sabato, Novembre 26, 2022

Rifiuti e riciclaggio: il Consiglio Europeo adotta nuove norme

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Il Consiglio Europeo ha varato, oggi, il “pacchetto rifiuti” che ne stabilisce le nuove norme per la gestione e vincola giuridicamente gli obiettivi per il riciclaggio.

Le nuove norme tuteleranno l’ambiente e i cittadini

«Mi fa molto piacere che i ministri abbiano approvato oggi la legislazione riveduta sui rifiuti – ha dichiarato il ministro bulgaro dell’Ambiente e delle risorse idriche Neno Dimov -. L’Europa si sta muovendo verso un’economia circolare. Le nuove norme tuteleranno non solo l’ambiente in cui viviamo ma anche la salute dei nostri cittadini. Oggi possiamo chiudere il cerchio: il ciclo di vita dei prodotti – dalla produzione e dal consumo fino alla gestione dei rifiuti – è completo. Questa decisione renderà le nostre economie più sostenibili e rispettose dell’ambiente».

Gli Stati membri dell’Unione si sono impegnati a conseguire gli obiettivi secondo le date seguenti, in relazione a ciascuna delle quali andrà aumentando il riutilizzo e il riciclaggio dei rifiuti urbani: entro il 2025 il 55% di rifiuti urbani, il 60% entro il 2030 e il 65% entro il 2035.

Il 1° gennaio 2025 fissa la data ultima in cui gli Stati membri devono aver messo a punto la raccolta differenziata dei rifiuti tessili e dei rifiuti domestici pericolosi. Inoltre, entro il 31 dicembre 2023, dovranno assicurare la raccolta differenziata dei rifiuti organici, oppure il loro riciclaggio alla fonte (per es. compostaggio domestico), oltre al sistema di raccolta differenziata già in essere per carta e cartone, vetro, metalli e plastica.

rifiuti

La normativa ha come obiettivo la riduzione del numero di discariche e definisce i requisiti minimi applicabili a tutti i regimi di responsabilità estesa del produttore. I produttori che sono soggetti a questi regimi devono assumersi la responsabilità della gestione della fase del ciclo di vita in cui il loro prodotto diventa un rifiuto e dovranno fornire un contributo finanziario.

Sono stati inoltre introdotti regimi di responsabilità estesa del produttore, obbligatori per tutti gli imballaggi. Gli Stati membri si adopereranno per garantire che, dal 2030, tutti i rifiuti idonei al riciclaggio o al recupero di altro tipo, in particolare i rifiuti urbani, non siano ammessi in discarica.

Il “pacchetto rifiuti” porterà a un maggiore riciclaggio e contribuirà così alla creazione di un’economia circolare; promuoverà l’utilizzo di imballaggi riciclabili e riutilizzabili e migliorerà le modalità di gestione dello scarto.

Contesto e prossime tappe

Il 3 dicembre 2015 la Commissione europea ha presentato un pacchetto riveduto sull’economia circolare che include il cosiddetto “pacchetto rifiuti”, che consiste in quattro proposte legislative.

Il pacchetto affronta problemi ambientali di portata transnazionale

 l’impatto di una gestione inadeguata dei rifiuti sulle emissioni di gas a effetto serra, l’inquinamento atmosferico e l’abbandono dei rifiuti, anche in ambiente marino.

Assicura che i materiali di valore presenti nei rifiuti siano efficacemente riutilizzati, riciclati e reimmessi nell’economia europea e, in questo modo, contribuisce a fare un altro passo avanti verso un’economia circolare e a ridurre la dipendenza dell’UE dall’importazione di materie prime, promuovendo l’uso prudente, efficiente e razionale delle risorse naturali.

Il 19 maggio 2017 gli ambasciatori presso l’UE hanno concordato un mandato sul pacchetto, aprendo la strada ai triloghi (“triloghi”, nell’UE, sono trattative a porte chiuse cui partecipano politici e alti burocrati e dalle quali esce il testo della normativa adottata dall’Unione Europea – ndr), che sono iniziati, poi, il 30 maggio 2017.

Dopo vari cicli di negoziati, il 18 dicembre 2017 è stato raggiunto un accordo provvisorio tra la presidenza estone e il Parlamento europeo, approvato dagli ambasciatori presso l’UE il 23 febbraio.

Dopo l’adozione da parte del Consiglio, la normativa entrerà in vigore venti giorni dopo la sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale.

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