giovedì, Agosto 11, 2022

La stagione degli amori al Parco Natura Viva

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Al parco zoologico di Bussolengo sono nati animali in estinzione

A Bussolengo, in Veneto, in piena emergenza Covid-19, nel Parco Natura Viva sono nati alcuni piccoli di animali. “Frutti di una stagione degli amori vissuta a porte chiuse che nemmeno il Covid-19 è riuscito a fermare”. L’avvenimento è importante perché si tratta di esemplari le cui specie rischiano l’estinzione.

Infatti, in molte parti della Terra la biodiversità a causa dell’incessante azione dell’uomo rischia il collasso. L’antropizzazione di aree naturali e il bracconaggio, stanno mettendo a serio rischio alcune specie. Oltre alle naturali difficoltà della vita selvatica.

Il Parco Natura Viva, che ospita animali sia esotici sia autoctoni, è un moderno Parco Zoologico. Un importante centro di tutela per le specie minacciate. Nato negli anni ’60, nel tempo si è evoluto fino ad assumere un ruolo attivo nella conservazione della biodiversità. Keeper, etologi e veterinari del Parco hanno seguito “con il fiato sospeso” tutti i momenti delle nascite, prima. E tutte le fasi dello svezzamento di ciascuno, poi. In ordine di tempo, sono nati tre crisocioni, una gipetina, un avvoltoio reale indiano, tre tigrotti siberiani e una piccola di renna.

I “lupi sudamericani” vittime della deforestazione

crisocione - cucciolo
Parco Natura Viva di Bussolengo – Uno dei tre cuccioli di crisocioni con la mamma

Sono nati a febbraio scorso i tre crisocioni. Musetti da volpe, zampette da antilope e orecchie che ricordano quelle di un pipistrello. I “lupi sudamericani” vivono nelle praterie e nelle boscaglie di Brasile, Paraguay, Argentina e Perù. Purtroppo nel Paese della Samba i crisocioni hanno a che fare con una deforestazione che avanza al ritmo del 2% l’anno.

«Siamo riusciti a sottoporre i tre cuccioli alla visita veterinaria solo dopo aver lasciato che Thea, giovane primipara, li tenesse nascosti tra la paglia per il tempo che ritenesse necessario». Spiega Cesare Avesani Zaborra, direttore scientifico del Parco Natura Viva. «Riuscivamo solo ad intravederli e non sapevamo se tutto stesse andando per il meglio. Poi dopo un controllo accurato, si sono rivelati una femminuccia e due maschietti in ottima salute, molto ben accuditi dalla loro mamma».

La gipetina nata nell’incubatrice

gipeto - pulcino allevato in camera calda
Parco Natura Viva di Bussolengo – Il pulcino di gipeto allevato in camera calda

Il pulcino, femmina, di gipeto è nato l’8marzo, giorno del primo decreto governativo che ha innescato il “lockdown” nel Paese. La gipetina, però, è nata in una incubatrice. È stata messa al sicuro da genitori litigiosi, che avevano già causato la rottura della seconda deposizione.

«Lo staff del Parco Natura Viva ha dovuto camuffarsi, vestendo i panni del genitore adottivo, per allevarla. Un’impresa complessa ma necessaria. Poiché la piccola avrà la necessità di affrontare la vita selvatica con un bagaglio di competenze in cui l’imprinting sull’uomo deve essere categoricamente assente».

Il 13 giugno scorso, quindi, il volatile è stato condotto tra gli altipiani e le gole del Parco Regionale Des Grand Causses, a nord di Montpellier, in Francia. Come suo fratello prima di lei, la figlia di Fabian e Julia è stata reintrodotta in natura, nell’ambito del progetto “LIFE Gypconnect”. Il programma ha come partner la Vulture Conservation Foundation. L’obiettivo è proseguire nel ripopolamento di una specie che si estinse sulle Alpi europee a causa della persecuzione diretta dell’uomo.

L’avvoltoio reale indiano curato dai genitori

avvoltoio reale indiano nido
Parco Natura Viva di Bussolengo – Il pullo di avvoltoio reale indiano nel nido, sotto lo sguardo protettivo dei genitori

Mentre in Asia l’avvoltoio reale indiano versa in “pericolo critico” di estinzione, al Parco Natura Viva il 12 maggio scorso è nato un pulcino. A causa dell’emergenza sanitaria che ha coinvolto anche il Parco, ai genitori del pulcino è stata concessa per la prima volta la possibilità di allevarlo autonomamente. Infatti, in precedenza, spiega il direttore scientifico «abbiamo sempre tolto l’uovo dal nido durante il periodo di cova, per assicurarlo alla maggiore certezza di sopravvivenza che offre l’incubatrice».

L’avvenimento è stato salutato da tutti i parchi zoologici del mondo. In Asia questa specie versa in “pericolo critico” di estinzione. L’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) ha calcolato che solo in India è stata decimata del 90% negli ultimi 10 anni. «Ma quest’anno la pandemia ha stravolto i piani e non abbiamo potuto far altro che sperare nelle capacità innate di due genitori che non avevano mai allevato prima la propria prole».

In tutto il Pianeta esistono solo di 21 individui di questa specie, ospitati. Di questi, 12 vivono al Parco Natura Viva di Bussolengo. Questi esemplari costituiscono una riserva genetica indispensabile per evitare l’estinzione in atto nel Sudest Asiatico.

Pare che tra le cause della moria dei volatili ci sia anche un medicinale di uso umano, adottato per trattare il bestiame d’allevamento. «Le carcasse di cui questi avvoltoi si nutrono contengono spesso antidolorifici – afferma Avesani Zaborra – che si rivelano per letali tanto rapidamente che in un decennio si è consumata una vera e propria ecatombe».

Tris di tigrotti siberiani

Luva - la tigre siberiana
Parco Natura Viva di Bussolengo – Luva, la tigre siberiana mamma di due maschietti e una femminuccia

Si chiama Luva, la femmina di tigre siberiana che lo scorso 3 giugno ha dato alla luce tre tigrotti. Luva si sta rivelando una mamma attenta ed equilibrata, dicono gli esperti del parco. Li lecca e li allatta quando è necessario. I due maschietti trascorrono poi il tempo giocando alla lotta, mentre la femminuccia segue la mamma per imitarne il comportamento.

Si tratta di una nascita preziosa, questa, per la conservazione delle specie a rischio. Per questo motivo, è stata inserita nel Programma Europeo delle Specie Minacciate (EEP). Sono meno di 500 gli esemplari che sopravvivono nelle foreste dell’estremo oriente russo.

Compresi i tre cuccioli, sono 260, i felini che vivono nei parchi zoologici d’Europa.  Un patrimonio genetico unico, che celebra il lieto evento il 29 luglio, Giornata Mondiale della Tigre. Krai, Zov e Alina, nomi russi per i tre cuccioli, saranno visibili dal pubblico all’inizio del prossimo autunno.

La renna di foresta che sopravvive grazie a parchi zoologici

renna di foresta - cucciola
Parco Natura Viva di Bussolengo – Lo sguardo vispo della cucciola di renna di foresta

Ha compiuto già un mese, invece, la piccola renna, nata il 26 giugno scorso al Parco Natura Viva di Bussolengo. Sta bene, pascola autonomamente e non perde mai di vista la propria mamma. È precoce la piccolina, come tutti gli esemplari della sua specie. Questa tempestività è fondamentale per la sopravvivenza di una specie che può abitare in aree inospitali del pianeta.

«Tra le diverse sottospecie di renna ce n’è una che ha rasentato l’estinzione e che in Europa, vive solo in Finlandia». Spiega Caterina Spiezio, responsabile del settore ricerca e conservazione del Parco Natura Viva. «Lì fino a due secoli fa, le foreste di conifere ospitavano decine di migliaia di esemplari di renna di foresta. La sottospecie fu denominata così agli inizi del ‘900. È scomparsa, poi, a causa della caccia e della deforestazione. Oggi questa sottospecie vive ancora in natura grazie all’intervento di parchi zoologici. E al progetto co-finanziato dall’Unione Europea “WildForestReindeerLIFE” che si concluderà nel 2023. L’obiettivo è costituire popolazioni autonome di questa sottospecie, che attualmente conta meno di 2.500 esemplari».

I cambiamenti climatici che stanno stravolgendo gli equilibri degli habitat naturali, nei Paesi al di fuori del Vecchio Continente, invece, sono una seria minaccia per le renne artiche. La caccia illegale contribuisce all’annientamento di altre sottospecie.

Superata la fase critica del lockdown

Il Parco Natura Viva di Bussolengo ha riaperto i cancelli al pubblico il 21 maggio scorso. I visitatori potranno «immergersi di nuovo nella biodiversità dei cinque continenti e ammirare gli oltre 1200 animali ospitati». Nel rispetto di tutte le precauzioni indicate dall’ultimo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri.

La tigre Botsman, nostromo in russo, «è l’animale simbolo di un momento difficile dal quale è tempo di rialzarsi… Durante il quale, però – conclude Avesani Zaborra – siamo stati circondati dall’affetto del pubblico che ci ha permesso di raccogliere fondi di grandissimo aiuto».

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