giovedì, Agosto 11, 2022

Sicurezza: gli esperimenti nucleari si sono ridotti notevolmente

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ROBERT FLOYD, RAPPRESENTANTE DELL’ORGANIZZAZIONE PER LA MESSA AL BANDO DEGLI ESPERIMENTI NUCLEARI (CTBTO) IN VISITA IN ITALIA. CI HA RINGRAZIATO PER L’APPORTO DATO A LIVELLO INTERNAZIONALE ALLA FIRMA DEL TRATTATO PER LA MESSA AL BANDO DEI TEST NUCLEARI.  DAL MOMENTO DELLA FIRMA, GLI ESPERIMENTI NUCLEARI SI SONO RIDOTTI NOTEVOLMENTE

Una delegazione del CTBTO, l’Organizzazione per l’applicazione del Trattato per il bando totale degli esperimenti nucleari, guidata dal Segretario Esecutivo Robert Floyd, ha visitato i laboratori dell’ISIN di Castel Romano.

Nel suo intervento, Floyd ha ringraziato l’Italia per l’importante sostegno dato al CTBTO con i suoi laboratori. Questi non hanno mai interrotto l’attività anche durante la fase più acuta della pandemia.

Il laboratorio italiano dell’ISIN è il primo dei sedici presidi del mondo che è stato visitato da quando Floyd ha assunto la guida dell’organismo nell’agosto scorso.

Guerra e nucleare preoccupano il mondo

Riguardo alla situazione in Europa e alla guerra in corso, Robert Floyd ha riportato la preoccupazione che si avverte in tutto il mondo.

Molti timori sono stati manifestati anche nel corso di un recente meeting in Indonesia dai rappresentanti di tutti i Paesi. Ciò a riprova che quanto accade in Ucraina non viene vista come una crisi locale, ma come un problema globale.

Robert Floyd, infine, ha ricordato il grande ruolo del Trattato che, pur non essendo ancora entrato in vigore, ha già avuto un effetto positivo. Infatti, dal momento della sua firma, gli esperimenti nucleari si sono ridotti notevolmente.


A ricevere la delegazione del CTBTO, il direttore dell’Ispettorato, Maurizio Pernice, che ha detto: «Gli eventi bellici hanno fatto tornare di attualità minacce di deterrenza nucleare che sembravano relegate nell’archivio della storia. Il trattato per la messa al bando dei test nucleari è uno dei simboli della consapevolezza, assunta dalla comunità internazionale, della estrema pericolosità di questo tipo di armamenti e dell’esigenza di escluderli dalla dialettica dei conflitti, anche i più aspri. Credo che una salda e sincera collaborazione fra tutti i paesi nella gestione della risorsa nucleare sia la maggiore garanzia di sicurezza per tutti e che i meccanismi di controllo internazionali rappresentino una forma di tutela forte e reciproca per le nazioni e i popoli che intendono vivere in pace e sicurezza».

Cos’è il CBTO

Il CTBTO è nato a seguito del Trattato sulla Messa al Bando Totale degli Esperimenti Nucleari (Comprehensive Nuclear-Test-Ban Treaty, CTBT).

È stato adottato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 settembre 1996. Ad oggi sono 185 gli Stati che hanno firmato il Trattato, di cui 172 hanno provveduto alla ratifica.

Tuttavia, ai fini della sua entrata in vigore, l’Articolo XIV richiede che esso venga ratificato da tutti gli Stati elencati nell’Annesso II al Trattato.

Tra questi non compaiono ancora Cina, Egitto, India, Iran, Israele, Corea del Nord, Pakistan e USA.

In attesa delle ratifiche mancanti, è stata istituita, nel novembre 1996, una Commissione Preparatoria con sede a Vienna. La commissione ha il compito di facilitare l’entrata in vigore del Trattato e predisporre il regime globale delle verifiche.

L’Italia ha ratificato il Trattato con la Legge 15 dicembre 1998 n. 484, successivamente modificata dalla Legge 24 luglio 2003, n. 197.

Il nostro Paese, oltre che a partecipare alle attività della Commissione Preparatoria, contribuisce direttamente al Sistema Internazionale di Monitoraggio.

Due sono le strutture nazionali inserite in tale sistema: la Stazione sismologica di Enna e il Laboratorio per la rivelazione dei radionuclidi dell’ISIN.

Il sistema di monitoraggio internazionale è costituito da un insieme di reti di rilevamento: sismica, infrasonica, idroacustica e della radioattività dispersa in atmosfera. 

ENEA presenta drone per controllo emergenze

Intanto, ENEA ha sviluppato un drone innovativo per la ricerca e la localizzazione delle sorgenti radioattive, utile in casi di emergenza radiologica e nucleare.

L’innovazione è stata presentata in questi giorni sulla pagina Facebook di Roma Drone Webinar Channel, il canale in streaming specializzato in normativa, tecnologia e mercato dei droni.

Dotato di uno strumento di misura denominato Geiger Muller, consentirà da remoto la misurazione delle radiazioni ionizzanti in aree specifiche, preservando l’uomo da eventuali contaminazioni radioattive.

Grazie ad un algoritmo di ottimizzazione, inoltre, il drone è in grado di individuare in maniera selettiva l’area contaminata. Ciò riduce i tempi di ricerca e la localizzazione delle sorgenti rispetto agli approcci tradizionali.

L’attività è condotta dall’ENEA nell’ambito del progetto INCLUDING (INnovative CLUster for raDIological and Nuclear emerGencies).

È stato finanziato dal programma Horizon 2020 della Commissione Europea per la prevenzione e la risposta alle emergenze radiologiche e nucleari.

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