venerdì, Giugno 21, 2024

Sport e natura insieme nel trail running

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LA CAOTICITÀ DEL VIVERE QUOTIDIANO SPINGE SEMPRE PIÙ PERSONE A RICERCARE UN CONTATTO CON LA NATURA ATTRAVERSO LO SPORT. A QUESTA ESIGENZA RISPONDE IL TRAIL RUNNING

Per fuggire dallo stress della quotidianità si cercano sempre più spesso attività e sport che uniscano lo sforzo fisico a diverse esperienze, sensazioni, emozioni. In particolare si vuole ritrovare il contatto con la natura alla ricerca di una libertà non solo corporea ma anche mentale. E l’attività che persegue a pieno questo obiettivo è il “trail running”, correre all’aperto seguendo il “trail”, cioè il sentiero.

Qui al centro della performance non è solo la corsa ma anche la propria concentrazione. Infatti il terreno cambia in continuazione: pietre, erba e radici si susseguono in un alternarsi di salite e discese. Si alternano perciò momenti di corsa a quelli di marcia. La strada stessa è la vera sfida. Per questo le varie competizioni di trail running non possono essere paragonate tra loro. Non ci sono distanze predefinite per le gare e i terreni sono troppo diversi fra loro. Le chiavi di questa attività sono invece la libertà, l’adattabilità e lo stare in pace con se stessi e con la natura.

Da questa disciplina deriva “ultra running”, una corsa che estremizza tutte le sfide che si affrontano durante il trail running, lunga oltre 42 chilometri. I concorrenti a questo tipo di competizione sono spesso costretti a stare in piedi più di 24 ore e ad affrontare dislivelli impervi e condizioni ambientali particolarmente ostili. Durante la corsa la fatica va accolta, assecondata, gestita e superata. Così si riesce a cogliere la bellezza dietro questa attività: sterminati paesaggi meravigliosi e segreti agli occhi di molti.

Le più importanti gare di ultra running

L’ultra-maratona più famosa di riferimento è senza dubbio la Ultra-Trail du Mont-Blanc. A fine agosto 2.300 concorrenti partono con il sogno di completare il periplo del Monte Bianco, attraversando i confini di Francia, Italia e Svizzera. Si percorrono più di 170 chilometri e 10mila metri di dislivello. Gli ultra runner più veloci affrontano questa sfida in meno di 20 ore.

Sempre in Italia si svolgono altri due importanti appuntamenti:

  • Tor Des Geants a Courmayeur, un viaggio di 330 chilometri e 24mila metri di dislivello sulle Alte Vie valdostane, vicino ai “giganti” del nostro arco alpino (Gran Paradiso, Monte Bianco, Cervino e Monte Rosa);
  • Lavaredo Ultra Trail a Cortina, un percorso tra le Dolomiti che abbraccia il Cristallo, le Tofane, le Cinque Torri e, naturalmente, le Tre Cime di Lavaredo.

Ultra running, questo sport nel mondo

Nel mondo, invece, è sicuramente il Western States ad Auburn, in California, l’ultra running più famoso, che va dalla neve sull’Emigrant Pass fino ai 40°C nel fondo dei canyon della Sierra Nevada. A Silverton, in Colorado, si svolge la gara più dura riservata solo a centoquarantacinque atleti: Hardrock, con dislivelli eccessivi, salite fino ai 4.300 metri e altitudine media di 3.400 metri. Si affronta l’inverno dell’Alaska al Iditarod Trail Invitational, da Knik fino a Nome, lungo 1.600 chilometri e durante il quale le temperature possono scendere fino a -50°C.

Paesaggi incredibili sono anche quelli che si svelano durante Grand Raid Reunion all’Isola della Réunion, lunga 165 chilometri. Chiamata anche la “Diagonale des Fous”, la diagonale dei pazzi, qui i partecipanti dovranno attraversare l’intera isola vulcanica, tra vulcani, foreste e spiagge tropicali, con 10mila metri di dislivello.

La Costarica, con i suoi parchi nazionali e la sua fauna unica, è invece la protagonista della Coastal Challenge a Quepos, con 236 chilometri da percorrere in sei tappe. Il lato più selvaggio della Patagonia cilena si svela al contrario durante la Ultra Fiord di Puerto Natales. Infine in Marocco si svolge la Marathon Des Sables, lunga 250 chilometri da percorrere in sei tappe in piena autosufficienza alimentare.

Franco Collè stabilisce un nuovo record

Tra i campioni di questa originale disciplina ci sono sicuramente Davide Enrione e Franco Collè, ingegnere del trainig runner. Quest’ultimo, amante della montagna sin da piccolo, è oggi specialista della corsa off-road su differenti distanze, prediligendo le ultra running, competizione in cui ha conquistato spesso il gradino più alto del podio.

Durante il Tor des Géants del 2021 Franco Collè si è confermato ancora una volta un campione, ottenendo la sua terza vittoria, dopo quelle del 2014 e del 2018. In questa edizione ha anche stabilito un record: il runner valdostano ha infatti impiegato 66 ore, 43 minuti e 57 secondi per completare il suo personale Tor.

«Quello che fa la differenza nel ricordo della gara è riuscire a tagliare il traguardo. Chi lo finisce, chi arriva in fondo, sa di aver vissuto un’esperienza speciale – dichiara Franco Collè in un’intervista -. Tutti i partecipanti prima o poi vivono i loro momenti di crisi. Attimi che vengono ripagati da istanti incredibili. Le crisi ci sono sempre e si deve avere la forza di superarle e la perseveranza per andare avanti. Passo dopo passo questo sport mi ha insegnato tanto. Finché non passi la linea d’arrivo nulla è scontato».

Numero verde ONA

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