domenica, Ottobre 17, 2021

Report Climate Change 2021: “Il peggio deve ancora venire”

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L’IPCC delle Nazioni Unite avverte che molti effetti dei cambiamenti climatici sono “irreversibili”

Il Gruppo intergovernativo di esperti scientifici sui cambiamenti climatici (IPCC) delle Nazioni Unite ha annunciato, nel corso di una conferenza stampa, la presentazione del Report Climate Change 2021: The Physical Science Basis.

“Il peggio deve ancora venire”, avverte il rapporto dell’ONU: molti effetti dei cambiamenti climatici sono “irreversibili”. I lavori iniziati il 26 luglio e conclusi il 6 agosto.

L’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) è l’organismo delle Nazioni Unite per la valutazione della scienza relativa al cambiamento climatico. È stato istituito dal Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEP) e dall’Organizzazione meteorologica mondiale (OMM).

Dal 1988 fornisce fornire ai leader politici mondiali valutazioni scientifiche periodiche sul cambiamento climatico, le sue implicazioni e rischi. Nonché per proporre strategie di adattamento e mitigazione. Oggi vi fanno parte 195 Stati membri.

Incendi, inondazioni e condizioni meteorologiche estreme

Gli incendi, le inondazioni e le condizioni meteorologiche estreme osservate negli ultimi mesi sono l’esempio tangibile dei cambiamenti climatici in atto in ogni angolo del pianeta.

Nel Mediterraneo, in particolare, eventi estremi sono aumentati in maniera notevole dagli anni ’50, proprio a causa delle attività dell’uomo, sostengono i ricercatori.

Il Primo volume del Sesto Rapporto di Valutazione rilasciato fornisce il resoconto di scienziati sugli effetti degli impatti dei cambiamenti climatici e le possibilità di mitigazione.

Il Report Climate Change 2021 ammonisce

Secondo gli autori del Report Climate Change 2021, la salute degli oceani, la stabilità dei ghiacciai artici e il livello del mare, sono compromessi. Ma, soprattutto, nel volgere di qualche secolo le conseguenze dei cambiamenti climatici saranno irreversibili.

La relazione prevede, ad esempio, che, entro la fine del secolo, il livello del mare continuerà a salire tra 28 e 55 centimetri, rispetto ai livelli attuali. Se il riscaldamento globale non supererà 1,5 gradi – secondo l’accordo di Parigi – nei prossimi 2mila anni il livello del mare si alzerà tra i due e i tre metri. Invece, con un innalzamento di 5 gradi, il livello del mare potrebbe superare i 20 metri.

Codice rosso per l’umanità

Il Report Climate Change 2021 è «un codice rosso per l’umanità», afferma Antonio Guterres. Per il segretario generale dell’ONU è, ormai, inevitabile superare i combustibili fossili, «prima che distruggano il nostro pianeta»

Eventi meteorologici estremi come ondate di calore, siccità, nubifragi o inondazioni saranno sempre più frequenti. «Senza precedenti», sottolineano gli scienziati, anche se il riscaldamento globale sarà limitato a +1,5 gradi centigradi. «Sperimenteremo eventi senza precedenti, sia per la loro portata, la loro frequenza, il loro tempo o la loro posizione», hanno osservato gli esperti. I quali avvertono che alcuni di questi fenomeni possono verificarsi anche contemporaneamente. 

Pertanto, il presidente della Conferenza mondiale dell’ONU (COP26), Alok Sharma, avverte che «non possiamo permetterci di aspettare due, cinque o 10 anni: questo è il momento, o si agisce ora o non avremo più tempo».

In Scozia il prossimo vertice sul clima

Il vertice della COP26 si tiene a Glasgow a novembre prossimo. Il primo ministro inglese Boris Johnson spera «che il rapporto Ipcc sia un campanello d’allarme affinché il mondo agisca subito». Prima dell’incontro decisivo in Scozia, ha aggiunto il premier.

«L’attività umana sta danneggiando il pianeta a un ritmo allarmante. È chiaro che il prossimo decennio sarà fondamentale per garantire il futuro del nostro pianeta», ha ammonito Jhonson.

Quindi, «solo se il mondo svilupperà politiche di emissioni zero di carbonio, solo se agiamo con decisione ora e agiamo tutti insieme», avremo ancora tempo per prevenire i cambiamenti climatici incontrollati, conclude il vice presidente UE responsabile dell’Azione per il clima, Frans Timmermans.

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