mercoledì, Novembre 30, 2022

Salvate l’Orso Marsicano

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L’ORSO MARSICANO, IL PIÙ RARO D’EUROPA, È LA SPECIE SCELTA PER DARE IL VIA ALLA CAMPAGNA RENATURE 2022 CHE PUNTA A TUTELARE E RIGENERARE IL NOSTRO CAPITALE NATURALE, A BENEFICIO DELLE GENERAZIONI ATTUALI E FUTURE

Simbolo della natura, l’orso più raro d’Europa vive in un campo minato. Per questo motivo, l’orso bruno marsicano (Ursus arctos marsicanus) è la specie scelta dal WWF per dare il via alla campagna ReNature 2022, volta a tutelare il patrimonio naturalistico a beneficio di tutti gli esseri viventi.

Oggi, l’orso marsicano è ridotto a 50-60 individui relegati in una ristretta porzione dell’Appennino centrale, quasi interamente nei confini di due parchi nazionali: Parco Nazionale d’ Abruzzo, Lazio e Molise e Parco Nazionale della Maiella.

Un nucleo così ridotto è a forte rischio di estinzione e per questo il WWF ha messo in campo tutti gli sforzi possibili per raddoppiare la popolazione entro il 2050.

Quali provvedimenti mettere in atto

Abbiamo meno di trent’anni per creare una cintura di sicurezza intorno all’orso marsicano. Si devono, infatti, creare al più presto le giuste condizioni affinché il plantigrado possa espandersi in maniera naturale nel territorio.

È importantissimo ora ripristinare decine di sottopassi stradali abbandonati e impraticabili per gli animali e distribuire nuove recinzioni a tutela degli allevamenti. Urge anche installare dissuasori acustici e ottici che scoraggino gli orsi ad attraversare le strade più pericolose. Quindi, rimuovere le risorse trofiche che li attraggono nelle aree urbane.

Per far ciò, basterebbe sostituire i cassonetti attuali con modelli a prova di orso. Inoltre, risulta fondamentale favorire la convivenza con le popolazioni locali e superare i pregiudizi e la diffidenza, come previsto nel progetto LIFE ArcProm svolto insieme al parco della Maiella. Solo uno sforzo congiunto di volontari, esperti, parchi, enti locali, potrà salvare questa specie.   

«Tra poche settimane gli orsi usciranno dal loro letargo, che per la sottospecie marsicana è piuttosto un riposo prolungato inframezzato da brevi escursioni per cercare cibo – ha dichiarato Isabella Pratesi, direttore conservazione del WWF Italia – ma i rischi per questi animali sono dietro l’angolo. Strade, nuclei abitativi, allevamenti, spezzano la naturalità del suo habitat e rappresentano pericoli costanti».

Uno sforzo congiunto

Nessuna istituzione da sola può fare la differenza. Serve una collaborazione sinergica tra il ministero della Transizione Ecologica e i presidenti delle Regioni ricadenti all’interno dell’areale dell’Orso, prime fra tutte Abruzzo, Lazio e Molise.

Da coinvolgere anche i sindaci che amministrano questi territori, i responsabili delle aree protette, gli operatori delle forze di polizia, i magistrati e tutti i cittadini che vivono e lavorano in questi territori.

Serve l’aiuto e il sostegno di tutti coloro che hanno a cuore il destino di una delle specie più rare e preziose del continente europeo. Soprattutto, serve il buon senso per evitare che altri esemplari perdano la vita.

«Il rischio di incidenti lungo le strade – ha detto Isabella Pratesi – è tra le principali cause di mortalità: 6 esemplari negli ultimi anni hanno perso la vita per l’impatto con autoveicoli. L’ultimo nel 2021, un esemplare maschio investito in Abruzzo lungo l’autostrada A25. Anche un solo esemplare morto per una popolazione che a malapena supera i 50 animali rappresenta una perdita enorme. La speranza è nei cuccioli: i dati più recenti riguardanti la natalità si riferiscono al 2018, con 11 cuccioli e al 2019 con 16 nuovi cuccioli. Nel 2020 e 2021 la pandemia ha bloccato i censimenti, ma si spera di poterli riprendere presto. Ogni nuovo cucciolo è una speranza per la sopravvivenza dell’orso bruno marsicano».

La campagna ReNature

Il “Progetto 2×50” per raddoppiare la popolazione dell’orso bruno marsicano entro il 2050 è parte integrante della Campagna WWF ReNature.

Essa si concretizza attraverso interventi diretti di tutela, per contribuire al raggiungimento, entro il 2030, del 30% di superficie terrestre e marina efficacemente protetta.

Ciò assicurerebbe la tutela di specie importanti come il lupo, l’orso bruno marsicano e la lontra, coerentemente con la Strategia UE per la Biodiversità.

L’altro fronte di interventi riguarda l’azione di restauro degli habitat degradati, a partire dalle aree prioritarie a maggior frammentazione.

L’obiettivo è di contribuire a ripristinare almeno il 15% del territorio italiano, destinare almeno il 10% dei terreni agricoli alla natura e ristabilire la continuità ecologica di almeno 1.600 chilometri di fiumi italiani.

«Negli ultimi decenni le attività umane hanno eroso il nostro prezioso capitale naturale e alterato in modo significativo i tre quarti degli ecosistemi terrestri e i due terzi degli oceani, distruggendo gli habitat, sovrasfruttando le risorse ed emettendo gas climalteranti e altri inquinanti». Lo ha dichiarato Gianluca Catullo, responsabile specie e habitat di WWF e a capo della Campagna ReNature

Oltre ad aver provocato una drammatica perdita di biodiversità, questa condizione sta peggiorando i livelli di riscaldamento globale e mettendo a rischio la salute umana.

«L’unico modo per garantirci un futuro sul pianeta, in equilibrio con la ricchezza di vita che ospita, è aumentare gli sforzi di conservazione della natura e al contempo ridurre gli impatti dei nostri stili di vita. Da un approccio nature negative dobbiamo passare ad un sistema nature positive, dove con impegno e visione tuteliamo quanto rimane, riconnettiamo quello che abbiamo frammentato, rigeneriamo quello che abbiamo degradato e distrutto», ha concluso Catullo.

Il WWF ha avviato anche una Campagna di raccolta fondi per finanziare le azioni urgenti da mettere in campo. Ognuno può partecipare andando sulla pagina web del WWF.

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