lunedì, Agosto 2, 2021

SOS inquinamento: le istituzioni disertano Priolo Gargallo

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In Sicilia l’area che si estende tra le città di Melilli, Augusta e Priolo Gargallo è tristemente noto come il “Triangolo della morte” a causa di «una industria che fino ad oggi ha costruito immensi profitti senza tener conto dei costi ambientali e umani e delle drammatiche conseguenze che l’inquinamento, primo tra tutti quello da amianto, ha provocato sulla salute dei cittadini».

Il commento del presidente ONA

Così l’avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, impegnato in iniziative mirate alla sensibilizzazione della popolazione all’argomento “inquinamento”.

Argomento molto grave, vista l’alta incidenza di decessi per cancro e tumori di varia natura, oltre al caso della nascita di bambini malformati, provocati da agenti chimici molti potenti sversati in mare e nella falda acquifera, o rilasciati nell’atmosfera dalle tre raffinerie di greggio e due di trattamento chimico del polo petrolchimico siciliano e dall’esposizione all’amianto, come risulta dall’indagine epidemiologica del 1997 a cura dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e dal Registro Tumori della Provincia di Siracusa. Secondo uno studio dell’OMS, tutti i siti industriali sono a forte rischio per la salute delle popolazioni residenti nelle vicinanze, fino a un raggio di circa 20 chilometri in linea d’aria.

Argomento che, tutt’oggi, lascia indifferenti le istituzioni, indifferenza che si è fatta sentire anche nell’ultima iniziativa del sindaco di Priolo Gargallo, on. Pippo Gianni.

Consiglieri e assessori del Comune di Priolo Gargallo occupano l’aula consiliare in segno di protesta per l’assenza delle istituzioni all’assemblea straordinaria chiesta dal sindaco on. Pippo Gianni

Il primo cittadino, infatti, pianificata un’assemblea straordinaria del Consiglio comunale sul tema “Ambiente, inquinamento e rischi per la salute”, ha visto l’aula disertata da politici regionali e nazionali.

Per protestare contro l’assenza dei convocati, i consiglieri di maggioranza sono da ieri, giovedì 6 settembre 2018, in seduta permanente nell’aula consiliare.

L’inchiesta “Mare rosso” della Procura della Repubblica di Siracusa – avviata nel 2003 portò all’arresto di diciassette persone tra dirigenti e dipendenti dell’ex Enichem con l’accusa di “associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito d’ingenti quantità di rifiuti pericolosi contenenti mercurio”; un altro filone di indagini coinvolge la Montedison, proprietaria dell’impianto di Cloro Soda, rea di aver scaricato in mare oltre 500 tonnellate di mercurio dal 1958 al 1980 – conferma il nesso di causalità tra le nascite di bambini nati con evidenti malformazioni e l’inquinamento procurato da cinquant’anni a questa parte dal polo petrolchimico.

Mercurio, diossina, amianto, dalle analisi dei consulenti della Procura risulta che il sedimento marino nella rada di Augusta è compromesso. I pesci contaminati. Un’alta percentuale di operai contrae malattie che portano alla morte.

Ciononostante nel caso di un ex dipendente, deceduto, del petrolchimico, il Tribunale siciliano accoglie le tesi dell’INAIL circa il riconoscimento della rendita per malattia professionale e rigetta anche la domanda giudiziale.

«La Corte di Appello di Roma ribalta l’esito del giudizio di primo grado – dichiara a suo tempo l’avv. Ezio Bonanni -, condanna l’INAIL, ma soprattutto afferma che il mesotelioma va sempre indennizzato, tanto più per tutti i lavoratori del polo petrolchimico di Priolo e afferma il rischio amianto anche per gli abitanti della zona».

L’avv. Bonanni sostiene l’iniziativa dell’Osservatorio Nazionale Amianto Sicilia

A fianco del coordinatore Calogero Vicario e dell’on. Pippo Gianni, esponente del comitato tecnico scientifico nazionale dell’Osservatorio, affinché sia applicata la “Legge Regionale Siciliana” in materia di amianto.

«Quando nel 2008 abbiamo dato vita all’ONA Sicilia – dichiara Calogero Vicario – abbiamo lanciato il nostro grido di dolore che è stato raccolto solo dall’on. Pippo Gianni».

Operaio saldatore, Vicario ha subito danni dalla fibra killer e ringrazia «il Buon Dio» che «per il momento mi ha risparmiato» e non ha dovuto scegliere «di morire di fame o di morire di cancro, come sta succedendo a molti miei colleghi e in qualche caso anche alle loro mogli. Come ONA prevediamo di organizzare una forte mobilitazione, fino ad arrivare a Roma, se è necessario. Non si può continuare questo massacro – conclude Vicario -. È necessario bonificare e al più presto».

Uno dei motivi per cui il sindaco di Priolo Gargallo on. Pippo Gianni ha chiesto aiuto alle istituzioni è reclamare al governo nazionale l’1% del prelievo fiscale annuale, riscosso dall’area industriale, perché sia utilizzato per l’ambiente e la sanità: dalle bonifiche ai sistemi di sicurezza, agli screening e alle cure per i pazienti sfortunati.

«Il nostro motto da oggi è: “abbiamo lavorato 50 anni inquinando – ha dichiarato il primo cittadino di Priolo, al nostro telefono – e ora lavoreremo altri 50 anni per disinquinare».

1 COMMENT

  1. Partendo dall’ultima frase virgolettata dell’articolo, si può solo dire: “Speriamo sia vero e speriamo glielo lascino fare”. Vi seguo da tempo. Come al solito un interessante articolo che alza il velo su una delle tante “disavventure”(?) italiane. Esempio lampante qui in Puglia un’altra fabbrica che tanto dolore e morte ha sparso in tantissime famiglie, sempre per il dannato amianto. Qui per chiuderla ci hanno messo tanto, troppo tempo. Stupisce ci sia qualcuno che ancora si meravigli che un consiglio comunale (sia la Sicilia, la Puglia o altra regione) che doveva deliberare sull’argomento sia andato deserto. Davvero non se ne comprendono i motivi? Una coincidenza o troppi interessi? Chissà! Speriamo ci sia presto definitiva chiarezza e veloce attivazione, prima che la luce che prima o poi dovrà tornare ad illuminare quei luoghi non sia oramai troppo fioca in mezzo al tanto nero, il colore del buio, del dolore e del lutto.

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