Prepensionamento lavoratori esposti all’amianto

Risoluzione bipartisan in Commissione Lavoro della Camera

L’argomentazione del prepensionamento dei lavoratori esposti all’amianto – l’aspettativa di vita di questi è di sette anni inferiore, in media, rispetto agli altri -, è stata messa all’ordine del giorno dell’organo parlamentare.

La problematica amianto, portata in Parlamento dall’Osservatorio Nazionale Amianto ha ottenuto l’approvazione , tra gli altri, degli onorevoli Debora Serracchiani (PD), Maria Pallini (Movimento 5 Stelle), Renata Polverini (Forza Italia), Valter Rizzetto (Fratelli d’Italia) ed Elena Murelli (Lega).

Nell’ambito dei lavori, mercoledì 3 ottobre, la Commissione Lavoro parlamentare ha ascoltato rappresentanti dell’INAIL e dell’INPS.

La risoluzione 7-00010, proposta da Serracchiani,cui è stata abbinata la risoluzione Pallini  7-00051, relativa al prepensionamento dei lavoratori esposti, è stata appoggiata da tutte le forze politiche di maggioranza e opposizione.

La delibera impegna il governo, dal prossimo disegno di legge di bilancio, a rifinanziare il Fondo previsto dalla legge n. 244 del 2007.

Il 15 giugno 2005, per quanti non rientravano nelle normative di cui all’art. 47 comma 6 bis della Legge 326/03 e dell’art. 3 comma 132 della Legge 350/03, sono decaduti i termini per la presentazione delle istanze.

Tenuto conto dei lunghi tempi di latenza – il picco delle patologie asbesto correlate è previsto intorno al 2021 – nel frattempo sono emerse nuove aree contaminate dall’amianto e molti altri lavoratori hanno maturato i requisiti di esposizione alla fibra killer senza, però, poter usufruire dei benefici previdenziali.

La proposta della Commissione lavoro della Camera intende, quindi, anche rivedere i termini di presentazione delle domande e i requisiti per il riconoscimento dei benefici previdenziali, in favore di questi lavoratori, ai sensi della Legge n. 257/92.

«È una vittoria dell’ONA», sostiene l’avv. Ezio Bonanni, presidente dell’associazione, «poiché, finalmente, tutte le forze politiche, senza eccezioni, al governo e all’opposizione, concordano nella necessità di riaprire i termini – di presentazione delle istanze – ».

Queste misure sono fondamentali per permettere il prepensionamento dei lavoratori esposti ad amianto, le cui domande sono decadute, per legge, il 15 giugno 2005 e, in particolare, per i lavoratori dell’ILVA di Taranto.

«In questo modo», continua Bonanni, «i lavoratori ancora in attività potrebbero accedere al prepensionamento, evitare altre esposizioni ad amianto, almeno per quelli che, con i benefici, avrebbero già comunque maturato il diritto alla pensione. In questo modo si potrebbero risolvere anche i problemi degli esuberi».

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