mercoledì, Luglio 17, 2024

Il solare: ancora di salvezza durante le crisi energetiche e climatiche

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UN NUOVO RAPPORTO DEL GRUPPO INDUSTRIALE SOLARPOWER EUROPE MOSTRA CHE IL SOLARE NELL’UNIONE EUROPEA È AUMENTATO DI QUASI IL 50% SU BASE ANNUA NEL 2022

Complici anche le guerre e tutti i riordini geopolitici, in Europa nel 2022 la produzione di energia solare è aumentata del 50%.

Da Portogallo alla Polonia i Paesi del Vecchio Continente hanno installato più di 41 Gigawatt di potenza, l’equivalente necessario a dare energia a 12.4milioni di case. Nel 2021 erano stati installati solo 28 Gigawatt.

E proprio dove c’erano ostacoli, burocrazia e “non si può”, invece si è potuto. Segno, come sempre, che il bisogno aguzza l’ingegno e che le crisi possono essere sempre momenti di crescita e di cambiamento in positivo.

Fra tutte le fonti energetiche, quella solare è stata la crescita più rapida e affidabile in questi ultimi tempi. Sui tetti, sui capannoni, fra i campi, sui balconi. I pannelli solari hanno campeggiato e contribuito al fabbisogno energetico.

La Top Ten del solare in Europa

Secondo la International Energy Agency (IEA), all’Europa servono 60 Gigawatt di potenza nuova nel 2023 per compensare le perdite del gas russo. Un obiettivo impegnativo ma non difficile da raggiungere.

E chi “vince” in questa Europa rinvigorita dal sole? Lo scorso anno dieci Paesi hanno installato almeno 1 Gigawatt di potenza.

Prima fra tutti, come sempre, la Germania con quasi 8 Gigawatt. Non poteva essere altrimenti, visto i grandi progressi dei tedeschi da vent’anni a questa parte e vista la loro celebrata Energiewende, la transizione energetica. Ma il 2022 è stato ancora più da record, dati gli incentivi e l’urgenza di liberarsi dalla tirannia del gas russo e dalla loro perenne Ostpolitik.

Al secondo posto la Spagna con 7.5 Gigawatt di potenza, un salto del 55% nel 2022 rispetto al 2021. Anche qui una miriade di pannelli sui tetti e la ricerca disperata di liberarsi dal gas russo.

A seguire, a sorpresa, la Polonia (4.9 GW), quindi l’Olanda (4.0 GW) e la Francia (2.7 GW). L’Italia è sesta con 2.6 GW e poi nell’ordine il Portogallo (2.5 GW), la Danimarca (1.5 GW), la Grecia (1.4 GW) e la Svezia (1.1 GW).

L’Italia poteva fare meglio

È vero che siamo ancora il sesto Paese del mondo per capacità installata, circa 22 GW, ma quella è capacità “antica” installata anni e anni fa e non abbiamo saputo sfruttare la crisi, secondo me, in modo vigoroso. Basti solo pensare che nel 2021 abbiamo aumentato il nostro arsenale solare solo di 0.9 GW!

Da come la vedo io, è strabiliante, per esempio, che un Paese territorialmente piccolo come l’Olanda sia riuscito a installare il doppio di energia solare nel 2022 rispetto al nostro, il supposto Paese del sole. Addirittura il triplo nel 2021.

Cosi come trovo strabiliante che la Germania, che ha già quasi il triplo della nostra potenza installata (58 GW) abbia trovato modo di installarne altri 8 GW nel 2022 e altri 6 nel 2021.

In totale, per esempio, fra il 2021 e il 2022 l’Italia ha installato solo 3.3 GW, la Spagna 12.3 GW, la Germania 14 GW, la Polonia 8.7 GW.

Ma tant’è!

In Europa il cosiddetto REPowerEU plan si pone come obiettivo quello di aumentare del 45 percento l’energia prodotta “in casa” entro il 2030, soprattutto facendo leva sul solare. Ci sarà bisogno di tecnici, leggi e incentivi chiari e stabili; produzione in loco, reti elettriche moderne ed efficienti, burocrazia da snellire.

Vedremo come proseguirà questo nostro tempo cosi incerto, cosi tenue.

“Là où il n’y a pas d’espoir, nous devons l’inventer”

Albert Camus

Buon 2023.

Numero verde ONA

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