venerdì, Marzo 1, 2024

“Rome Climate Talks”, la crisi climatica nel cinema tedesco. Rassegna nella capitale

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LA RASSEGNA CINEMATOGRAFICA RACCOGLIE OPERE ESEMPLIFICATIVE DEL CINEMA TEDESCO CHE ILLUSTRANO VARI ASPETTI DELLA CRISI CLIMATICA GLOBALE.

Raccontare la crisi climatica attraverso la magia del grande schermo è il merito di Rome Climate Talks. È una rassegna cinematografica che, dal 6 febbraio al 9 aprile, affronterà con prime visioni, dibattiti e incontri con importanti registi, vari aspetti del cambiamento climatico e le sue conseguenze per il mondo.

Climate Talks” costituisce un’iniziativa del ministero degli Esteri tedesco, nata nel 2023, che ha luogo in tutto il mondo. A Roma sono cinque gli appuntamenti gratuiti a cui si può partecipare, su prenotazione, che si terranno al Goethe-Institut, l’Istituto Culturale della Repubblica Federale di Germania. Sono stati organizzati dalle tre rappresentanze diplomatiche tedesche, in collaborazione con ReteZeroWaste, una rete di persone che ha creato questa importante realtà con l’obiettivo di ridurre i propri rifiuti.

In sala le conseguenze della crisi ambientale

La rassegna cinematografica si compone di cinque lungometraggi, i quali rappresentano i migliori esempi di pellicole del cinema tedesco che affrontano la tematica della crisi climatica. Durante ogni appuntamento i registi, gli ospiti e il pubblico in sala darà vita a un dibattito per confrontarsi sul film e sulla particolare conseguenza affrontata del cambiamento climatico, il quale ha ormai impatto su molti Paesi del mondo.

Tra i temi di estrema attualità che saranno affrontati ci sono:

  • l’estinzione della fauna selvatica;
  • l’inquinamento provocato dalla plastica;
  • la deforestazione;
  • le responsabilità politiche e morali di tante generazioni che hanno distolto lo sguardo e hanno permesso che la crisi dell’ecosistema sia arrivata alle estreme conseguenze attuali.

Non va poi dimenticata la responsabilità dei Paesi industrializzati verso quelli del Terzo mondo. Sebbene siano i meno responsabili del cambiamento climatico, sono coloro che stanno subendo le conseguenze più devastanti. Sono quindi vittime inconsapevoli del disastro ecologico.

«Il cambiamento climatico è già realtà, i suoi impatti riguardano noi tutti – afferma l’ambasciatore tedesco in Italia, Hans-Dieter Lucas -. Si tratta, tuttavia, di una realtà su cui possiamo e dobbiamo influire. La rassegna cinematografica organizzata assieme al Goethe-Institut di Roma nel contesto dei “Rome Climate Talks” si inserisce in questa importante discussione: come intendiamo trasformare la nostra società e far sì che tutti ne siano partecipi? Quali sono gli effetti del cambiamento climatico su altri Paesi e questo cosa comporta per noi in Europa?».

Gli appuntamenti della rassegna “Rome Climate Talks”

A inaugurare la rassegna cinematografica, il 6 febbraio, presentato dalla giornalista Cristiana Paternò, il film Everything will change di Marten Persiel. Con l’espediente di un road movie, il regista racconta la storia di un gruppo di ragazzi che, nel 2054, cercano di risalire ai fattori e alle responsabilità che hanno causato l’estinzione della fauna selvatica.

“Rome Climate Talks” torna martedì 5 marzo con la proiezione, presentata dalla giornalista Miriam Mauti, dell’ultimo documentario del famoso regista Volker Schlöndorff, vincitore del premio Oscar per il miglior film in lingua straniera. Der Waldmacherer, questo il titolo del documentario, segue la storia dell’agronomo australiano Tony Rinaudo e della sua innovativa tecnologia di riforestazione, che, da decenni, dimostra come la rivitalizzazione degli alberi nel continente africano possa anche favorire la salute dei terreni agricoli.

Martedì 19 marzo, sempre alle 19 e 30 come tutti gli eventi in rassegna, il protagonista sarà il documentario Plastic Fantastic della regista Isabella Willinger. Presentata dal giornalista Mauro Donzelli, la proiezione darà modo al pubblico di riflettere sulla crisi globale causata dalla plastica, materiale che permea non solo nel nostro ambiente ma anche nel nostro stesso corpo. Come testimoniano le immagini del documentario, che mostrano l’impatto di questo problema e l’urgenza di porne rimedio, negli oceani ci sono cinquecento volte più particelle di plastica che stelle nella nostra galassia.

Parola alla legge a “Rome Climate Talks”

Il mondo naturale e quello giudiziario si uniscono, invece, in occasione dell’incontro del 26 marzo. La pellicola Ökozid di Andres Veiel conduce gli spettatori nel futuro, quando, nel 2034, la catastrofe climatica diventa oggetto di un procedimento legale.

Qui le protagoniste sono due avvocatesse che devono rappresentare ben 31 Paesi del Sud del mondo. Questi hanno infatti richiesto un risarcimento danni alla Repubblica Federale Tedesca. Questo procedimento giudiziario darà l’occasione per esplorare la responsabilità economica ed ecologica dei Paesi sviluppati, nonché per ribadire il diritto all’integrità della natura.

Ökozid - Rome climate talks
“Ökozid” di Andres Veiel (Foto: zero one film / Julia Terjung)

Dalla crisi ambientale alla crisi migratoria

“Rome Climate Talks” si conclude martedì 9 aprile con Eldorado di Markus Imhoof. Il regista e sceneggiatore si è imbarcato su una nave militare italiana durante l’Operazione Mare Nostrum per realizzare questo incredibile documentario. Con questa operazione sono state portate in salvo decine di migliaia di persone che erano naufragate nel Mediterraneo. Traendo ispirazione da un ricordo personale, il film rivela storie di fuga, storie di coloro che scappano con ogni mezzo, per attraversare illegalmente i confini alla ricerca della propria libertà da un mondo di ingiustizie e soprusi.

«La nostra sfida è stata quella di rendere visibile l’invisibile – spiega il regista -. Le cose fondamentali sono spesso tradite da un dettaglio, uno sguardo, una risata. La somma delle cose irrilevanti a volte mostra l’essenziale. Nel suo nucleo centrale questa storia è sul conflitto tra “io” e “noi”, sul contrasto o l’interazione tra molte cose differenti in una sola».

“Eldorado” solleva quesiti urgenti sulla crisi migratoria e rivela come questa sia strettamente collegata a nascosti flussi economici globali.

«Questi cinque film premiati illustrano le conseguenze del cambiamento climatico partendo da prospettive molto diverse – conclude l’ambasciatore Hans-Dieter Lucas -. Allo stesso tempo ci fanno sperare di trovare soluzioni per salvaguardare il nostro pianeta».

Numero verde ONA

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