domenica, Febbraio 25, 2024

Spumante, nel mondo 333 milioni di brindisi tutti italiani

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SI STIMA CHE NEL CORSO DELLE FESTE TRA NATALE E CAPODANNO SARANNO 333 MILIONI I BRINDISI CON SPUMANTE ITALIANO NEL MONDO. IL BILANCIO DELLA PRODUZIONE 2023

Le bollicine Made in Italy hanno successo nel mondo. Si stima infatti che, nel corso delle festività tra Natale e Capodanno, saranno 333 milioni gli spumanti italiani ad essere stappati nel mondo per fare il tradizionale brindisi. Di questi, 95 milioni soltanto in Italia.

Il consumo di spumante italiano è a quota 936 milioni di bottiglie per il 2023, di cui il 70% commercializzate all’estero.

I dati sono aggiornati alla prima metà di dicembre, quindi si può pensare che entro la chiusura dell’anno si potrebbe arrivare al miliardo di bottiglie. Il dato economico indica una tenuta dei consumi: siamo infatti in linea con lo scorso anno, ma con una ripresa del +24% rispetto al 2019, anno di riferimento pre-pandemia.

Nell’ultimo decennio, le vendite di spumante italiano nel mondo sono triplicate negli USA (+351%) e nel Regno Unito (+350%), mentre addirittura quadruplicate in Francia (+416%). In crescita anche le vendite in Germania (+42%) e in Est Europa, con il record della Polonia a +983%.

Spumante, le varietà preferite dai consumatori

Anche in fatto di spumante, la morsa dei rincari ci mette lo zampino: i listini sono cresciuti di oltre il 5%. Quindi se alle bollicine è vietato rinunciare, almeno si sceglie lo spumante meno costoso. Infatti è proprio questa la tendenza: la scelta ricade sempre di più su prodotti maggiormente accessibili in fatto di prezzo. Lo indica l’analisi di fine anno dell’Osservatorio Uiv-ISMEA, basata sull’incrocio di più fonti, a partire da Istat e dagli enti di certificazione.

Si registra quindi l’incremento degli acquisti di spumanti più economici come metodo charmat, anche varietali e di annata (+7,5% a 206 milioni di bottiglie la stima a tutto il 2023). I consumi di sparkling con denominazioni “bandiera” italiane come Prosecco (Doc, Conegliano Valdobbiadene, Colli Asolani) e Asti Spumante o ai metodo classico (Trento Doc, Franciacorta, Oltrepò Pavese, Alta Langa, Lessini Durello) subiscono invece una contrazione del 3% (727 milioni di pezzi).

La produzione in Italia di vino spumante

L’andamento del mercato delle bollicine

Se le Dop sono in difficoltà (volumi a -3,8%), salgono le vendite degli sfusi (+18,9%). Con il calo dei prezzi alla produzione, questi ultimi hanno infatti abbassato il valore medio di circa il 14%.

Relativamente ai mercati, nonostante i dati positivi del decennio, gli USA fanno registrare un calo dei volumi del 12,8%, mentre la Germania chiude a +12,4% proprio grazie a maxi-ordini di vino sfuso. Stazionario il Regno Unito. Sempre riguardo all’export, si allarga la forbice delle richieste tra mercato UE ed Extra-UE: rispettivamente a +9,3% e -9,2%.

In totale, comunque, produttori e imprese spumantistiche italiane incasseranno durante le festività circa 1miliardo di euro.

La nuova tendenza: vino e spumante biologici

Una delle nuove tendenze degli ultimi anni e che potrebbe rappresentare un punto di partenza importante per l’apertura di nuove nicchie di mercato, è quella della produzione di vino e di spumante biologici.

Già nel 2022, il presidente di AssoBio, Roberto Zanoni, sottolineava questa opportunità. “La viticoltura bio italiana è un’eccellenza internazionale, ma anche un esempio di innovazione e di tutela dei territori, con il 19% delle superfici vitate attualmente convertite al biologico. Dal fronte dei consumi, invece, arriva la richiesta di una offerta più ampia e profonda, ma anche la necessità di avere maggiori informazioni sui vini biologici, specie tra coloro (54%) che non ne hanno mai consumato“.

I dati arrivano dallo studio “Posizionamento e prospettive di sviluppo del vino bio in Italia e sui mercati internazionali”, curato da Nomisma-Wine Monitor.

Sul podio delle caratteristiche più ricercate dai consumatori, in un prodotto agroalimentare, tra cui appunto il vino ci sono: l’italianità (43%), sostenibilità (29%), biologico (27%); seguono il prezzo basso (25%), il marchio Dop/Igp (23%) e la marca nota (15%).

Riguardo alla sostenibilità, essa è intesa sia come metodo di produzione rispettoso dell’ambiente, sia come presentazione. Quindi tra i fattori più importanti: l’uso minimo di fertilizzanti e pesticidi, e una confezione a minor impatto ambientale.

Il prosecco bio guida la classifica dei più venduti, con 40 milioni di euro di vendite e l’85% degli incassi complessivi nel settore.

Numero verde ONA

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