giovedì, Gennaio 28, 2021

Sting e l’ambiente: videomessaggio al “Motumundi”

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Al festival “Motumundi” una dedica di Sting, il “guru verde del rock” 

 

Si è tenuto, nei giorni scorsi, “Motumundi 2020”. Il festival di Cavriglia, in provincia di Arezzo, ha affrontato i temi dei cambiamenti climatici, dell’educazione ambientale e dello sviluppo sostenibile. A Sting è stata conferita una onorificenza. In lockdown in Inghilterra, è intervenuto in diretta streaming. Alla fine del suo monologo l’ex Police ha cantato “Fragile”, in assonanza alla fragilità del nostro pianeta.

La manifestazione si è sviluppata attraverso dibattiti, conferenze, workshop e laboratori. Tutto nel rispetto delle disposizioni in materia di prevenzione del contagio da Covid-19 e il rischio di diffusione della pandemia.

Sono intervenuti ospiti e relatori di caratura nazionale ed internazionale come il climatologo e premio Nobel Filippo Giorgi*, Asmae Dachan, ambasciatrice di pace della Siria e Lifang Dong, presidente Silk Council della Cina. (fonte ANSA)

Sting l’italiano

Sting e sua moglie Trudie dal 1997 sono proprietari della “Tenuta il Palagio” a Figline Incisa Valdarno tra le colline del Chianti. Dall’Agosto del 2019 Gordon Matthew Thomas Sumner, il vero nome di Sting, è cittadino onorario del piccolo comune nella terra del Chianti. «Mi mancate tutti, mi manca il mio paese preferito, mi manca la mia bella casa in Toscana», ha detto il cantautore in questi giorni di quarantena.

Il “guru verde del rock” nel corso della sua superba carriera di musicista si è anche impegnato per l’ambiente.

In favore della foresta fluviale

Sting e Raoni
Sting con Raoni Metuktire. Il capo degli indigeni brasiliani Kayapó, è stato nominato per il premio Nobel per la Pace

Verso la fine degli anni ottanta Sting sostiene i movimenti ambientalisti. Infatti, nel 1989 fonda “Rainforest Foundation” una ONG per contribuire a salvare le foreste pluviali dell’Amazzonia.

Per salvaguardare gli indios dell’area dello Xingù minacciati da progetti di dighe gigantesche, dà vita alla “Fundacao Mata Virgem”.

Centinaia di ettari di foresta pluviale spariscono nello spazio di una canzone, afferma il musicista inglese.

A questo proposito, Sting critica apertamente il presidente del Brasile Jair Bolsonaro, perché non è intervenuto per fermare gli incendi che per diverse settimane hanno distrutto il polmone verde della foresta amazzonica.

«Tutti devono contribuire a creare un modello economico sostenibile che renda non necessaria la distruzione delle foreste in Brasile». Sostiene l’artista di oltremanica.

Tornano insieme i Police per “Live Earth”

Nel 2005 insieme con i ricercatori dell’Università di Montreal e attivisti canadesi, è stato tra i promotori di “Hydrogen (f)or life”. Il movimento protestava a favore dello sviluppo delle tecniche naturali di produzione dell’idrogeno. Nel 2007, invece, ha partecipato con i Police al concerto “Live Earth”, evento planetario, organizzato per sensibilizzare il pubblico verso la causa della salvaguardia del pianeta.

«Abbiamo poco tempo per salvare il pianeta»

«Con l’attuale presidente degli Stati Uniti credo che quello dei cambiamenti climatici sia una battaglia più dura – afferma Sting nel corso di una intervista -. Il presidente Trump crede che i cambiamenti climatici siano una bufala. E mi piacerebbe pensare che abbia ragione. Ma i miei sospetti mi lasciano credere che non sia affatto una bufala. Ora abbiamo davvero poco tempo per cambiare le cose e salvare il pianeta. Questo è il più grande pericolo che dobbiamo affrontare tutti noi». (fonte Sky TG 24)

“One fine day”

Il video di “One fine day”, sui cambiamenti climatici, singolo estratto dal suo album del 2016, “57th & 9th” è un vero e proprio inno alla natura. E denuncia lo stato drammatico in cui versa l’ambiente del nostro pianeta.

“Cari leader, per favore, fate qualcosa alla svelta. Il tempo è scaduto, il nostro pianeta è malato”, recitano alcuni versi della canzone. E il videoclip mostra calotte polari che si sciolgono, specie di animali a rischio di estinzione e politici avidi pronti solo a fare i propri interessi.

*Filippo Giorgi. Il climatologo ha fatto parte dell’organo esecutivo (Bureau) del Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC, Comitato Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici). L’organizzazione ha vinto il Premio Nobel per la pace 2007 insieme con Al Gore.

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