sabato, Settembre 18, 2021

Il riciclo della plastica attraverso l’arte di Lady Be

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Presentazione a Roma della croce eco-sostenibile di Lady Be

I rifiuti di plastica sono una delle piaghe che hanno colpito l’ambiente. Il riciclo di questi materiali è essenziale per cercare di tutelare il benessere del Pianeta. Un modo nuovo di riutilizzo di questi scarti è quello trovato dall’artista Letizia Lanzarotti, in arte Lady Be.

La sua ultima opera è una croce eco-sostenibile, fatta di plastica riciclata, nata dalla reinterpretazione del mosaico di Francesco Borromini. L’opera, eseguita nel 1625 dal mosaicista Giovan Battista Calandra, fu realizzata su commissione di Papa Urbano VIII Barberini. Fu poi posizionata, dopo il Giubileo, come sigillo della porta santa presente nella chiesa di Roma Trastevere. Quando Innocenzo X Pamphilij riaprì la porta santa per il suo giubileo, nel 1649, donò il sigillo al cardinale Francesco Maidalchini, nipote di donna Olimpia. Si riposizionò, così, sullo stipite della porta della chiesa, divenuta la cappella privata dell’adiacente giardino di donna Olimpia in Trastevere.

Proprio all’interno della Chiesa di Roma di Santa Maria in Cappella, in via Piero Peretti, il 4 settembre alle 11, si potrà assistere al confronto tra queste due opere.

“Di là dal fiume”: dialogo interculturale attraverso l’arte

La mostra di Lady Be è solo uno degli eventi che avranno luogo nell’ambito del festival “Di là dal fiume“, curato dall’Associazione Culturale Teatroinscatola, che avrà luogo dal 29 agosto al 5 settembre.

Giunto alla quarta edizione, l’evento propone esperienze culturali insolite, gratuite e diffuse in luoghi differenti, soprattutto all’interno del XII Municipio di Roma. Il programma prevede musica, incontri, installazioni, proiezioni, presentazioni di libri, mostre, fotografia, blitz urbani, giri in biciclettate e visite guidate in edifici di culto.

Il tema di quest’anno è il dialogo interreligioso e interculturale, realizzato soprattutto grazie al potere dell’arte e dell’architettura. Roma, infatti, non solo è la città con più chiese al mondo, più di novecento, ma ospita anche la Moschea, il Tempio Buddista Cinese e la Sinagoga più grandi d’Europa. Le vie della Capitale diventano quindi il luogo perfetto per trasmettere questo importante messaggio.

Tra gli ospiti del festival ci sarà anche il fotografo Francis Meslet, che esporrà una selezione di opere tratte dal nuovo libro “Chiese abbandonate”. Tra il 2012 e il 2020, infatti, l’artista ha fotografato, in tutta Europa, centinaia di luoghi di culto caduti in disuso, con l’obiettivo di liberarli dalla prigionia dell’oblio e restituirne le emozioni più intime. Santuari silenziosi in cui il tempo si è fermato, adesso riprendono vita nell’arte.

Questo è un altro messaggio che l’iniziativa vuole trasmettere: il riuso di strade, edifici, piazze della città mediante l’interazione con le arti, al fine di creare inediti e casuali spazi di relazione con lo spettatore.

L’idea di “riuso” nelle opere di Lady Be

L’artista che fa del “riuso” il suo punto di forza è sicuramente Lady Be. La giovane pittrice e scultrice romana ha deciso di mettere il suo talento artistico al servizio dell’ambiente. Gran parte del materiale che utilizza nelle sue opere proviene, infatti, dalla raccolta di rifiuti sulle spiagge, dalle scuole e da mercatini dell’usato. Inconsapevolmente i cittadini consegnano gli oggetti, che diventano tasselli del suo mosaico. Tutto ciò che fa parte delle sue opere ha avuto un passato e, attraverso la sua arte, adesso riceve una nuova vita.

La sua incredibile impronta artistica aveva già stupito il mondo sin dalla sua prima opera: “Marylin Monroe“. Reinventando in chiave contemporanea la Pop art, il mosaico è stato realizzato con i giochi di plastica che Lady Be aveva accumulato da bambina e conservato nel tempo, creando un vero e proprio scrigno di ricordi.

La stessa tecnica è usata nella sua ultima opera. Anche la reinterpretazione della Croce borrominiana prevede l’utilizzo di materiali di scarto e la tecnica del mosaico contemporaneo. Si tratta, infatti, di un Eco Mosaico o Mosaico 2.0 costituito interamente da oggetti di recupero, come tappi, bottoni, giocattoli, cavi elettrici, tubi per edilizia, bigiotteria e cancelleria.

La croce è sagomata e fedele ai colori originali, grazie all’utilizzo di rifiuti di plastica dalle tonalità brillanti e decise. Come nell’opera originale, è presente la fronda d’ulivo, simbolo dei Pamphilij, e la presenza di cinque api attorno alla croce, che rappresentano laboriosità, purezza, capacità di comando, di orientamento e abilità.

Trovare nuovi luoghi per una nuova arte

Il riutilizzo di rifiuti come materiale per le proprie opere non è il solo modo in cui Lady Be trasmette il suo messaggio dell’importanza del riuso. Anche ai luoghi delle sue esposizione ama donare nuovi usi e lo stesso fa per l’arte in sé. Questa deve abbandonare il suo rifugio sicuro nei musei e gallerie d’arte e andare lei stessa verso lo spettatore.

Per questo motivo, dal 2019, l’artista ha portato le sue opere in luoghi non espressamente destinati ad accogliere l’arte, ma fruibili liberamente dal pubblico, come l’Aeroporto di Milano Malpensa e di Fiumicino, l’Università di Pavia e nel backstage del concerto del 1 Maggio a Roma.

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