mercoledì, Dicembre 1, 2021

Questa Terra Bellissima: un “Tiro… mancino” a chi danneggia il pianeta

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Si chiama “Questa Terra Bellissima” il nuovo album dei Tiromancino. Federico Zampaglione, in esclusiva, ci parla del suo interesse per le tematiche ambientali

“Fate che non si perda la memoria dei colori di questo cielo azzurro, degli infiniti fiori del mare che si sveglia, dei suoi diversi umori sussurrandoti storie di amori e di passioni”. Comincia con queste parole, “Questa Terra Bellissima”, incorniciate in un sound nel quale riecheggia lo stile “Country”, dominato, senza eccessi, dalla presenza di Alan Clark nel gruppo romano.

“Fate che non si perda la memoria degli elefanti, delle foreste immense, degli uccelli migranti, che nei tuoi occhi lasciano ombre di nostalgia, paradiso perduto che sta volando via”.

La sensibilità di Federico Zampaglione non ha confini e si avverte tutta anche nel testo della canzone che ha dedicato alla Natura.

“Questa Terra Bellissima” è il sesto dei dodici pezzi che il frontman dei Tiromancino ha pubblicato nel suo nuovo album, “Ho Cambiato Tante Case”. Il suo ultimo lavoro ha fatto sentire il suo primo vagito all’ora zero del 9 ottobre 2021.

Ma cosa ha spinto Federico Zampaglione a scrivere una canzone proprio sulle tematiche ambientali?

«È un pezzo che ho scritto con mio padre (Domenico – ndr). Nasce da una riflessione sul futuro. Soprattutto sul futuro delle giovanissime generazioni. Potranno vivere visto tutto quello che si sta leggendo? E, quindi, è quasi un’esortazione a ricordarsi di tutte le bellezze che ci sono. Di quanto è importante tutto ciò che esiste sul pianeta Terra. Quindi, cercare di far capire, proprio, il rispetto verso l’ambiente, la natura. Su questa cosa non c’è un’intenzione polemica. Ma c’è semplicemente uno sguardo verso un futuro che va difeso. A tutti i costi».

La riflessione «piena di speranza» di Zampaglione non nasce d’emblée. Le informazioni dei media sugli effetti catastrofici dei cambiamenti climatici e i movimenti dei giovani, lo hanno indotto a meditare. Salviamo questa Terra bellissima – recita ancora la canzone – «oppure troveranno un immenso deserto costretti alla battaglia con la sabbia e con il vento un posto dove l’acqua evapora nel sole e il silenzio dissolve ogni idea dell’amore».

Zampaglione non ci sta. Non accetta che sia l’uomo stesso la causa dei guai che sta subendo il pianeta. E con questa canzone sferra un “tiro mancino” alla disumanità. Da chi non prende ancora una decisione ferma contro i cambiamenti climatici. A chi abbatte le foreste e ci toglie l’ossigeno che respiriamo, per piantarvi torri per la perforazione di pozzi di petrolio. Ai bracconieri che uccidono in maniera indiscriminata specie animali ormai giunte quasi all’estinzione: elefanti, tigri, gorilla e tanti altri. Vedi le immagini del trailer.

Quale futuro di questa terra bellissima aspetta i giovani di oggi adulti di domani?

“Se i nostri bambini erediteranno da noi la Terra, fa che vivano i loro giorni in un mondo senza guerra. Per gli uomini del domani che avranno il nostro nome, salviamo questa Terra bellissima. Salviamola insieme, salviamo questa Terra bellissima che ci appartiene”.

Zampaglione ha una figlia di dodici anni. Se l’uomo non pone un freno a tutto questo, quale futuro l’aspetta? I ragazzi, più dei grandi, hanno preso coscienza del rischio che la Terra, l’umanità, la natura tutta sta correndo.

Sale, così, ad alta voce, la protesta giovanile, a livello globale. A guidare folle di adolescenti in tutto il mondo è il movimento di FridaysForFuture, quello degli “scioperi dei venerdì per il futuro”, cui ha dato vita la studentessa svedese Greta Thunberg. La moderna Giovanna D’Arco guida folle di coetanei che protestano contro i “bla bla bla” dei governanti. Leader di mezzo mondo, ormai, ascoltano le sue parole che ammoniscono e chiedono con fermezza di “agire subito” in favore del pianeta Terra.

«Per quanto riguarda Greta – risponde alla nostra domanda – il suo operato è stato importantissimo. Importantissimo, perché, in qualche modo, è diventata un simbolo di rivolta verso un sistema che non si cura minimamente dell’ambiente. Che per interessi economici è disposto a tutto. A disboscare, a creare danni irreparabili. Credo, quindi, che il suo operato sia stato catalizzatore di grande attenzione».

Il nuovo album dei Tiromancino esce dopo cinque anni. Dopo «l’incubo della pandemia», esce «in un momento positivo». Prende il nome da “Ho cambiato tante case”, canzone scritta con Galeffi, cantante della scena indie romana. Un genere che nasce negli anni ’90 dall’estro musicale di Zampaglione. Un «Caronte», come lui stesso si definisce, che traghetta generi musicali.

Arrangiamenti semplici e un linguaggio che attinge dallo slang cittadino. La stampa nazionale è stata subito unanime nell’affermare che con questo album Zampaglione entra nella storia della canzone d’autore italiana.

I dodici brani, inediti, dell’album

Ho cambiato tante case è connubio tra classico e moderno; sembra scritta negli anni ’80. Ho cambiato tante case è la metafora con cui il cantautore spiega sia il suo desiderio di cambiare genere musicale sia le esperienze di vita vissute che lo hanno condizionato. Per Zampaglione, questo è l’album della vita. Un’esperienza intima, da cui non avrebbe voluto separarsi.

«La condivisione di ricordi con la persona che si ama rende anche la giornata più ordinaria in qualche modo straordinaria». Ho puntato anche a un sound che facesse un po’ sognare – spiega l’autore -, in Domenica. Nel videoclip Giglia Marra, attuale moglie di Federico, Claudia Gerini e Carlo Verdone.

Un testo abbastanza visionario quello di Avvicinandoti, scritto con il cantautore Leo Pari. È uno dei pezzi ritmicamente più incalzanti, con parti più psichedeliche.

Eccoci papà è invece un omaggio a una delle persone più importanti della sua vita: come genitore, preziosissimo collaboratore, sostenitore. «Non dimenticherò mai la prima volta che l’ha sentito – dice Zampaglione -. Si è commosso, è stato un momento bellissimo, è una canzone tutta per lui».

L’odore del mare è «uno dei pezzi più intensi di questo lavoro», scritto con Carmen Consoli. “Questa è la tua vita, anche se fa male non rinunciare a dargli il senso che vuoi tu”, recita il testo. La “cantantessa” e il cantautore, sono entrambi appassionati di musica soul e blues. Questa combinazione ha contribuito a dare alla “ballad” una sonorità vicina a questi stili.

Questa terra bellissima è statascritta con il papà Domenico. La musica è del fratello Francesco. Con i Tiromancino ha suonato Alan Clark. La presenza dello storico tastierista dei Dire Straits ha fatto rievocare atmosfere gloriose della musica del gruppo rock-blues britannico degli anni ’70 – ’80, afferma il cantautore. Nella registrazione anche il coro di sua figlia Linda.

In Tu ed io, Federico si chiede come si è arrivati fino a qui pur essendo felici di far parte del gioco della vita. La canzone scritta con Franco 126, pseudonimo del rapper Federico Bertollini, è un pezzo che lo stesso Zampaglione definisce evocativo e molto bello.

Anche Er musicista, di cui è stato girato il videoclip, vede la collaborazione di Franco 126.  Il tema è il confronto generazionale. Il pezzo è stato scritto per il film “Morrison”, girato dallo stesso Zampaglione. Nelle sale cinematografiche a maggio scorso, “Morrison” racconta di questo personaggio un po’ bizzarro.

Lei non è una donna. In questo brano l’autore parla delle dipendenze in generale. È una canzone particolare, psichedelica, dice Zampaglione. Parla di quanto una qualunque dipendenza può annullare tutto quello che uno ha intorno a sé.

Testaccio Blues è una canzone cui il nostro tiene tantissimo. È un tributo a Roberto Ciotti, il più grande chitarrista blues italiano, afferma Federico. Ma, soprattutto – aggiunge – una persona che per lui è stata importantissima. Amico e suo maestro di blues. Testaccio Blues nasce con la musica di Blue Square. Una canzone in inglese di Roberto Ciotti, cui Federico e papà Domenico hanno sostituito il testo con le parole che parlano del bluesman romano, di com’era, di cosa è stato per Zampaglione.

Finche ti va è stata scritta insieme con Jason Rooney, Luigi Sarto e Camilla Capolla nel novembre del 2019. La pandemia e il lockdown hanno fatto tenere in serbo il pezzo. Finché, «ero emozionato come agli inizi della mia carriera», l’anno scorso è stato pubblicato come singolo. È stato girato anche un video.

Cerotti è la colonna sonora di “Morrison”. Il brano lo ha scritto con Gazzelle pseudonimo del cantautore Flavio Bruno Pardini, prima di iniziare a pensare a “Morrison”. Nel corso delle riprese del film, poi, a Zampaglione è sembrato perfetto «per raccontare lo stato d’animo dei personaggi, le atmosfere notturne e stralunate del film». La canzone in un videoclip.

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