sabato, Giugno 15, 2024

Tramandare la solidarietà per rendere il mondo un posto migliore

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IN UN MONDO CHE DESTA SEMPRE PIÚ PREOCCUPAZIONE, PER LA POPOLAZIONE L’UNICO MODO DI MIGLIORARE È IMPEGNARSI NEL TUTELARE L’AMBIENTE E LA SOCIETÀ

Per molti il futuro coincide con il progresso, ma l’indagine “La percezione dei cambiamenti degli ultimi 10 anni e l’orientamento verso le donazioni e i lasciti solidali” del Walden Lab-Eumetra dimostra che non è così.

Più di quattro italiani su dieci, cioè il 43%, pensano che nell’ultimo decennio il mondo sia diventato un posto peggiore in cui vivere. E la preoccupazione più grande che percepisce la popolazione riguarda il cambiamento climatico (86%).

A seguire destano apprensione le guerre nel mondo (84%) e le pandemie globali (83%). Infatti il Covid-19 e la guerra in Ucraina sono percepiti dagli italiani come gli eventi epocali dell’ultimo decennio. Causano poi angoscia l’esaurirsi delle risorse naturali (78%), la crescita delle diseguaglianze tra i Paesi (76%), l’impatto della rivoluzione digitale nella vita quotidiana (68%) e la sempre più rapida innovazione tecnologica (57%).

Come si può costruire quindi una società migliore? Per la maggior parte degli italiani serve il rispetto delle leggi (88%), l’impegno nel lavoro (84%) e, soprattutto, nella tutela ambientale (82%), sociale (80%) e culturale (78%). Infatti si condivide l’idea che, per migliorare il mondo, serva la solidarietà.

Trasmettere solidarietà attraverso il lascito solidale

Sono le Organizzazioni Non Profit e la solidarietà, per il 63% degli intervistati, ad aver fatto di più per rendere migliore la nostra società. E come sostegno di queste realtà, solo da gennaio a marzo 2023, quasi 3 italiani su 10 (28%) hanno fatto una donazione e dato il loro sostegno, soprattutto tramite il lascito solidale (69%).

«Il lascito solidale è uno strumento alla portata di tutti – conferma Flavia Fiocchi, consigliere nazionale del Notariato, con delega al Notariato per il sociale, presente all’evento organizzato in occasione della Giornata internazionale del Lascito Solidale (il 13 settembre – ndr) -. Grazie a esso è possibile lasciare una traccia di sé nel futuro, sostenendo i progetti in cui si crede e che definiscono la propria identità».

Fiocchi non è stata l’unica ospite dell’incontro organizzato a Roma dal Comitato Testamento Solidale a sostenere l’importanza di un lascito che sostenga l’impegno civile. A condividere il parere, oltre la moderatrice, la giornalista RAI Francesca Romana Elisei, anche:

  • Rossano Bartoli, portavoce del Comitato e presidente della Lega del Filo d’Oro;
  • Paolo Anselmi, fondatore e presidente di Walden Lab e docente all’Università Cattolica di Milano;
  • Ines Testoni, psicoterapeuta e direttrice del Master in “Death studies & the end of life” dell’Università di Padova.

«In Italia a fare testamento, rispetto ad altri Paesi del mondo, è una percentuale più ristretta di persone. In particolare, solo una minoranza, 5 milioni e mezzo di persone, dichiara di aver previsto un lascito solidale nel proprio testamento o di essere orientato a farlo – dichiara Rossano Bartoli -. Eppure qualcosa si muove, stiamo assistendo a un vero e proprio cambiamento culturale e possiamo dire che la generosità degli italiani non si è fermata neanche davanti agli eventi di questi ultimi dieci anni».

Gli italiani sempre più preoccupati per il futuro

Infatti, dalla ricerca emerge come i cittadini considerano l’Italia peggiorata rispetto al passato (47%). In particolare c’è meno benessere economico (72%) , meno fiducia nel prossimo (66%) e meno equità sociale (62%). Oggi, nella maggior parte dei casi, gli italiani si sentono personalmente più preoccupati del futuro (70%). Eppure sono ancora molti che decidono di impegnarsi in prima persona per aiutare chi è in difficoltà (42%), per sostenere una buona causa (40%) e per prestare maggiore attenzione all’ambiente (58%) e alla salute (56%).

Dalla volontà di proseguire il proprio impegno anche dopo la fine della propria vita, di lasciare un segno anche quando non ci saremo più, tramandando i propri valori, nasce il desiderio di fare testamento solidale. In altre parole significa ricordare nel proprio testamento, in qualità di erede o legatario, una o più associazioni, organizzazioni ed enti.

Cosa significa fare un testamento solidale?

Scegliere di fare un testamento solidale significa contribuire a costruire un mondo in cui:

  • i bambini possano crescere sani e avere il diritto allo studio;
  • si prenda cura di chi è malato;
  • la ricerca possa contribuire a sconfiggere malattie disabilitanti o mortali;
  • la cultura sia patrimonio collettivo;
  • ci siano diritti e dignità per tutte le persone, senza differenza di razza, età, cultura;
  • si favorisca lo sviluppo sostenibile.

La solidarietà verso il Pianeta, la scelta di Chiara

«Desidero che ciò che di materiale potrò lasciare, segua coerentemente i valori nei quali ho sempre creduto – racconta Chiara Delfini, una dei tanti che ha deciso di fare il testamento solidale – e che hanno orientato le mie scelte quotidiane».

Chiara ha così scelto Greenpeace tra coloro che beneficeranno della sua eredità. «Un incidente di montagna mi ha stravolto la vita – spiega -. È stata questa la scintilla che mi ha spinta a prendere carta e penna e scrivere il mio testamento, a soli 48 anni. Sono stata parecchio male, ma avrei potuto riportare conseguenze molto più severe. In quel momento ho proprio realizzato come basti un attimo per non esserci più. Vorrei che il frutto del mio percorso professionale andasse a sostegno di ciò che, per me, è sempre stato importante: il rispetto della Terra su cui viviamo e la tutela degli animali che, come gli umani, sono ospiti di questo meraviglioso Pianeta».

In particolare, oltre Greenpeace, sono ventotto le realtà Non Profit di solidarietà aderenti al Comitato Testamento Solidale: AIL, AISM, Fondazione Don Carlo Gnocchi, Fondazione Lega del Filo d’Oro, Save the Children, Associazione Italiana Ricerca Alzheimer, Aiuto alla Chiesa che Soffre, Amref, Associazione Luca Coscioni, CBM Italia, Centro Benedetta d’Intino, Comitato Italiano per l’UNICEF Fondazione ETS, COOPI – Cooperazione Internazionale, Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro, Fondazione Humanitas per la Ricerca, Fondazione Mission Bambini, Fondazione Operation Smile Italia ETS, Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica, Fondazione Progetto Arca, Fondazione Telethon ETS, Fondazione Umberto Veronesi, Istituto Pasteur Italia, Smile House Fondazione ETS, Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ETS-APS, Università Campus Bio-Medico e VIDAS.

Numero verde ONA

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