifico. Inoltre erano ideali per la riproduzione di molti esemplari botanici indigeni ed esotici. Perciò può essere considerato una delle aree più produttive tra i siti reali.

Grazie a questa iniziativa, la direzione della Reggia di Caserta vuole restituire a questi spazi la loro funzione e identità originaria. Vuole perciò ripristinare il loro carattere produttivo, finalizzato alla vendita, in un’ottica di economia circolare e sostenibilità. Il bando si rivolge quindi ad aziende florovivaistiche, a imprese specializzate nella manutenzione, nel recupero e nella valorizzazione di giardini e parchi storici, ad associazioni di categoria, cooperative sociali, atenei universitari oppure altri soggetti del settore che vogliano intraprendere questo percorso unico.

Saranno organizzati anche due eventi per conoscere più da vicino le serre della reggia. Il primo del 7 luglio ha chiarito gli obiettivi del progetto e analizzato alcuni esempi di successo nel panorama italiano e internazionale, come il restauro dei Giardini del Palazzo Reale di Venezia. Mentre l’altro è previsto per settembre e sarà l’occasione per visitare questi luoghi d’incanto custoditi nella Reggia di Caserta.

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