sabato, Giugno 25, 2022

Sorprendente Sila tra percorsi naturalistici, storici e archeologici

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LA SILA È UN LUOGO UNICO AL MONDO PER LA FLORA, LA FAUNA E LA STORIA CHE RISERVA ANCORA TANTE SORPRESE. VISITARLA È UN RISTORO PER IL CORPO E LA MENTE

Ha collaborato Domenico Canino

La Sila, la più grande area boschiva del Sud Europa, riserva ai visitatori molte sorprese. Non è un semplice altopiano, ma un paradiso pieno di boschi, fauna selvatica, grandi laghi, un grande Parco Nazionale e tanta storia.

È stata il teatro della lotta degli uomini per la sopravvivenza in un territorio che un tempo era duro e ostile. E nei secoli scorsi ha dato rifugio ai “patrioti” del popolo, i Briganti.

Un sicuro nascondiglio tra i boschi

La Sila è stata per secoli anche il rifugio dei fuorilegge che per sfuggire alla cattura delle forze dell’ordine si nascondevano nei boschi e negli antri naturali.

Moltissimi sono i racconti delle gesta dei Briganti della Sila, feroci assassini, taglieggiatori, ma anche uomini meno sanguinari che pagavano a caro prezzo la loro scelta di vita. Era il Far West italiano, fatto di storie di uomini veri che si uccidevano senza pietà per un cavallo, per una vacca, per una donna.

La fantasia popolare ne esaltava le gesta contro i grandi latifondisti, spietati nobili e borghesi che sfruttavano fino alla morte il lavoro dei braccianti. Tanti luoghi della Sila ricordano uccisioni, battaglie, fughe rocambolesche, streghe giustiziate, episodi scolpiti nella memoria dei calabresi che hanno contribuito a creare la “magia” silana.

Camigliatello, i Giganti della Sila e la variegata flora

La porta della Sila Grande è Camigliatello, piccola cittadina turistica che ha gli impianti da sci, gli alberghi, i negozi di prodotti tipici, i ristoranti. Si respira un’aria purissima, ci sono molte sorgenti d’acqua da cui sgorgano fiotti freddissimi di oro bianco.

Sino al 1928, in Sila non c’era popolazione residente stabile, gli inverni, infatti, erano troppo freddi e la neve ricopriva per mesi l’altopiano. I contadini, i pastori e i turisti la frequentavano d’estate, quando i grandi pascoli verdi consentivano alle mandrie la transumanza.

La fauna era ricchissima e i cacciatori venivano da ogni parte d’Europa per le loro battute. Le mandrie di vacche podoliche, sono ancora oggi padrone dei pascoli dell’altopiano. È una razza particolare che non riesce vivere nella stalla, ma solo all’aperto, fornisce poco latte di altissima qualità e una carne saporitissima.

Rinomati sono i grandi campi di patate, la coltivazione regina della Sila, ma anche i meleti, i frutteti d’altura e le tante erbe officinali. Queste crescono spontanee e sono usate sia per la produzione dei farmaci sia per quella di liquori, estratti e tisane.

Ma la grande ricchezza dell’altopiano sono i boschi immensi di pini, di faggi, di abeti, riserve meravigliose di aria pura, di biodiversità, di natura incontaminata.

Degna di menzione è Fallistro, con i suoi “I Giganti della Sila”, una pineta spettacolare formata da piante ultracentenarie e altissime. È stata riconosciuta come patrimonio naturalistico da conservare.

La Colonia Silana

A Camigliatello sorge un antico e magnifico edificio denominato “Colonia Silana Federici”, realizzato nei primi anni del ‘900 per accogliere i bambini malarici. È una bellissima struttura ormai cadente, un luogo da fiaba che nel secolo passato ha curato i piccoli pazienti. Il villaggio in miniatura comprende una chiesa, un campo sportivo e altre piccole strutture ormai inutilizzate.    

Il Lago Cecita e i ritrovamenti archeologici

Sulle rive del lago Cecita, poco distante da Camigliatello, è possibile passeggiare insieme alla placide vacche al pascolo e osservare i numerosi stormi di uccelli che sorvolano il lago.

Quasi d’obbligo visitare l’orto botanico e il Museo di storia naturale del Centro Visitatori del Parco Nazionale. Rigenerante seguire i sentieri che portano all’osservazione della fauna selvatica.

Tra lupi, cervi, caprioli, daini, tassi, la passeggiata si rivela interessante e divertente. È una vera meraviglia per i bambini cresciuti in città che hanno l’occasione di osservare, in maniera protetta da schermi adeguati e da vicino, questa fauna selvatica dal vivo e in libertà. Non è la stessa cosa dello zoo, qui gli animali sono liberi e nel loro ambiente.

In tempi recenti, nel settembre 2017, è stato ritrovato sulle rive dello stesso lago Cecita lo scheletro completo di un Elephas Antiquus. Si tratta di un enorme mastodonte a zanna dritta, antenato antichissimo degli elefanti moderni, grande più del doppio di quelli attuali e con un cranio diverso.

Dunque, dove oggi c’è il lago Cecita, delimitato da una diga artificiale, un tempo c’era un paleolago popolato da una fauna preistorica imponente.

Il clima era diverso e l’ambiente non era una foresta, ma una savana con laghi, paludi boscaglie. Qui sono stati ritrovati anche scheletri e utensili dell’Uomo di Neanderthal, il progenitore del Sapiens. Un posto davvero ricco di storia plurimillenaria.

L’Elefante di Pietra di Campana

Ulteriore “curiosità” per i turisti: a circa 20 Km in linea d’aria dal Cecita, si erge un enorme megalite di pietra zoomorfo, sito nel comune di Campana, nella Sila Greca. Esso rappresenta proprio un Elephas Antiquus, gemello per fattezze e dimensioni del fossile ritrovato nel Cecita. Non è una somiglianza casuale, poiché l’animale è scolpito bene in tutte le sue parti in simmetria e con processi di levigatura e stondatura della pietra.

Studi sul megalite e sui fossili sono in corso da parte dell’Università della Calabria e dell’Università del Molise. Nel Paleolitico, quindi, ai tempi in cui l’enorme elefante antico era al pascolo per le savane della Sila, c’era una popolazione umana così evoluta da rappresentarlo artisticamente in una enorme scultura di pietra.

I ritrovamenti fossili sul Cecita e l’Elefante di Pietra di Campana fanno compiere agli studiosi, ai visitatori e agli appassionati di “misteri” un salto indietro nella storia di decine di migliaia di anni.

Il viaggio dal Cecita all’Elefante di Pietra di Campana vale davvero la pena, visto che non esistono in nessun’altra parte d’Europa, dal Portogallo alla Siberia, altri megaliti zoomorfi.

Sono delle autentiche meraviglie nascoste nei boschi della Sila, dove è possibile sentire ancora il respiro di un passato lontano che si fonde col profumo della resina.

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