Rifiuti pericolosi: quali sono, caratteristiche e codice CER

Per iniziare precisiamo che tra gli esseri viventi che abitano il nostro Pianeta, l’essere umano è l’unico che produce rifiuti che non creano un ciclo chiuso. Infatti, molti dei rifiuti che produciamo non tornano alla natura con una funzione precisa nell’ecosistema in cui sono stati prodotti, ma sono rifiuti che necessitano di centinaia di anni per degradarsi, come nel caso della plastica.

L’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni hanno come obiettivi primari la tutela della salute e dell’ambiente, che è messo a rischio dalla presenza di amianto e da altre forme di inquinamento.

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Ricapitolando, alcuni dei rifiuti che produciamo sono pericolosi. Essi hanno caratteristiche che li rendono tossici, nocivi o in ogni caso pericolosi per gli esseri viventi e per l’ecosistema.

In questa guida scopriamo come sono definiti e classificati i rifiuti pericolosi, quali sono e come devono essere correttamente smaltiti per non recare danni all’ambiente.

Rifiuti pericolosi definizione

Nel complesso, in base alle direttive del Ministero dell’Ambiente, i rifiuti vengono classificati in due macro-categorie:

Entrambe le categorie possono contenere rifiuti pericolosi e rifiuti non pericolosi.

I rifiuti pericolosi urbani sono quei rifiuti che, pur prodotti a livello civile, contengono sostanze pericolose, come ad esempio i medicinali scaduti o le pile. L’elenco rifiuti speciali pericolosi, invece, comprende i rifiuti generati dalle attività produttive, quali oli esauriti, rifiuti derivanti dalla produzione conciaria e tessile, dalla raffinazione del petrolio, dalla ricerca medica e veterinaria e così via.

Rifiuti pericolosi e non pericolosi

A determinare la pericolosità di un rifiuto è la presenza, al suo interno, di sostanze pericolose che possono arrecare danno all’ambiente e alla salute umana. Il Regolamento 1357/2014 classifica le sostanze pericolose e detta la normativa per lo smaltimento e l’individuazione dei rifiuti pericolosi.

I rifiuti pericolosi devono ssere adeguatamente etichettati e quando vengono spediti per il trasporto l’etichettatura deve essere integrata con i marchi e le etichette richiesti dal regolamento per il trasporto di merci pericolose via strada ADR.

L’etichetta rifiuti pericolosi è una R in maiuscolo nera su fondo giallo.

Elenco dei rifiuti pericolosi: quali sono?

Ma quali sono i rifiuti pericolosi? Facciamo un elenco rifiuti speciali pericolosi. Secondo il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, parte IV, allegato D sono classificabili come 0pericolosi:

  • gli scarti della raffinazione del petrolio;
  • scarti dei processi chimici industriali;
  • gli scarti dell’industria metallurgica;
  • gli scarti che provengono da apparecchiature elettriche ed elettroniche;
  • i solventi;
  • gli oli esausti;
  • batterie e accumulatori;
  • rifiuti degli impianti di trattamento delle acque reflue;
  • rifiuti dell’industria fotografica (soluzioni di sviluppo e attivanti a base di acqua o di solventi; soluzioni fissative e di sbianca-fissaggio, ecc.);
  • i rifiuti delle attività medica e veterinaria;
  • rifiuti della produzione conciaria e tessile;
  • i rifiuti dell’industria cosmetica (detergenti, trucchi);
  • pitture e vernici di scarto; scarti di inchiostro;
  • rifiuti agrochimici contenenti sostanze pericolose;
  • esplosivi di scarto (munizioni, fuochi d’artificio).

Pericolosità dei rifiuti

I rifiuti sono classificati come pericolosi in base alle caratteristiche che li rendono nocivi per la salute umana e per l’ambiente.

  • Esplosivi: sostanze e preparati che possono esplodere per effetto della fiamma o che sono sensibili agli urti e agli attriti.
  • Comburenti: sostanze che a contatto con altre sostanze, presentano una forte reazione esotermica, con sviluppo di forte calore.
  • Facilmente infiammabili e infiammabili.
  • Irritanti: sostanze e preparati non corrosivi il cui contatto immediato, prolungato o ripetuto con la pelle o le mucose può provocare una reazione infiammatoria.
  • Nocivi: sostanze e preparati che, per inalazione, ingestione o penetrazione cutanea, possono comportare rischi per la salute di limitata entità.
  • Tossici: sostanze e preparati che, per inalazione, ingestione o penetrazione cutanea, possono comportare rischi per la salute gravi, acuti o cronici e anche la morte.
  • Cancerogeni: sostanze e preparati che, per inalazione, ingestione o penetrazione cutanea, possono produrre il cancro o aumentarne l’incidenza.
  • Corrosivi: sostanze e preparati che, a contatto con tessuti vivi, possono esercitare su di essi un’azione distruttiva.
  • Infettivi: sostanze contenenti microrganismi vitali o loro tossine, conosciute o ritenute cause di malattie nell’uomo o in altri organismi viventi.
  • Tossici per la riproduzione: sostanze e preparati che possono produrre malformazioni congenite non ereditarie o aumentarne la frequenza.
  • Mutageni: sostanze e preparati che possono produrre difetti genetici ereditari o aumentarne l’incidenza.
  • Rifiuti che, a contatto con l’acqua, l’aria o un acido, sprigionano un gas tossico.
  • Sensibilizzanti: sostanze o preparati che per inalazione o penetrazione cutanea, danno luogo a reazione di ipersensibilizzazione, per cui una successiva esposizione alla sostanza o al preparato produce effetti dannosi caratteristici.
  • Ecotossici: rifiuti che presentano o possono presentare rischi immediati o differiti per uno o più comparti ambientali.
  • Rifiuti che, una volta smaltiti, danno origine a sostanze che hanno una o più delle caratteristiche elencate.

Codice CER

Il codice C.E.R (Codice Europeo Rifiuti) è il principale strumento di classificazione dei rifiuti. È composto da 6 cifre: la prima coppia ne definisce la provenienza, la seconda coppia il processo dell’attività generatrice e la terza ed ultima coppia il tipo di rifiuto generato.

I codici CER che identificano i rifiuti pericolosi sono seguiti da un * dopo l’ultima coppia rappresentate il rifiuto generato. Questo li distingue dal codice rifiuti non pericolosi

Esempio di un codice CER

Come esempio di codici CER pericolosi, prendiamo in esame il codice CER 15 01 11* che è così composto:

La prima coppia (XX), definita Classe, identifica il settore di attività da cui deriva il rifiuto;
15 – RIFIUTI DI IMBALLAGGIO, ASSORBENTI, STRACCI, MATERIALI FILTRANTI E INDUMENTI PROTETTIVI (NON SPECIFICATI ALTRIMENTI);
La seconda coppia (YY), definita Sottoclasse, identifica il processo produttivo di provenienza del rifiuto;
01 – IMBALLAGGI (COMPRESI I RIFIUTI URBANI DI IMBALLAGGIO OGGETTO DI RACCOLTA DIFFERENZIATA);
La terza coppia (ZZ), definita Categoria, indica il nome o la descrizione del rifiuto.
11 – IMBALLAGGI METALLICI CONTENENTI MATRICI SOLIDE POROSE PERICOLOSE (AD ESEMPIO AMIANTO), COMPRESI I CONTENITORI A PRESSIONE VUOTI.

Tutti i rifiuti classificati come pericolosi (quelli con codice CER seguito da *) andranno etichettati con la R nera su sfondo giallo.

Qui trovate l’elenco completo dei codici CER che individuano la lista completa dei codici rifiuti pericolosi.

Smaltimento dei rifiuti pericolosi

Per di più, la normativa sui rifiuti pericolosi in Italia è molto complessa: essi non possono essere normalmente smaltiti nelle comuni discariche, ma devono essere gestiti in modo separato tramite operatori autorizzati.

I siti web dei Comuni, delle Regioni e delle aziende deputate alla raccolta possono indicarci a chi rivolgerci o quale struttura contattare nel caso di smaltimento di sostanze pericolose. In conclusione vi sono delle aziende indicate che si occupano della gestione di quelli pericolosi secondo la normativa vigente che prevede gestioni diverse a seconda del codice CER rifiuti pericolosi.