lunedì, Marzo 8, 2021

Recovery Plan e transizione ecologica. I piani di Draghi

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Mario Draghi dialoga con le associazioni ambientaliste

le associazioni ambientaliste
Le associazioni ambientaliste, il 10 febbraio 2021, incontrano Draghi

Recovery plan e transizione ecologica. Continuano le consultazioni tra i rappresentanti della classe politica, le più importanti associazioni e il, sempre più probabile, futuro premier Mario Draghi.  Il programma di governo, che Draghi illustra, riesce a convincere anche i meno entusiasti. La seconda giornata di incontri ha visto, nello specifico, il confronto del premier incaricato con il M5s in materia di transizione energetica e ambientale. La tutela del territorio nel prossimo futuro sarà argomento trasversale, un filtro per tutte le future attività.

Oggi, 10 febbraio 2021, nel pomeriggio, Mario Draghi ha avuto modo di confrontarsi con le maggiori associazioni ambientaliste: un confronto con WWF Italia, Greenpeace Italia e Legambiente.

Mario Draghi. Green, “whatever it takes”

Mario Draghi
Mario Draghi, autorevole economista riconosciuto da tutta la popolazione mondiale

Chi è Mario Draghi? L’ex presidente della BCE, Banca Centrale Europea, celebrato come il salvatore dell’euro, poche settimane fa, ha accettato l’incarico di provare a formare un governo. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, infatti, a seguito del crollo del secondo governo Conte, ha chiesto ausilio all’italiano più stimato a livello mondiale.

Economista, uomo politico e massimo esperto di mercato, Draghi ha risollevato le finanze europee in un periodo di grave crisi economica. Il suo discorso per salvare l’euro a ogni costo (“whatever it takes”) è diventato virale perché rappresenta la tenacia e la forza di volontà di un uomo capace e determinato.

Non stupisce che i piani di Mario Draghi coinvolgano la tutela ambientale. Il fatto che un esperto di finanza del suo calibro scelga di optare per una economia green entusiasma il mondo ambientalista.  Si tratta di un segnale importante e fa sperare che il nuovo esecutivo abbraccerà la strada della sostenibilità, così come indicato dal Recovery Fund.

Recovery Plan e le opportunità per l’ambiente

Recovery Plan
Recovery Plan, il piano di ripresa post pandemico, sarà consegnato ad aprile 2021

Il piano nazionale di ripresa e resilienza, PNRR, noto come Recovery Plan, è una strategia europea di ripresa dopo la pandemia da Coronavirus. Questo piano ha come obiettivo quello di sfruttare le risorse derivanti dal Recovery Fund, un fondo speciale volto a finanziare la ripresa economica del nostro continente.

In totale, saranno stanziati 750 miliardi di euro, da dividere tra i diversi Stati. L’Italia, come noto, è tra i maggiori beneficiari di questa misura economica ma per poter giovare del contributo deve presentare il proprio progetto entro aprile 2021.

Gli argomenti cardine del piano sono: salute, riforma fiscale, digitalizzazione, istruzione e transizione verde. Per quanto riguarda l’ambiente, gli obiettivi che l’Italia conta di raggiungere fanno riferimento a una nuova economia sostenibile che attraversa l’ambito finanziario e quello della filiera agroalimentare, lontana dagli sprechi.

Sfortunatamente, però, la quota monetaria destinata al cambiamento ecologico è progressivamente scesa da gennaio. Questo conferma, ancora una volta, la resistenza della classe politica in materia di investimenti che portano vantaggi a lungo termine, a favore di una visione economica di rapidi risultati. Tutto ciò, come sempre, a discapito della tutela ambientale.

Da tali presupposti ha luogo il dibattito sviluppatosi durante l’ultima puntata del notiziario ONA, Amianto e Recovery Plan, un nuovo rinascimento dopo la pandemia. L’avv. Ezio Bonanni, nello specifico, porge un appello alla classe dirigente. In Italia sono ancora tanti i siti contaminati dalla presenza di amianto: questo materiale è nocivo per l’ambiente ed è letale per l’essere umano. La richiesta è quella di considerare di investire parte dei fondi europei per la bonifica degli edifici compromessi.

Ambiente al centro del Recovery Plan: la voce degli esperti

Recovery Plan e Greta
Anche Fridays for future, il movimento di Greta Thunberg ha scritto un appello a Mario Draghi

Le idee degli scienziati, per l’utilizzo dell’aiuto monetario europeo, convergono tutte su due parole: tutela ambientale. Alcuni esperti tra cui medici, epidemiologi, biologi, fisici e ingegneri hanno presentato all’attenzione della classe politica un corposo documento in merito a tale problematica (“Cambiamenti climatici e pandemie. Le proposte per il Recovery plan da parte di un gruppo di esperti”).

Gli organismi scientifici internazionali sono concordi nel ritenere che i mutamenti climatici, conseguenti al riscaldamento terrestre, rappresentano la più grande minaccia per la salute dell’uomo. Per questo, la crescita economica deve essere associata a una decrescita delle emissioni di gas inquinanti.

Gli esperti valutano il Recovery Plan come una irripetibile occasione per delineare il tipo di società che si vuole lasciare alle prossime generazioni e iniziare a pensare a un percorso di riconversione ecologica delle attività umane.

All’interno del piano strategico, secondo gli scienziati coinvolti, è importante inserire progetti per incentivare informazione e l’istruzione in materia ambientale. Dopo questa premessa fondamentale, sarà necessario dare priorità alle iniziative che portino a una reale, concreta e immediata de-carbonizzazione e riduzione dell’inquinamento. Si pensa alla mobilità sostenibile, alle energie rinnovabili, al turismo ecologico, alla riconversione delle imprese al modello green.

Anche Fridays for future, il movimento di Greta Thunberg ha scritto un appello a Mario Draghi. La lettera sottolinea quanto la transizione ecologica sia un dovere imprescindibile per difendere i diritti delle future generazioni. Non solo, si rivela anche la più grande opportunità per risollevare l’economia e creare posti di lavoro. Per questo sono essenziali futuri investimenti nell’economia circolare.

Il dialogo con le associazioni ambientaliste

Recovery Plan
La questione ambientale è accolta da Mario Draghi in accordo con le associazioni ambientaliste

L’incontro con le associazioni per la tutela dell’ambiente è stato definito “epocale”. Le organizzazioni sono rimaste piacevolmente colpite dal colloquio con l’economista, soprattutto per l’importanza data al rispetto dell’ecosistema nei prossimi piani di risanamento economico.

La richiesta principale, portata sul tavolo della discussione, è stata la formazione di un ministero della Transizione ecologica che permetta di allinearsi alle politiche green europee.

Sappiamo che in Italia la politica non ha mai considerato la questione ambientale e l’emergenza climatica, l’approccio del presidente Draghi va in tutt’altra direzione”, queste sono state le dichiarazioni di Ivan Novelli, presidente di Greenpeace Italia, subito dopo l’incontro.

Economia circolare e lotta alla crisi climatica saranno i pilastri della politica ambientalista di Draghi. Questa visione si riverserà sulla strategia del Recovery Plan per l’Italia.

(fonti: Ansa, La Stampa, Recovery Plan, Documento Riconversione Verde)

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