domenica, Febbraio 25, 2024

Save the Children: “il cambiamento climatico uccide i più indifesi”

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SAVE THE CHILDREN HA LANCIATO UN ALLARME IN DIFESA DEL CLIMA E DEI BAMBINI, SOTTOLINEANDO COME IL CAMBIAMENTO CLIMATICO STIA DIVENTANDO UNA SENTENZA DI MORTE PER TANTE VITTIME INNOCENTI

La voce di Save the Children: un monito contro l’inerzia

Nel 2023, in tutto il mondo ben 12mila persone – circa il 30% in più rispetto all’anno precedente – hanno perso la vita a causa di catastrofi naturali quali inondazioni, frane, incendi, cicloni.

La riflessione che emerge da questa tragedia è terribilmente chiara: il cambiamento climatico non è una questione distante o astratta, sostengono da Save the Children.

Come se non bastasse, a sperimentare il peso maggiore delle perdite umane, sono principalmente i Paesi a basso reddito e che inquinano meno.

Il 45% delle vittime appartiene infatti a Paesi che contribuiscono per meno dello 0,1% alle emissioni globali, come evidenziato dall’Emissions Database for Global Atmospheric Research (EDGAR) dell’Unione Europea.

«L’analisi mostra chiaramente come la crisi climatica colpisca in modo sproporzionato coloro che hanno contribuito meno a causarla e che sono meno in grado di resistere ai suoi effetti più dannosi, rafforzando ulteriormente condizioni di disuguaglianza, povertà e sfollamento», ha dichiarato Kelley Toole, responsabile globale per i cambiamenti climatici di Save the Children. Da qui, l’appello, che suona come un monito contro l’inerzia, un richiamo all’azione urgente.

«Questi disastri lasciano le bambine e i bambini senza casa, senza scuola, affamati e con la paura che inondazioni, tempeste e incendi possano togliere la vita ai loro cari. Dobbiamo aumentare in modo significativo i finanziamenti per il clima e far sì che tengano in considerazione le esigenze dei bambini, anche per quanto riguarda le risorse necessarie a riparare le perdite e i danni causati dalla crisi climatica. L’accordo raggiunto a COP28 che sancisce la transizione dai combustibili fossili va nella giusta direzione, ma è ben lontano dalla rapida eliminazione dei combustibili fossili, disperatamente necessaria per garantire una giusta transizione per i bambini di tutto il mondo».

Il flagello del cambiamento climatico e il supporto di Save the Children

In Pakistan, nel 2023 la stagione dei monsoni ha ucciso circa duecento persone, di cui quasi la metà erano bambini. A sottolinearlo, l’European Community Humanitarian Office (ECHO) e le Nazioni Unite.

A febbraio, il ciclone Freddy ha seminato distruzione e morte su Madagascar, Malawi e Mozambico, colpendo il Mozambico nuovamente a marzo. Circa 1.400 le vittime, migliaia le famiglie che hanno perso le proprie case e oltre 1.600 le scuole ridotte in rovina.

Save the Children, che opera in 116 Paesi, ha contribuito ad alleviare il peso della devastazione, offrendo del materiale scolastico e non solo.

«Tutti i miei quaderni si sono bagnati e rovinati durante il ciclone. Ora voglio andare a scuola, grazie per lo zaino e i kit scolastici», racconta una studentessa del Madagascar. Un’altra ragazza sostiene che il padre è rimasto senza lavoro a causa del maltempo e dei danni subiti. «Di conseguenza, non mangiamo abbastanza bene. Save the Children mi ha dato uno zaino, penne, matite, gomme e quaderni. Non solo, ma ha anche supportato economicamente mia madre».

Dove andremo a finire?

Nel corso del secolo, i passi avanti nelle previsioni e nella gestione delle catastrofi hanno sicuramente salvato molte vite. Ma non basta, perché il cambiamento climatico continua a mietere vittime.

L’Organizzazione Meteorologica Mondiale (OMM) poi, aggiunge il carico, rimarcando che il numero di eventi meteorologici estremi a livello globale è cresciuto vertiginosamente «cinque volte di più negli ultimi 50 anni». E non finisce qui.

Una ricerca della Vrije Universiteit Brussel di Ixelles, (Belgio), diffusa da Save the Children, avverte che un bambino nato nel 2020 vivrà, in media, sette volte più ondate di calore rispetto a uno nato nel 1960, il doppio di numero di incendi e un’improbabile tripla esposizione a inondazioni fluviali, carestie e siccità.

Che fare? Save the Children ha le idee chiare: abbiamo bisogno di un’educazione climatica seria, fondi per infrastrutture resilienti al cambiamento climatico e un posto al tavolo dei grandi decision makers.

Numero verde ONA

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