mercoledì, Agosto 10, 2022

Rifiuti in mare, gli incentivi dalla nuova direttiva europea

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Per combattere il dumping – termine inglese adottato dal nostro vocabolario per indicare, in questo caso, lo smaltimento dei rifiuti in mare -, con l’obiettivo di raggiungere un livello più elevato di protezione dell’ambiente marino, il Consiglio Europeo ha adottato, oggi, nuove norme.

Smaltimento  reti da pesca e rifiuti passivi in mare

I ministri dei Trasporti, delle Comunicazioni e dell’Energia hanno deliberato che a tutti i navigli – dalle grandi navi alle piccole imbarcazioni da diporto, questo vuol dire che gli impianti portuali di raccolta a terra si occuperanno anche dello smaltimento delle reti da pesca a fine vita e dei rifiuti passivi pescati in mare – deve essere applicata una tassa indiretta che dà loro il diritto di smaltire i rifiuti in un porto.

Giacché, comunque, un tributo deve essere pagato, indipendentemente dal fatto che le imbarcazioni scarichino, oppure no, rifiuti a terra, conferire i rifiuti in mare non porta nessun vantaggio finanziario ad alcuno. Non risparmiando denaro scaricando i loro rifiuti in mare, l’incentivo è conferirli a terra.

«Questo è uno strumento importante per rendere il trasporto marittimo più rispettoso dell’ambiente – ha dichiarato Ivaylo Moskovski, ministro bulgaro per i trasporti, l’informatica e le comunicazioni -. Ci aiuterà a proteggere i nostri mari dai rifiuti di plastica, dagli attrezzi da pesca abbandonati e da altri rifiuti che attualmente danneggiano il nostro ambiente marino».

Il Consiglio applicherà, però, anche il concetto di “green ship”,  nave verde, cui sarà applicata una tariffa ridotta se può dimostrare che a bordo si adotta una gestione sostenibile dei rifiuti.

La nuova normativa «chi inquina paga»

La nuova normativa – in linea con la legislazione UE sui rifiuti (che ribadisce il principio «chi inquina paga») – stabilisce che i porti devono avere piani di ricezione e gestione dei rifiuti. La direttiva sugli impianti portuali di raccolta del 2000, così revisionata, secondo Bruxelles migliorerà l’efficienza delle operazioni marittime in porto, riducendo gli oneri amministrativi per l’industria e le altre parti interessate.

Per Palazzo Europa, la nuova direttiva allinea la legislazione dell’UE alla Convenzione internazionale per la prevenzione dell’inquinamento provocato dalle navi (MARPOL).

Gli stati membri dell’UE senza sbocco sul mare, o che hanno navi che battono la bandiera di questi, non saranno obbligati a recepire la direttiva o alcune parti di essa. Il testo finale deve essere approvato sia dal Consiglio Europeo sia dal Parlamento, prima di entrare in vigore.

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