domenica, Maggio 19, 2024

Promuovere un cambiamento positivo nei comportamenti quotidiani dei cittadini europei

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RAGGIUNGERE LA NEUTRALITÀ CLIMATICA IN EUROPA ENTRO IL 2050. INIZIATIVE DIDATTICHE E DI COINVOLGIMENTO DEI CITTADINI NEL PROGETTO GreenSCENT, DELL’UNIVERSITÀ TELEMATICA INTERNAZIONALE UNINETTUNO

Energia verde, trasporto sostenibile, un’Europa a inquinamento zero e la transizione verso un’economia circolare, sono alcuni degli obiettivi dell’European Green Deal.

Il “patto verde” è l’insieme di iniziative lanciate dalla Commissione Europea con l’obiettivo di raggiungere la neutralità climatica nel continente entro il 2050, per migliorare il benessere e la salute dei cittadini e delle generazioni future.

Per sviluppare il “Quadro di competenze europeo sul Green Deal”, la Commissione Europea ha scelto il progetto GreenSCENT dell’Università Telematica Internazionale UNINETTUNO. L’ateneo italiano, con il tema della Filiera alimentare sostenibile, è stato selezionato tra oltre duecento candidature nell’ambito del programma Quadro europeo di Ricerca e Innovazione Horizon 2020.

Per lo sviluppo del progetto GreenSCENT e l’interlocuzione con la Commissione Europea, UNINETTUNO guida un consorzio multidisciplinare, multistakeholder, di sedici partner tra Università, Centri di Ricerca, grandi imprese tecnologiche, scuole e PMI da undici Paesi europei

Che suddividono il lavoro in base alle proprie competenze, expertise, esperienze, capacità di sviluppo. Il piano «si inserisce nel quadro delle attività scientifiche e didattiche che l’ateneo romano porta avanti da anni sui temi degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030. E, più di recente, sull’European Green Deal – afferma il Rettore Prof. Maria Amata Garito -. Siamo orgogliosi che GreenSCENT sia stato segnalato dall’Agenzia Esecutiva Europea per la Ricerca tra i migliori progetti che contribuiscono a questi obiettivi».

cittadini europei

European Year Of Skill 2023 (EYS)

Il 2023 è l’Anno Europeo delle Skill, delle competenze. «La situazione ecologica, la trasformazione digitale, l’invecchiamento della popolazione, le sfide cui ci sta sottoponendo la Storia in questi ultimi anni. La pandemia e la reazione della popolazione mondiale alla stessa, le scoperte della medicina a questa collegate. Sono eventi che potrebbero risuccedere. Così come le guerre globali.», spiega al nostro microfono Alessandro Caforio, Direttore dell’Area Ricerca e Innovazione di UNINETTUNO.

«L’UE si augura di promuovere, presso la propria cittadinanza, skill, ossia competenze sempre più adeguate, competenze sempre più capaci di creare una popolazione in grado di fornire il proprio contributo, per rispondere alle sfide emergenti della società odierna».

L’Anno Europeo delle Skill 2023, avviato ufficialmente il 9 maggio scorso, è stato annunciato dalla Presidente della Commissione Europea, Ursula Von der Leyen, nel corso del discorso sullo stato dell’Unione davanti ai membri del Parlamento Europeo, a Strasburgo il 14 settembre 2022.

Una patente europea per le competenze legate alla sostenibilità

Il progetto dell’Università italiana dedica un’attenzione particolare a rendere i risultati di ricerca strumenti operativi. Infatti, oltre al quadro di competenze, alle metodologie e alle tecnologie realizzate per coinvolgere scuole e giovani europei, GreenSCENT sta sviluppando ECCEL.

Una patente europea per le competenze su transizione ecologica e cambiamento climatico, progettata per promuovere competenze nella selezione e nello sviluppo del personale di imprese e industrie europee.

«Che conta di avere lo stesso successo, la stessa diffusione di quella patente del computer che è fondamentalmente uno standard in parecchi Paesi, anche in ambito di impresa, non solo in ambito education».

«GreenSCENT – continua il dott. Caforio -, si propone di supportare il Green Deal europeo. Un piano ambizioso che coinvolgerà le vite di tutti i cittadini europei, promuovendo una diffusione delle competenze nei cittadini dell’Unione con una metodologia che va oltre gli approcci formativi più tradizionali».

I ricercatori, infatti, destinano alle scuole primarie e secondarie e Università europee attività didattiche di scienza partecipata, supportate da tecnologie come sensori, app per dispositivi mobili e sistemi per la creazione di documentari interattivi. Un cambiamento positivo nei comportamenti quotidiani dei cittadini europei.

Il target principale del progetto, sono i più giovani. «Perché l’idea alla base del progetto – spiega il Direttore -, è che i giovani siano più sensibili e che rappresentando la generazione futura, sono quelli che devono adottare appieno la filosofia che ci chiedono con il Green Deal. Non solo filosofia ma, appunto, uno stile di vita quotidiano». «I più giovani rappresentano il nostro futuro e hanno il diritto di vivere in un’Europa più verde e sostenibile».

cittadini europei

Youth Assembly e “open innovation”

Il coinvolgimento di questi, avviene con quelle attività di Youth Assembly, cioè «assemblee che abbiamo organizzato con giovani provenienti da sette Paesi diversi, che si riuniscono per dodici volte lungo l’arco di tutto il progetto, per discutere i temi che emergono dalle attività di ricerca».

Oppure con iniziative come le Open Innovation Challenges, «in cui vengono lanciate delle tematiche – nel caso del progetto GreenSCHENT, il tema è come già detto è quello della filiera alimentare sostenibile -; gruppi di giovani studenti si auto costituiscono e sviluppano idee progettuali che poi vengono guidate da mentori esperti. Le idee principali saranno poi premiate, all’interno del progetto».

Sicuramente si avrà modo di «verificare sul campo se le competenze descritte ed elencate all’interno del quadro di competenza dello sviluppo trovano poi riscontro nella loro messa in pratica».

Oltre a queste attività, ci sono una serie di campagne sui social media, durante le quali i fruitori sono invitati a esprimere la propria opinione. Per esempio sulla sostenibilità ambientale. A questo proposito, conclude il dott. Caforio, più di cinquecento persone in tutta Europa sono state già coinvolte su alcune tematiche del Green Deal. Così come altre migliaia sono state interessate a esprimere il proprio parere, sui progetti proposti da questi gruppi di giovani in risposta alle sfide sulla filiera alimentare sostenibile.

Numero verde ONA

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