domenica, Febbraio 25, 2024

Ripristinare il divieto di concessione demaniale in aree di cordoni dunari

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UN DECRETO DELLA REGIONE PUGLIA NON LASCIA INTRAVEDERE UN POSSIBILE VANTAGGIO, IN TERMINI DI EFFICACIA, IL TRASFERIMENTO DI COMPETENZE DI CONSERVAZIONE E TUTELA DEI CORDONI DUNARI A DEI PRIVATI. L’ISTITUTO NAZIONALE DI URBANISTICA SEZIONE PUGLIA, URBAN@IT E SOCIETÀ ITALIANA DI GEOLOGIA AMBIENTALE SIGEA – APS PUGLIA, AUSPICANO CHE IL CONSIGLIO REGIONALE APPROVI L’ART. 52 DELLA PROPOSTA DI LEGGE “DISPOSIZIONI URGENTI DI RIASSETTO DELL’ORDINAMENTO REGIONALE IN VARIE MATERIE”, AFFINCHÉ SIA RIPRISTINATO IL DIVIETO DI CONCESSIONE DEMANIALE IN AREE DI CORDONI DUNARI, CHE NE GARANTISCA GLI OBIETTIVI DI TUTELA E CONSERVAZIONE

Il Rapporto ISPRA 215/2015, “Gli habitat delle coste sabbiose italiane: ecologia e problematiche di conservazione”, cita testualmente: “I litorali sabbiosi e le dune ad essi associate sono ambienti fragili, attualmente esposti a numerose forme di disturbo e fortemente minacciati a scala mondiale, europea e nazionale.

Il fenomeno del degrado e della perdita degli ambienti dunali interessa tutti i Paesi dell’Unione Europea ed è particolarmente intenso in quelli che si affacciano sul Mediterraneo. L’Italia fa parte del Bacino del Mediterraneo considerato uno dei global biodiversity hotspots, individuati sulla base della ricchezza di specie e del tasso di perdita di habitat. Il Mediterraneo è un centro eccezionale di biodiversità, ma anche un’area popolata da più di 450 milioni di abitanti e soggetta a intense attività antropiche. In questo contesto gli ambienti delle coste sabbiose spiccano per fragilità e vulnerabilità, essendo sottoposti a molteplici forme di pressione antropica, associate soprattutto allo sviluppo turistico”.

Una legge a tutela della costa?

Nello stesso anno, il 2015, data l’esigenza di salvaguardare cordoni dunari, falesie e macchia mediterranea, il governatore della Puglia, Niki Vendola, emanò un decreto di divieto di concessione turistico-ricreativa attraverso offerte di servizi.

In seguito, con l’art. 66 della L.R. 32/2022 che modificava l’art. 14 della L.R. 17/2015 (Disciplina della tutela e dell’uso della costa), la Regione Puglia aveva eliminato il divieto di concessione demaniale in aree di cordoni dunari.

Nei prossimi giorni, il Consiglio regionale va al voto per approvare l’art. 52 della Proposta di Legge “Disposizioni urgenti di riassetto dell’ordinamento regionale in varie materie”, affinché sia ripristinato il divieto di concessione demaniale in aree di cordoni dunari, garantendo gli obiettivi di tutela e conservazione.

Per gli esperti criticità difficilmente superabili con le concessioni a privati

A tal proposito intervengono l’Istituto Nazionale di Urbanistica sezione Puglia, Urban@it e Società Italiana di GEologia Ambientale SIGEA – APS Puglia, che già nel precedente comunicato stampa, del 1º settembre 2023, avevano evidenziato criticità difficilmente superabili nel caso venisse approvata la concedibilità di tratti di dune costiere.

Il comunicato sottoscritto dai tre enti pone come punto di domanda se la modifica alla LR 17/2015 “è coerente con gli indirizzi della stessa Regione per la Strategia Regionale di adattamento ai cambiamenti climatici, che include l’erosione costiera tra i rischi, avvalendosi degli studi svolti dal Progetto Interreg AdriaClim, finalizzato a migliorare la capacità di adattamento delle aree costiere ai cambiamenti climatici?”.

L’Ordine dei geologi della Puglia aggiunge, inoltre, che i sistemi dunali costituiscono, allo stesso tempo, un argine naturale alle acque alte, una protezione per gli ambienti di retrospiaggia e un accumulo di sabbia in grado di alimentare la stessa spiaggia e quindi di contrastare, in parte, proprio gli effetti dell’erosione.

Il Rapporto di Legambiente

E ancora, secondo l’ultimo “Rapporto sulle spiagge”, di Legambiente, le dune rimaste sono ancora soggette alla minaccia dell’azione umana e all’erosione costiera, che in Puglia è aumentata di cinque volte negli ultimi trent’anni.  

E l’arretramento della linea di costa, spiegano gli ambientalisti, è spesso collegato alla demolizione delle dune stesse. In breve, un ridimensionamento delle dune comporta un aumento del rischio di erosione costiera.

La modifica legislativa favorisce le concessioni balneari

La modifica legislativa proposta, invece, sembra orientata a favorire le concessioni balneari a discapito del cordone dunare, che costituisce una difesa fondamentale contro l’erosione, consentendo alle spiagge di resistere in modo più efficace.

Ripristinare il divieto di concessione demaniale

Nella nota, quindi, il presidente prof. ing. Francesco Rotondo, per il Direttivo Regionale INU Puglia, il prof. arch. Nicola Martinelli, presidente Urban@it e il presidente dott. geol. Vincenzo Iurilli, per il Consiglio Direttivo SIGEA-APS Sezione Puglia, fanno notare “come numerose risorse nazionali e comunitarie siano state ben utilizzate per interventi di tutela e conservazione, uniche attività possibili nell’ambiente dunale”.

Nel contesto attuale di cambiamenti climatici, non ci si può permettere il rischio di conseguenze impreviste che derivino da interventi mal pianificati o insufficientemente controllati su un ecosistema fragile e non rinnovabile – continua la il comunicato -. Questo ecosistema rappresenta l’unica risorsa veramente efficace nella lotta contro l’erosione costiera che affligge la nostra regione.

“Pertanto – conclude la nota – si esprime nuovamente, con forza e speranza nella capacità di salvaguardare l’interesse pubblico dei consiglieri, l’auspicio che il Consiglio regionale approvi l’art. 52 della Proposta di Legge “Disposizioni urgenti di riassetto dell’ordinamento regionale in varie materie”, ripristinando il divieto di concessione demaniale in aree di cordoni dunari, garantendo gli obiettivi di tutela e conservazione”.

Numero verde ONA

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