lunedì, Settembre 26, 2022

Storia di Sid, il capovaccaio mutilato da una pala eolica

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UNA TURBINA EOLICA IN BASILICATA HA MENOMATO UN GIOVANE CAPOVACCAIO NATO IN CATTIVITÀ E POI LIBERATO

Sid, giovane capovaccaio nato in cattività e liberato in natura nel maggio 2022, è stato gravemente menomato da una turbina eolica in Basilicata.

Non potrà più volare perché la turbina ha amputato di netto la parte terminale dell’ala sinistra. Sid era stato liberato nell’ambito del Progetto LIFE Egyptian Vulture ed è un miracolo che sia ancora vivo.

Il grave ferimento dell’esemplare è avvenuto in un mega impianto eolico nel comune di Lavello (PZ). L’animale è stato individuato e recuperato dal locale referente di Italia Nostra e poi consegnato ai responsabili del CRAS di Matera.

Gli spostamenti dell’esemplare erano seguiti grazie al GPS di cui era dotato e che ha permesso di documentare la dinamica del fatto.

La storia del capovaccaio Sid

Sid è nato nel 2021 al CERM Centro Rapaci Minacciati, in Toscana. La struttura si occupa da anni di riprodurre in cattività questa specie, per poi liberare in natura i giovani nati.

Si vuole, così, rafforzare una popolazione che corre un grave rischio di estinzione. Il pulcino era stato assistito dagli esperti del CERM durante la schiusa dell’uovo. Era stato poi allevato dagli stessi operatori per circa un mese e mezzo a causa della mancanza di capovaccai che fungessero da genitori adottivi.

Una serie di accorgimenti erano stati usati per garantire il corretto “imprinting” di Sid, affinché l’esemplare fosse consapevole di essere un capovaccaio. Ciò anche perché assumesse i comportamenti “normali” della sua specie, come è avvenuto.

Una terribile fine

Sid, purtroppo, non potrà più essere di aiuto alla sua specie in natura. Il giovane esemplare era stato liberato in Basilicata, nel Parco Regionale della Murgia Materana, il 16 maggio 2022 e si era adattato alla vita selvatica.

Aveva volato tra Basilicata e Puglia ed era riuscito ad alimentarsi autonomamente. Un brutto giorno, una turbina eolica gli ha amputato un’ala. D’ora in avanti dovrà trascorrere la vita in una voliera. In pochi attimi sono stati vanificati gli sforzi profusi per farlo nascere e per liberarlo ed è sfumata una speranza per la sua specie.

L’eolico che distrugge la natura senza rispettare le leggi

Per i capovaccai e per molte altre specie di uccelli, gli impianti eolici rappresentano una trappola micidiale. Queste strutture sono spesso costruite in aree frequentate dai rapaci.

Purtroppo, i documenti che portano al rilascio delle autorizzazioni per la loro costruzione spesso non sono affatto accurati.

Quasi nulla è l’attenzione per le specie avifaunistiche presenti e per il pericolo che corrono. Le punte delle pale superano facilmente la velocità di 250 km/h e non danno scampo agli uccelli che si avvicinano a questi giganteschi impianti mortali.

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