mercoledì, Maggio 29, 2024

Sentenza storica: tutela dei diritti dell’uomo e rispetto degli obblighi sul clima

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LA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL’UOMO (CEDU) HA CONDANNATO LA SVIZZERA PER AVER VIOLATO L’ARTICOLO 8 DELLA CONVENZIONE EUROPEA PER LA SALVAGUARDIA DEI DIRITTI DELL’UOMO. UNA SENTENZA STORICA, PERCHÉ, PER LA PRIMA VOLTA, LEGA LA TUTELA DEI DIRITTI UMANI AL RISPETTO DEGLI OBBLIGHI SUL CLIMA

La nostra vittoria è una vittoria per tutte le generazioni
(Seniorinnen für den Klimaschutz)

Oggi, 9 aprile 2024, la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) ha condannato la Svizzera per aver violato l’articolo 8 della Convenzione Europea per la Salvaguardia dei Diritti dell’Uomo.

Una sentenza storica, perché, per la prima volta, lega la tutela dei diritti umani al rispetto degli obblighi sul clima. Secondo la CEDU, infatti, lo Stato elvetico avrebbe violato il diritto al rispetto della vita privata e familiare, venendo meno a misure necessarie a mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici

Con una maggioranza di 16 voti contro 1, la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha ufficialmente connesso la crisi climatica alla tutela dei diritti umani. Strasburgo, fissa così, una pietra miliare per la climate litigation (contenzioso climatico) in Europa.

“Anziane per il clima” battono governo svizzero

L’associazione “Anziane per il clima” (Verein Klima Seniorinnen Schweiz) ha fatto causa al Paese elvetico e vinto in parte il ricorso, per aver violato l’art. 8 (Diritto al rispetto della vita privata e familiare) e l’art. 6 (Diritto a un equo processo) della Convenzione europea dei diritti dell’uomo.

Greta Thunberg: «questo è solo l’inizio»

L’attivista svedese Greta Thunberg ha commentato la decisione della CEDU, affermando che «questo è solo l’inizio» per le dispute sulle controversie climatiche. In tutto il mondo, sempre più persone stanno citando in giudizio i propri governi per renderli responsabili delle loro azioni. In nessun caso ci si deve tirare indietro, si deve continuare a lottare ancora di più perché questo è solo l’inizio.

«Utilizzeremo ogni strumento a nostra disposizione – ha chiosato Greta -. Il movimento per la giustizia climatica ha utilizzato metodi diversi per decenni, ripetendo lo stesso messaggio più e più volte e, come possiamo vedere, le emissioni sono ancora in calo. stiamo ancora andando nella direzione sbagliata e non ci arrenderemo».

La Svizzera non ha adempiuto ai suoi doveri ai sensi della CEDU

La Corte ha constatato che la Confederazione Svizzera non ha adempiuto ai suoi doveri, “positive obligations”, ai sensi della CEDU. Ha sottolineato che le autorità elvetiche non sono riuscite a quantificare adeguatamente i limiti delle emissioni nazionali di gas a effetto serra e non hanno raggiunto gli obiettivi di riduzione delle emissioni stabiliti in precedenza.

Inoltre, i tribunali svizzeri non hanno spiegato bene perché non hanno esaminato il ricorso dell’associazione delle anziane donne o considerato le prove scientifiche sul cambiamento climatico.

Tutte le norme interne devono rispettare i diritti e i principi garantiti dalla CEDU

Si apre così una nuova fase che potrebbe coinvolgere presto anche il nostro Paese, dove tutte le norme interne devono rispettare i diritti e i principi garantiti dalla CEDU e dove la Corte Costituzionale è tenuta a pronunciarsi sul rispetto di tali principi, la cui violazione è incostituzionale.

È auspicabile, quindi, che l’orientamento della CEDU possa incoraggiare l’Italia a conformare i suoi piani e le sue misure ai requisiti della transizione ecologica, come il Piano Nazionale Integrato Energia Clima attualmente in fase di revisione (entro giugno).

Inoltre, la sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo costituisce un ulteriore incentivo per l’adozione di una legge sul clima che definisca gli obiettivi climatici, le percentuali vincolanti di riduzione delle emissioni di gas serra e i budget di carbonio settoriali in relazione agli obiettivi di riduzione delle emissioni.

Le associazioni ambientaliste, con il WWF in testa, chiedono da tempo una legge del genere e hanno avanzato proposte concrete, raccolte dall’Intergruppo dei Parlamentari per il Clima.

Il giudice Siofra O’Leary, presidente della Corte EDU, ha sottolineato che spetterà ai governi decidere come affrontare gli obblighi relativi al cambiamento climatico.

Numero verde ONA

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