sabato, Luglio 20, 2024

Progetto Pollicino, l’app che disegnerà la mobilità del futuro

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POLLICINO È UN’APP CHE UTILIZZA LA FUTURE MOBILITY SURVEY, UNA TECNICA D’INDAGINE BASATA SULLA COLLABORAZIONE DEI CITTADINI. CON L’USO DI UNO SMARTPHONE E DI UN’APP DI TRACCIAMENTO SI REGISTRANO GLI SPOSTAMENTI E IL MEZZO DI TRASPORTO UTILIZZATO

Le città guardano al futuro, progettano cambiamenti, puntano sulla sostenibilità. E sono pronte a programmare la mobilità dei prossimi anni, che sarà sempre più condivisa, elettrica e digitale.

Un aiuto arriverà dall’app Pollicino che, attraverso un mezzo come lo smartphone, utilizza una delle più recenti tecniche d’indagine: la Future Mobility Survey.

Questa tecnica fotografa tutti gli spostamenti in città grazie alla collaborazione dei cittadini che ne consentono la registrazione anonima tramite l’app installata sul proprio smartphone.

Pollicino è uno dei primi progetti pilota in Europa. È nato dalla collaborazione fra la Fondazione per lo sviluppo sostenibile, il ministero dei Trasporti e il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica.

Sperimentato per la prima volta a Bologna, è stato presentato recentemente a Milano dall’Osservatorio Sharing Mobility. Ciò con il supporto di Nordcom, la delegazione del Québec e il patrocinio della Commissione Europea.

I dati sulla mobilità condivisa

I risultati della prima sperimentazione sono stati condivisi con l’obiettivo di avviare un confronto sull’utilità di poter disporre di dati di mobilità sempre più efficaci.

Ma anche sull’opportunità di replicare quest’esperienza nel prossimo futuro in altre città italiane, dove la mobilità sta cambiando. Lo confermano gli ultimi numeri sulla sharing mobility. Nel 2021, i viaggi realizzati in sharing mobility sono stati in tutto 35milioni circa, + 61% rispetto al 2020.

Il bikesharing free-floating è cresciuto del 56% rispetto al 2020, lo scootersharing del 5%. E ancora: i monopattini in sharing nel 2021 hanno registrato la metà dei noleggi totali fatti in Italia (17,9milioni. Invece i servizi di carsharing con stazione segnano un +22,2% di viaggi rispetto al 2020. 

Cos’è Pollicino

Pollicino è un’app profondamente innovativa. La partecipazione al progetto richiede di mettere a disposizione i dati sui propri spostamenti e sul mezzo utilizzato per sette giorni, ventiquattro ore su ventiquattro.

I dati saranno registrati in forma anonima dall’app senza mai essere messi in relazione con i dati sensibili e identificativi del partecipante. Il tracciamento delle persone per almeno sette giorni consente di cogliere tutti gli spostamenti fatti da un individuo con qualunque modalità, sia brevi che lunghi.

Saranno registrati tutti gli spostamenti svolti durante i giorni lavorativi o feriali, di giorno e di notte e per ogni tipo di motivazione. Ciò farà capire come cambia la mobilità degli individui o quelli di una città, sia in funzione del contesto territoriale sia dell’arco del tempo.  

Bologna: come è cambiata la mobilità negli ultimi tre anni

Circa un migliaio di cittadini hanno partecipato all’indagine di Bologna, facendo registrare tutti i loro spostamenti per sette giorni. L’analisi dei dati dei Pollicini bolognesi ha fatto emergere che la mobilità in città, anche a seguito delle pratiche di smart working, è meno regolare. E quindi molto meno prevedibile.

In particolare:

  • non è più scandita dal recarsi quotidianamente a studiare o lavorare;
  • la maggioranza delle percorrenze non avviene nei giorni lavorativi, come in passato, ma nel week-end;
  • gli spostamenti cosiddetti non sistematici e per motivazioni diverse da lavoro e studio sono nettamente predominanti.

L’effetto pandemia ha consolidato lo smart working e l’apprendimento a distanza. Oggi, la percentuale delle persone che si spostano cinque giorni a settimana per lavoro è meno di un quarto del totale (23%). Se sommata a quella che si sposta solo quattro giorni a settimana, non supera la metà del campione.

La potenzialità dei servizi di sharing mobility

Questa nuova struttura della mobilità tende a premiare la flessibilità dell’auto privata (e questo non va a vantaggio dell’ambiente). Penalizza l’uso del trasporto pubblico, ma fa intravvedere la potenzialità dei servizi di sharing mobility e la possibile espansione della mobilità attiva, soprattutto in bicicletta.

Il modal share poi cambia radicalmente in funzione della motivazione dello spostamento. Quando si tratta di andare al lavoro, l’auto si attesta intorno al 24,9% e l’autobus al 20%. Ma se si tratta di fare acquisti l’auto raggiunge il 40,9% e il mezzo pubblico scende al 7,1%.

Un’indagine approfondita ha riguardato l’utente abituale di sharing mobility rispetto al “tipo” non utente. Questa analisi ha accertato che chi sceglie regolarmente di spostarsi in bikesharing e carsharing tende a utilizzare meno l’auto anche per gli altri spostamenti. E si preferisce il mezzo pubblico e muoversi di più a piedi rispetto a chi non usa regolarmente queste soluzioni di mobilità.  

Numero verde ONA

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