sabato, Settembre 18, 2021

Sicilia, Avola e Noto: comuni amici delle tartarughe marine

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Le tartarughe marine scelgono la Sicilia per deporre le uova

È iniziata ufficialmente la stagione riproduttiva delle tartarughe marine. Quest’anno la meta preferita dove deporre le uova è la Sicilia, in particolare i comuni di Avola e Noto.

Le città, infatti, hanno ricevuto dal WWF il certificato di “Comune amico delle tartarughe”, grazie all’impegno nella sensibilizzazione dei turisti e degli operatori balneari per salvaguardare le aree di deposizione di tartarughe Sicilia.

Attualmente i nidi, gestiti dagli operatori e volontari del WWF, sono dieci. Di questi, otto si trovano presso la zona di Siracusa e due in provincia di Ragusa. Inoltre ben sette dei luoghi prescelti dalle tartarughe per la riproduzione sono nei comuni di Avola e Noto.

Il primo nido della stagione è stato deposto il 25 maggio nella spiaggia in contrada Gallina, ad Avola, in provincia di Siracusa. Poi se ne sono aggiunti altri tre nella seconda metà di giugno. I quattro nidi di spiaggia Gallina hanno probabilmente tre genitrici. Ciò significa che una tartaruga è tornata sul luogo a deporre per la seconda volta, a venti giorni di distanza.

Sempre ad Avola un nido è stato ritrovato nella spiaggia in contrada Cicirata. Poi due nidi di “tartarughe siciliane” sono stati identificati sia a Noto, nel siracusano, uno nella spiaggia di Eloro Pizzuta e l’altro a Lido di Noto, sia presso l’Isola delle Correnti, nel Comune di Portopalo, anch’essa in provincia di Siracusa. Infine un nido è stato individuato nella spiaggia di Sampieri nel Comune di Scicli, in provincia di Ragusa.

Già nell’estate del 2020, la Sicilia aveva registrato sessantacinque nidi, tanto che il WWF l’ha ribattezzata “l’isola delle tartarughe marine”. Le nidificazioni si sono concentrate soprattutto nella Sicilia orientale e sull’Isola delle Correnti, che ha ospitato ben nove nidi.
Altri siti per tartarughe marine riproduzione sono la Calabria e Maratea, in Basilicata.

La stagione riproduttiva delle tartarughe marine

Le uova si schiudono solitamente a circa cinquanta giorni dalla deposizione. Essendo termosensibili, la determinazione del sesso dipende dalla temperatura. Se sarà maggiore di 30°C nasceranno femmine, se saranno deposte più in profondità, dove la sabbia assorbe meno calore, nasceranno tartarughe di sesso maschile.

Purtroppo, a causa del riscaldamento globale, si sta verificando uno sbilanciamento nella popolazione di tartarughe a favore delle femmine. Ciò accade soprattutto, come denuncia il WWF, per le tartarughe verdi dell’Australia.

In più, come conseguenza del cambiamento climatico, la deposizione comincia a maggio e il periodo della schiusa si allunga fino a ottobre. I nidi quindi sono sempre più vulnerabili alle mareggiate e al maltempo della primavera e dell’autunno.

Quali sono i pericoli che affronta una tartaruga marina?

Grazie all’azione dei volontari del WWF e degli operatori del progetto Life Euroturtles, si attuano le operazioni di messa in sicurezza dei nidi e di monitoraggio fino alla schiusa.

Infatti i piccoli di tartaruga, una volta nati, affrontano molti pericoli per arrivare alle acque del mare. Orientarsi grazie alla luce della Luna è sempre più difficile a causa della presenza di luci sulla spiaggia.

Inoltre le tartarughe marine arrivano nella nostra penisola per deporre le uova proprio in estate, quando le spiagge sono affollate. Può quindi capitare che le femmine, disturbate dalla presenza umana, depongano le uova troppo vicine alla riva. In questo caso i volontari dovranno intervenire tempestivamente, spostando il nido, per evitare che le maree e le onde portino via le uova, e per proteggerlo dalla predazione da parte di cani, volpi e altri animali.

Oltre la presenza dell’uomo, anche le costruzioni costiere, l’inquinamento, l’illuminazione artificiale e la circolazione di veicoli sulla spiaggia sono tra le cause della riduzione dell’attività di nidificazione in Italia.

Ma i pericoli per le tartarughe non si estinguono una volta raggiunto il mare. Anche questo luogo nasconde delle insidie. Infatti diventano spesso vittime di attrezzi da pesca e delle eliche delle imbarcazioni. Inoltre, tra le principali cause di ricovero di questi animali, c’è l’ingestione di sacchetti di plastica, scambiati erroneamente per meduse.

Le varie tipologie di tartarughe marine

Come si distinguono le tartarughe marine? In natura esistono sette specie:

  • Caretta caretta

Questa tartaruga è di colore marrone, con sfumature rosse. Può misurare fino a 110 centimetri di lunghezza e raggiungere un peso di 180 chilogrammi. Trascorrono la maggior parte della loro vita immerse nelle acque profonde dell’Oceano Atlantico, del Mar Mediterraneo, del Mar Nero, dell’Oceano Indiano e dell’Oceano Pacifico. Possono nuotare ad una velocità anche superiore ai 35 km/h e mangiano molluschi, crostacei, pesci e meduse.

  • Liuto

La tartaruga liuto può raggiungere i 2 metri di lunghezza e un peso di 600 chilogrammi. È di colore scuro con macchie chiare. Vive in alto mare, soprattutto in acque calde, e si avvicina alle coste solo per riprodursi e cacciare. La sua dieta è costituita prevalentemente da meduse.

  • Verde

Questo tipo di tartaruga può arrivare fino a 125 centimetri di lunghezza e pesare fino a 230 chilogrammi. Il suo corpo è verde, con il piastrone giallo. La tartaruga verde può compiere lunghe migrazioni, anche di 2mila chilometri. Si nutre prevalentemente di fanerogame marine. Per questo la si trova soprattutto in aree ricche di praterie sommerse, come nei mari tropicali e subtropicali, ma anche nel Mediterraneo, nei pressi delle barriere coralline e di coste sabbiose.

Altre specie tra le tartarughe di mare

  • Embricata

La tartaruga embricata ha una corazza bruno-giallastra, uno scudo convesso e due unghie a forma di spina sulle zampe anteriore. Può arrivare a misurare fino a 90 centimetri. Si nutre prevalentemente di spugne e la si può trovare nella fascia tropicale dell’Oceano Atlantico e del Pacifico.

  • Tartaruga di Kemp

Questa tipologia è la più rara e una delle più piccole tra le tartarughe marine. Non supera i 91 centimetri di lunghezza e pesa in media 45 chilogrammi. Predilige le acque calde, ma talvolta si spinge a nord fino al New Jersey. La sua dieta è a base di molluschi, crostacei, meduse, alghe e ricci di mare.

  • Tartaruga bastarda olivacea

È tra le più piccole tartarughe marine e misura circa 75 centimetri. Ha il corpo a forma di cuore e la pelle di colore olivaceo. Può scendere oltre i 150 metri di profondità, ma ama anche restare in superficie nelle giornate soleggiate. Si nutre principalmente di crostacei, alghe e, a volte, di meduse.

  • A dorso piatto

La tartaruga a dorso piatto ha la parte superiore del corpo di colore grigio-oliva, mentre quella inferiore risulta essere più chiara. Arriva fino a 90 centimetri di lunghezza. Questa tipologia vive solitamente nelle baie, sui bassi fondali ricchi di alghe, nelle barriere coralline, negli estuari e nelle lagune lungo le coste settentrionali dell’Australia e al largo delle coste della Papua Nuova Guinea. Si nutre di una grande varietà di organismi, come erbe marine, molluschi, meduse, gamberetti, pesci, coralli morbidi e cetrioli di mare.

Le tartarughe marine sono una specie a rischio d’estinzione

Nel Mar Mediterraneo principalmente vivono la tartaruga liuto, quella verde e la Caretta caretta. Tra queste, la tartaruga liuto, insieme a quella embricata e di Kemp sono le specie maggiormente a rischio d’estinzione.

Ma tutte le tipologie sono protette da leggi internazionali, che ne vietano la cattura e il commercio. Per tutelarle, è importante, in caso di incontro, non disturbarle e non avvicinarsi con una barca.

Se si trova una tartaruga spiaggiata o in difficoltà, bisogna allontanarla dall’acqua e chiamare le unità di recupero. In estate è consigliabile proteggerla dal caldo, tenendola all’ombra e coprendola con un panno umido. In inverno, invece, si deve coprire e tenere al caldo.

Se l’avvistamento di una tartaruga avviene di notte e questa è intenta a scavare o a deporre le uova, è importante informare le autorità competenti, per far sì che il nido sia protetto e per garantire che i piccoli, una volta nati, raggiungano il mare in piena sicurezza.

Le forme di tutela nell’Unione Europea

In Europa, oltre all’Italia, anche la Grecia e Cipro sono siti di nidificazione delle tartarughe marine, principalmente Caretta caretta e quella verde. Inoltre le principali aree di foraggiamento sono nel Mare Adriatico, Ionio ed Egeo, vicino anche alla Slovenia, alla Croazia e a Malta.

L’Unione Europea, per salvaguardare la specie, ha intrapreso azioni per:

  • proteggere i nidi, che saranno rilevati e sorvegliati anche grazie all’utilizzo di droni;
  • ridurre l’impatto negativo causato dalla pesca, fornendo ai pescatori informazioni dettagliate sulle aree marine principali di foraggiamento delle tartarughe marine e rimuovendo gli ingranaggi fantasma dal fondo del mare;
  • migliorare le capacità di soccorso dei centri, per curare tempestivamente le tartarughe ferite;
  • espandere i siti Natura 2000;
  • promuovere normative nazionali e locali, allo scopo di ridurre la perdita degli habitat e il disturbo alla nidificazione e all’incubazione;
  • sensibilizzare i cittadini alla tutela delle tartarughe marine.

Inoltre, per aumentare l’efficacia delle azioni di protezioni, l’UE ha introdotto l’utilizzo di aerei senza equipaggio (UAV), per rilevare i nidi lungo vaste aree, e di dispositivi di localizzazione GSM-GPS. Questi ultimi consentono di rintracciare un numero elevato di tartarughe, così da identificare i punti di maggiore presenza.

Infine, recentemente, si è pensato di inserire dei deterrenti visivi nelle reti da pesca, per ridurre le catture involontarie di tartarughe. Per esempio l’illuminazione delle reti con diodi a emissione di luce (LED) di colore verde ha dimostrato di aumentare la visibilità degli attrezzi e di ridurre di circa il 40% la cattura accidentale.

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