Santuario Pelagos, cetacei a rischio inquinamento acustico

Southern Humpback Whale (Megaptera novaeangliae) in Ha' Apai, Tonga

Allarme del WWF in occasione della “Giornata mondiale della balena”

 

Lo studio del WWF denuncia una concentrazione di microplastiche, nel Mediterraneo, circa quattro volte superiore a quella dell’isola di plastica scoperta nell’Oceano Pacifico e che la navigazione, particolarmente intensa anche nel Santuario Pelagos, minaccia le specie marine a causa dell’inquinamento acustico.

Il traffico marittimo, infatti, produce un rumore a bassa frequenza, diffuso e continuo, che si propaga per decine di chilometri. L’elenco degli effetti dannosi è molto lungo, spiega il WWF: dai danni ai tessuti corporei all’embolia, danni al sistema uditivo e soppressione del sistema immunitario, spiaggiamento, interruzione dell’alimentazione e della riproduzione, antagonismo nei confronti di altri animali, allontanamento dall’area.

L’Accordo Pelagos per il Santuario dei mammiferi marini nel Mediterraneo sottoscritto da Francia, Italia e Principato di Monaco, si prefigge di promuovere azioni concertate e armonizzate per la protezione dei cetacei e del loro habitat contro tutte le eventuali cause di disturbo: inquinamento, rumore, cattura e ferite accidentali, turbativa, ecc.

L’area con presenza maggiore di cetacei rispetto al resto del Mediterraneo, sia per numero sia per densità di specie, è il Santuario Pelagos.

Nel Santuario Pelagos per i mammiferi marini e cetacei, nato nel 1999 con un accordo sottoscritto da Francia, Italia e Principato di Monaco, vivono balenottere comuni, capodogli, globicefali, delfini, tursiopi, stenelle e il meno conosciuto zifio.

Nel quadrilatero del Santuario Pelagos, però, sono presenti porti importanti come quelli di Genova, Livorno, La Spezia, Marsiglia. Tutta l’area, quindi, è attraversata da un notevole traffico navale sia passeggero, sia commerciale – con un forte incremento nei mesi estivi per le rotte turistiche -, pari al 19% del traffico marittimo mondiale, che dal 2002 è cresciuto del 3-4% l’anno ed è in continuo aumento.

Gli scienziati ambientalisti hanno dato molto risalto allo studio e all’analisi delle caratteristiche acustiche del traffico navale nel Santuario Pelagos, determinando che il rumore prodotto dalle navi crea un effetto “mascheramento” dei suoni, importanti per comunicare tra simili o per ascoltare quelli biologicamente importanti (presenza di predatori) e per l’ecolocalizzazione (sonar).

Traffico nautico, indagini sismiche, esercitazioni militari etc. hanno un effetto negativo; suoni troppo forti provocano disagio, stress fino al danno acustico, come nel caso di esplosioni a breve distanza o dell’uso dell’Air gun.

Il WWF Italia sta finanziando un progetto di dottorato di ricerca della durata di tre anni in collaborazione con l’Università di Torino sull’impatto dell’inquinamento acustico nelle acque del Santuario Pelagos.

Gli ambientalisti chiedono maggiore protezione della popolazione di cetacei e il rilancio del Santuario Pelagos; che siano adottate misure che facciano esplicito riferimento alle linee guida sul rumore sottomarino valide in ambito internazionale. In particolare quelle redatte da IMO – International Maritime Organization dell’ONU o dalla riunione delle parti di ACCOBAMS – l’Accordo per la conservazione dei cetacei del Mediterraneo, Mar Nero e le aree contigue dell’Atlantico.

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