lunedì, Aprile 22, 2024

Rogna dell’olivo, batteriosi che mette a rischio le varietà

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ROGNA DELL’OLIVO. COLDIRETTI LAZIO SCRIVE ALLA REGIONE LAZIO: «METTE A RISCHIO PRODUZIONI DI PREGIO»

Coldiretti Lazio lancia l’allarme su nuovi numerosi casi di Rogna dell’olivo. Quest’ultima è un’infezione provocata dal batterio Pseudomonas Savastanoi, che le piante contraggono attraverso ferite causate da grandine e gelate.

Il problema sul territorio regionale del Lazio è particolarmente sentito e alcuni giorni fa la Coldiretti ha chiesto alla Regione una deroga alla bruciatura di potatura in olivicoltura per evitare la diffusione del contagio, così come è già avvenuto in Toscana.

olio

Come si manifesta la rogna dell’olivo

La rogna dell’olivo causata da Pseudomonas savastanoi si manifesta attraverso la formazione di escrescenze sulle parti verdi dell’albero, come rami, foglie e talvolta frutti. Queste escrescenze sono conosciute come “galle” o “escrescenze tumorali”. Tali escrescenze possono compromettere la crescita e lo sviluppo dell’albero, riducendo la resa e la qualità delle olive.

Non sempre, invece, hanno effetti sul sapore e sulla qualità dell’olio prodotto. Da ricerche effettuate su campioni infetti controllati con campioni non infetti, si è visto che solo in alcuni casi il sapore era leggermente più accentuato nelle caratteristiche proprie nell’olio prodotto da alberi infetti.

rogna dell'olivo
Le galle che si formano nella rogna dell’olivo

Rogna dell’olivo, l’intervento di Coldiretti

«Questa batteriosi è fortemente diffusa in tutte le zone olivetate della regione Lazio, essendo una malattia di origine batterica, non esistono interventi curativi specifici. Ecco perché abbiamo chiesto una deroga alla regione per poter bruciare sui terreni interessati o nelle immediate vicinanze i residui di potatura, nel rispetto delle normative vigenti per la prevenzione degli incendi». A spiegarlo, il presidente della federazione regionale di Coldiretti, David Granieri.

«Questo è l’unico modo per impedire al batterio di diffondersi e di mettere a rischio le Cultivar più diffuse nel panorama olivicolo regionale. Tra queste Frantoio, Moraiolo, Carboncella, Itrana, con la presenza dei relativi impollinatori Pendolino e Maurino, che sono anche le varietà ad elevata suscettibilità e scarsa resistenza alla batteriosi causata da “Pseudomonas Savastanoi”. A conferma della loro diffusione nel panorama olivicolo regionale ne è il fatto che sono tutte varietà tipiche della IGP Olio di Roma, che ricomprende tutto il territorio olivicolo regionale».

Cambiamento climatico

La batteriosi e il cambiamento climatico

Il cambiamento climatico può portare a un aumento delle temperature medie, soprattutto durante le stagioni calde. Temperature troppo elevate possono favorire la crescita e la diffusione di agenti patogeni.

Anche gli eventi climatici estremi possono favorire la diffusione della batteriosi dell’olivo da Pseudomonas Savastanoi. Questa infezione infatti si diffonde soprattutto a causa delle ferite provocate sui rami dalla grandine o dalle gelate. Quindi eventi estremi come forti sbalzi termici o meteo avverso può provocare la dispersione e la diffusione del batterio più velocemente.

Numero verde ONA

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