sabato, Giugno 15, 2024

Salvare il suolo con la natura, contro il dissesto

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CONTRO IL DISSESTO IDROGEOLOGICO L’IDEA DEL MOVIMENTO SALVA IL SUOLO: RIPRISTINARE LA MATERIA ORGANICA

Nonostante l’ondata di maltempo che ha colpito l’Italia nei giorni scorsi, anche con fenomeni improvvisi ed estremi, si prevede un’altra estate di siccità. La proposta è ripristinare la materia organica nel suolo per mitigare il dissesto idrogeologico, sequestrare il carbonio, ridurre la CO2; e quindi anche il riscaldamento globale. Lo sostiene il movimento Salva il Suolo.

«La sostanza organica del suolo svolge un ruolo fondamentale nell’ecosistema terrestre, riducendo la concentrazione di CO2 nell’atmosfera. Ha la capacità di assorbire il carbonio, mitigando così l’effetto serra e il riscaldamento globale. Infatti, il suolo è il più importante deposito di carbonio a livello globale. Rappresenta circa quattro volte la quantità di carbonio atmosferico e cinque volte la quantità di carbonio presente negli organismi viventi».

A spiegarlo è la dott.ssa Chiara Piccini, prima tecnologa del Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Economia Agraria (CREA).

CO2

Materia organica, il “segreto” contro il dissesto

La materia organica del suolo è la componente biologica del terreno, costituita principalmente da residui di piante e animali in vari stadi di decomposizione. In genere, piccoli residui vegetali freschi, piccoli organismi viventi, materia organica in decomposizione e humus. Si tratta di una componente vitale per la fertilità del suolo. Svolge infatti un ruolo fondamentale nel mantenimento della sua struttura, della sua capacità di trattenere l’acqua e per il mantenimento dei processi biologici.

«L’aumento della materia organica del suolo è direttamente proporzionale alla capacità della sua ritenzione idrica, che lo aiuta a mitigare la siccità e gli incendi», spiegano da Salva il Suolo.

A sostegno dell’appello del movimento a proteggere la materia organica del suolo, il prof. Claudio Zucca, ricercatore del Dipartimento di Agraria dell’Università di Sassari.

Il coordinatore del gruppo di lavoro sulla Gestione Sostenibile del Suolo e del Territorio, spiega l’impatto ecologico più ampio del degrado dei suoli.

suolo

Consumo di suolo, limitarlo per prevenire danni

Spiega Zucca che «in senso generale la degradazione dei suoli agricoli e forestali rilascia emissioni di carbonio, le quali contribuiscono al cambiamento climatico globale e agli impatti di questo, quale la recrudescenza degli eventi estremi. Ma non solo.

Il degrado dei suoli agricoli può rendere questi ultimi meno atti a far infiltrare e trattenere l’acqua delle piogge. Con la conseguenza che lungo i pendii e nei bacini idrografici nei quali i suoli sono degradati e impoveriti in sostanza organica il ruscellamento può diventare molto intenso e favorire erosione del suolo, dissesto idrologico, inondazioni e allagamenti».

La riduzione del consumo di suolo è diventata un obiettivo importante per la pianificazione territoriale e l’urbanizzazione sostenibile. Infatti il consumo di suolo consiste nella trasformazione di territori naturali o agricoli in aree urbane, industriali o infrastrutturali. Ciò comporta una perdita di suolo fertile e di habitat naturali, generando quindi un impatto negativo sull’ambiente.

Le misure che in genere si usano per porre rimedio ai danni dell’eccessivo consumo di suolo o per ridurlo sono diverse. C’è la riqualificazione urbana, che riutilizza aree dismesse o sottoutilizzate, anziché occupare nuovi terreni. Oppure lo sfruttamento al massimo la capacità delle aree già sviluppate, ad esempio costruendo in altezza o su terreni già urbanizzati.

Fondamentale è la pianificazione territoriale, promuovendo uno sviluppo compatibile con la conservazione delle risorse naturali e agricole, evitando l’espansione eccessiva delle aree urbane, preservando e valorizzando le aree naturali, i parchi pubblici e le zone agricole.

Per quanto riguarda le nuove costruzioni, adottare il più possibile criteri che riducano l’impatto ambientale: efficientamento energetico, uso di materiali eco-compatibili e gestione sostenibile delle acque piovane.

palazzo

Consumo di suolo, appuntamento con il Diritto

Il 26 maggio alle 15, nella Sala lauree del Dipartimento di Scienze politiche dell’Università La Sapienza di Roma, si terrà un incontro organizzato nell’ambito del curriculum di Diritto amministrativo europeo dell’ambiente e della salute pubblica del Dottorato in Diritto pubblico, comparato e internazionale, coordinato dal docente Fabio Giglioni.

L’appuntamento sarà occasione di analisi e riflessione a partire dal libro “Il consumo di suolo e la rigenerazione urbana. La salvaguardia di una matrice ambientale mediante uno strumento di sviluppo sostenibile“, di Giuseppe Andrea Primerano (Editoriale Scientifica, Napoli, 2022).

Nel volume una “attenzione specifica viene dedicata all’applicazione del metodo strategico in materia ambientale e di governo del territorio, nonché all’interesse al contenimento del consumo di suolo, del quale si propone una ricostruzione legata all’ampliamento dei rimedi processuali per l’effettività della sua tutela“.

Numero verde ONA

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