sabato, Settembre 18, 2021

Salviamo le tartarughe marine, petizione del WWF

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Tra gli animali a rischio estinzione, tutte le sette specie di tartarughe marine sono presenti nel “Red data book” dell’IUCN – Unione Internazionale per la Conservazione della Natura – il più completo inventario del rischio di estinzione delle specie, secondo uno standard mondiale.

La Riserva Naturale di Torre Guaceto

La IUCN conta oltre mille membri tra Stati, agenzie governative, agenzie non governative e organizzazioni internazionali: in Italia ne fanno parte la Direzione per la Protezione della Natura del Ministero dell’Ambiente, le principali organizzazioni non governative per la protezione dell’ambiente, enti di ricerca e alcune aree protette. Tra queste figura la Riserva Naturale di Torre Guaceto, all’attenzione, nei giorni scorsi della dell’associazione MedPAN.

La rete internazionale MedPAN, guidata dal parco nazionale di Port-Cros (Francia), unisce i gestori di cento aree marine protette e quarantasette partner che provengono da diciannove Paesi del Mediterraneo. Mira a promuovere l’istruzione, l’operatività e la sostenibilità di una rete mediterranea di AMP – Aree Marine Protette mediterranee –, sulla conservazione e monitoraggio delle tartarughe marine.

In particolare, sono le tartarughe marine Caretta caretta a comparire nel Libro Rosso nella categoria specie in pericolo, già nel 1975.

La presenza di plastica sulle spiagge può compromettere la nidificazione

Tra le cause principali che stanno riducendo il numero di questo esemplare, in tutti mari del mondo, le attività dell’uomo come la pesca professionale e sportiva, la navigazione, lo sversamento in mare in sostanze pericolose che causano inquinamento, la plastica. Sono circa 40mila gli esemplari di tartarughe marine spiaggiate lungo le coste del Mediterraneo, secondo una stima del WWF.

«Appare urgente quindi una politica coordinata – avverte l’assessore della Regione Puglia alla Pianificazione Territoriale Alfonso Pisicchio nel corso della conferenza stampa organizzata dall’associazione MedPAN, a Brindisi – che definisca azioni stringenti in materia da parte di tutte le amministrazioni interessate».

La rete MedPAN, grazie anche al finanziamento dell’INTERREG IIIC South Zone Initiative, ogni anno organizza workshop su argomenti di gestione comuni a tutte le aree marine protette, come, per esempio, pianificazione e gestione della pesca e del turismo, degli habitat. Oltre a sovvenzionare gli studi per mettere in ordine il primo database globale delle aree marine protette nel Mediterraneo.

Con ordinanza del 6 ottobre 2009 la Giunta della Regione Puglia ha aderito al Piano d’azione Nazionale per la conservazione delle tartarughe marine, «che prevede una collaborazione nell’ambito del monitoraggio e della gestione delle popolazioni di tartarughe al fine di individuare una strategia comune e condivisa di intervento» tra tutte le regioni italiane e i Paesi che si affacciano sul bacino del Mediterraneo.

A livello locale, la Regione Puglia con D.D.- n. 63 del 04.04.2018, con atto del Comune di Manfredonia approvato il 1° giugno scorso, ha finanziato il progetto “MYSEA Osservatorio sui mari di Puglia per la tutela della Caretta caretta”, per un importo pari a quasi 700mila euro.

Invece, col progetto ACTION TURTLE TEAM, lanciato oggi, il WWF dà il via alla campagna di donazione per sostenere concretamente le “staffette”’ di pronto intervento: “perché ogni minuto è prezioso per salvare i carapaci in difficoltà recuperati dal mare e destinati ai Centri di guarigione».

L’80% di oltre 560 tartarughe marine Caretta caretta recuperate, denuncia il WWF, ha ingerito frammenti e resti di plastica. Alcuni esemplari avevano ingurgitato fino a 170 frammenti. La presenza di plastica sulle spiagge, inoltre, può compromettere anche la nidificazione: infatti, i frammenti di plastica impediscono alla sabbia di avere la stessa umidità e temperatura necessarie allo sviluppo e alla schiusa delle uova deposte.

L’ultimo report del WWF “Mediterraneo in trappola” mette in evidenza come il Mare Nostrum sia un bacino, semichiuso e piccolo, con la più elevata concentrazione di microplastica.

Volontari del progetto Action Turtle Team del WWF

In occasione della Giornata Mondiale delle tartarughe marine, che si celebra il 16 giugno, giorno della nascita di Archie Carr, grande studioso di tartarughe marine, il WWF ha lanciato in Italia una Petizione per liberare l’ambiente dall’invasione della plastica.

Si chiama Action Turtle Team la Campagna di donazione per aiutare tutta la “filiera” di salvataggio delle tartarughe marine: mezzi di trasporto, carburante, vasche, sale, cibo, strumenti chirurgici, apparecchi di radiologia per controllare lo stato di salute degli animali, comportano, infatti, una spesa media di 20 euro al giorno per ciascun esemplare ricoverato, pari a 5-6.000 euro l’anno.

«Abbiamo invaso il Pianeta Blu con gli scarti dei nostri “stili di vita” rendendo la vita di cetacei, tartarughe marine e altri animali sempre più difficile – dichiara Donatella Bianchi presidente del WWF Italia -. Il minimo che possiamo fare è non solo cambiare le nostre abitudini, ma anche prenderci cura e restituire la libertà agli animali intrappolati, impigliati negli ami o nelle reti, soffocati e malati per colpa della nostra insostenibilità. È fondamentale l’aiuto di tutti – aggiunge Bianchi – per proteggere queste specie che abitano il mare prima ancora dell’Homo sapiens perché il futuro dei mari dipende anche dal buono stato di salute degli esseri viventi che lo popolano».

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