Sharing Cities, città più smart se condivise

Milano, Piazza Liberty, il centro Apple

A gennaio 2016 l’UE ha dato avvio al progetto Sharing Cities, finanziato dal programma Horizon 2020 – Smart Cities Lighthouse.

Sharing Cities ha l’obiettivo di realizzare quartieri “smart” a emissioni “quasi zero”, per rispondere alle principali sfide ambientali delle città e migliorare la vita quotidiana dei suoi abitanti.

Il consorzio è costituito da trentacinque partner che operano nelle e per le città, con rappresentanti provenienti dal mondo dell’industria, dal settore accademico e dalle ONG.

Capofila delle città smart è Londra mentre a Milano e Lisbona spetta sperimentare soluzioni intelligenti e integrate; Bordeaux, Burgas e Varsavia hanno, invece, funzione di città “follower” che replicheranno i modelli proposti dalle città guida del consorzio.

Il partenariato avrà tempo tre anni per sperimentare, grazie alla collaborazione internazionale tra il mondo della ricerca e le città, soluzioni intelligenti, a prezzi accessibili. Altri due anni, invece, saranno impiegati per monitorare e valutare diverse soluzioni “intelligenti” con un “elevato potenziale di mercato su scala commerciale”.

Come suggerisce il nome, Sharing Cities, o Programma di Città Condivise, è stato finanziato dall’UE con 24milioni di euro e mira a innescare 500milioni di investimenti, impegnando oltre cento Comuni in tutta Europa.

Webinar e sessioni di apprendimento si possono frequentare tramite una piattaforma online, dove autorità locali, urbanisti e altri stakeholder o portatori di interesse, mettono a disposizione una serie di documenti e perizie.

Inoltre, la piattaforma di condivisione urbana gestisce, oltre alle statistiche tradizionali, anche i dati provenienti da una vasta serie di fonti, compresi i sensori installati nei centri urbani.

I Comuni dovranno quindi: implementare un Sistema di Gestione Energetica Integrato per ottimizzare l’energia prodotta da tutte le fonti; migliorare l’efficienza energetica di vecchi edifici (Edifici retrofit); mettere in atto soluzioni di e-mobility, cioè mobilità condivisa a basse emissioni di carbonio; implementare il numero di veicoli elettrici nella logistica urbana (e-logistics) per ridurre il numero di camion di consegna con motore a scoppio; condivisione di biciclette elettriche (e-bike) esistenti e installare un numero sufficiente di stazioni di ricarica; facilitare l’e-car sharing tra città e sostenerne l’adozione su scala europea; installare una rete di stazioni di ricarica per veicoli elettrici; sviluppare tecnologie intelligenti di parcheggio, incluso la valutazione del tipo di sensore.

Uno degli spazi pubblici più tecnologici d’Europa si trova a Burgas, città sul mar Nero in Bulgaria, lungo Bogoridi Street.

Burgas, Bulgaria, Bogoridi Street

I lampioni vecchio stile racchiudono punti per la ricarica di veicoli elettrici e alla loro base ci sono le porte per ricaricare computer, cellulari, macchine fotografiche, biciclette elettriche e sedie a rotelle. La connessione Wi-Fi, gratuita, copre tutta l’area circostante. Gli stessi lampioni, inoltre, a bassa energia, monitorano l’inquinamento atmosferico e acustico, la temperatura, l’umidità, la pressione atmosferica e il vento.
La Green Week di settembre terrà a battesimo il Distretto Smart Symbiosis: l’intervento di piantumazione di una nuova area verde a Milano Sud, si colloca, come preannunciato, nell’ambito del progetto europeo Sharing Cities.

L’area di 13mila metri quadri, accanto allo scalo di Porta Romana, è destinata a diventare la più smart del capoluogo lombardo, con la nascita della Cittadella dello smart working, oltre al nuovo Campus della Bocconi e all’insediamento della Fondazione Prada.

Intanto, partono i lavori di riqualificazione di alcune piazze: piazza Leonardo Da Vinci, lato viale Romagna, dove l’area del parcheggio di fronte al Politecnico diventa luogo di socialità per studenti e residenti di Città Studi; in zona Cimitero Monumentale sarà realizzata una piazza di circa 8mila mq di cui circa 6mila mq destinati a uso pubblico e ospiterà la futura sede dell’Associazione per il Disegno Industriale (ADI) e della sua Fondazione, che ha in dotazione la storica collezione del Compasso d’Oro. Le piazze avranno in dotazione punti di ristoro, panchine, aiuole e fontane.

«La fruibilità delle piazze sta diventando un indicatore sempre più importante della qualità dello spazio pubblico e della vita in città – ha riferito l’assessore all’Urbanistica di Milano Pierfrancesco Maran -. Lo abbiamo visto in Piazza Liberty, con la nuova scalinata di Apple già diventata un nuovo punto di ritrovo e ristoro».

Leave a Comment

Your email address will not be published.