domenica, Novembre 27, 2022

Le precipitazioni estreme e il clima del passato

Ultime News

MODELLARE IL CLIMA SU SCALA LOCALE PER DESCRIVERE GLI EVENTI METEO-CLIMATICI ESTREMI È IL NUOVO STUDIO, CONDOTTO SU 20 CITTÀ EUROPEE, DAL CENTRO-EURO-MEDITERRANEO, SUL CLIMA DEL PASSATO E I CAMBIAMENTI CLIMATICI.

Un nuovo studio della Fondazione CMCC, Centro Euro Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici è stato pubblicato su “Weather and climate extremes”. La ricerca è un valido strumento per supportare strategie di adattamento, studi di valutazione del rischio e analisi d’impatto alla scala locale e urbana.

La disponibilità di dati affidabili alla giusta scala temporale e spaziale per studiare gli eventi meteo-climatici estremi rappresenta una sfida di cruciale importanza.

Sono fondamentali per affrontare i disastri naturali e supportare la comunità per la Riduzione del Rischio di Disastri (DRR, Disaster Risk Reduction).

Negli ultimi anni, sono stati sviluppati molti dataset osservativi per l’Europa e per i singoli Stati europei. La loro affidabilità è strettamente correlata alla densità delle reti di stazioni da cui derivano.

Le rianalisi climatiche

Una potenziale soluzione alternativa per disporre di dati omogenei e continui nel tempo e nello spazio è rappresentata dall’uso delle rianalisi climatiche

Esse realizzano una fotografia completa e affidabile del tempo meteorologico e del clima del passato. Ciò viene effettuato grazie all’impiego di un modello numerico di previsione meteo-climatico per combinare i dati osservativi storici forniti da diverse fonti (satelliti, stazioni in situ), distribuite sulla Terra in maniera non omogenea.

I dati prodotti dalle rianalisi sono ampiamente utilizzati e forniscono una grande varietà di informazioni, non solo sull’atmosfera, come temperatura, regime dei venti e precipitazioni, ma anche sull’oceano e sulla superficie terrestre.

«Siamo molto soddisfatti di questo risultato, che ha richiesto uno sforzo di calcolo notevole, quasi due anni di simulazioni» ha commentato Paola Mercogliano, direttrice di REMHI,Regional Models and Geo-Hydrological Impacts.

«Il nostro studio ha dimostrato la bontà e il valore aggiunto del nostro dataset di rianalisi, che ha dimostrato la sua validità in tutta Europa, anche in diversi contesti climatici. Ovviamente le rianalisi non sostituiscono le osservazioni, ma possono rappresentare una fonte complementare di informazioni, talora fondamentale laddove i dati osservativi non siano disponibili».

ERA5, la nuova generazione di rianalisi

Di recente, lo European Centre for Medium Range Weather Forecast (ECMWF) ha rilasciato una nuova generazione di rianalisi, conosciute come ERA5, che rappresentano a tutt’oggi la descrizione più plausibile del clima attuale. 

ERA5 ha una copertura globale e una risoluzione spaziale di circa 31 km e fornisce dati su scala oraria dal 1950 a oggi. Le sue caratteristiche lo rendono utile per una grande varietà di applicazioni.

Si va dall’analisi del clima del passato al monitoraggio dei cambiamenti climatici, dal supporto ad attività di ricerca all’educazione.

Ma, soprattutto, mostra di avere un ruolo di supporto per i decisori politici o in settori come quello delle energie rinnovabili e dell’agricoltura.

«Il grande valore aggiunto del nostro dataset basato su una rianalisi è dato dal livello di risoluzione molto spinta raggiunta (2km), fattore che lo rende particolarmente indicato per studi a livello locale, in particolare nelle aree urbane. ERA5 rappresenta un buon riferimento per le statistiche medie generali, ad esempio, per descrivere l’andamento spaziale delle precipitazioni annuali, o il ciclo pluriennale delle precipitazioni mensili», ha dichiarato Alfredo Reder, ricercatore CMCC della divisione scientifica REMHI – Regional Models and Geo-Hydrological Impacts e primo autore dello studio.

L’obiettivo dello studio

Partendo da queste basi, lo studio della Fondazione CMCC, Centro-Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, pubblicato di recente sulla rivista scientifica Weather and Climate Extremes, ha presentato per la prima volta ERA5@2km.

Il nuovo dataset di precipitazione ad alta risoluzione su base oraria è stato ottenuto dal downscaling dinamico delle rianalisi di ERA5, per venti città europee, prendendo in considerazione il trentennio 1989-2018.

Tuttavia, la sua risoluzione più grossolana tende a generare un livellamento delle precipitazioni estreme, «ma ERA5@2km supera questo limite fornendo – ha spiegato Alfredo Reder – una suite affidabile di valori di precipitazione estrema utili per realizzare analisi sulle città. Un dataset climatico come quello di ERA5@2km potrebbe quindi essere un importante strumento per supportare strategie di adattamento e valutazione del rischio».

L’obiettivo dei ricercatori è quello di supportare la comunità per la Riduzione del Rischio di Disastri (DRR), coinvolta nella valutazione del rischio di alluvioni pluviali, fornendo una base per analisi degli impatti alla scala urbana, in termini di precipitazioni orarie estreme, per diversi orizzonti temporali.

La valutazione dell’affidabilità del dataset realizzato dal CMCC è stata realizzata mediante il suo confronto con una serie di dataset osservativi ad alta risoluzione per un sottoinsieme di città.

Sono state analizzate le molteplici caratteristiche d’interesse, come l’andamento spaziale medio delle precipitazioni annuali, il ciclo pluriennale delle precipitazioni mensili, il ciclo pluriennale delle precipitazioni orarie per la stagione estiva e le precipitazioni orarie massime annuali.

«Tale valutazione – ha continuato Reder – ha fornito una comprensione più chiara del valore aggiunto delle rianalisi ad altissima risoluzione ottenute mediante downscaling dinamico, come ERA5@2km. Se siamo in grado di cogliere e rappresentare correttamente il clima di città per le quali abbiamo una grande quantità di dati osservativi in alta risoluzione, possiamo quindi pensare di utilizzare il nostro dataset per localizzare l’informazione climatica». 

Lo studio rappresenta un primo step: «la validazione del nostro modello e la dimostrazione che è in grado di comprendere e descrivere con un alto livello di dettaglio le caratteristiche del clima del passato, rappresentano la base da cui partiremo per realizzare scenari e proiezioni per comprendere il clima futuro», ha concluso Paola Mercogliano.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Numero verde ONA

spot_img
spot_img
spot_img

Consulenza gratuita

    Articoli simili