mercoledì, Agosto 10, 2022

Pony massacrato ad Acate: denuncia degli animalisti

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ANIMALISTI ITALIANI SI COSTITUIRÀ PARTE CIVILE NEL PROCEDIMENTO CONTRO GLI AUTORI DELLA BARBARA UCCISIONE DI UN PONY 

Un grido di dolore e tanta indignazione si sono sollevati dinanzi alla violenza compiuta nei confronti di un indifeso pony.

È l’ennesimo caso di maltrattamento degli animali, una barbarie che sempre più colpisce esseri indifesi, spesso i migliori amici dell’uomo.

Difficile capire cosa spinge alcuni umani a commettere azioni truculente che tante volte causano la morte della vittima. Nonostante il lavoro delle associazioni in difesa dei diritti degli animali, azioni del genere non accennano a diminuire, anzi continuano a riempire le pagine dei giornali. La certezza della pena in questi casi non sembra esistere.

L’ultimo episodio si è verificato ad Acate, in provincia di Ragusa, dove un pony è stato barbaramente ucciso nei giorni scorsi.

I fatti

Una domenica da dimenticare quella in cui alcuni malintenzionati hanno rubato un pony, lo hanno legato alla propria auto e trascinato per circa 6 km.

Una lunga scia di sangue è ancora oggi presente sull’asfalto. Su quella strada, dopo una tremenda agonia, ha perso la vita un mansueto e indifeso pony.

Il corpo irriconoscibile portava i terribili segni dello scempio subito, della violenza inaudita. I veterinari dell’Asp hanno provveduto ad eseguire l’eutanasia per evitargli altre sofferenze.

«Siamo riusciti a risalire ai nominativi dei colpevoli, sono due giovani del luogo. Uno di 32 anni, considerato l’autore materiale del gesto e uno di 38 accusato di favoreggiamento personale. È evidente che questi individui costituiscano una minaccia per sé e per gli altri. Eppure sono ancora a piede libero dopo un reato così brutale», ha dichiarato Walter Caporale, presidente degli Animalisti Italiani.

«Ciò sottolinea le carenze legislative del nostro ordinamento giuridico. In Italia non possiamo ancora definirci una società civile perché le pene detentive per chi compie gesti mostruosi e vigliacchi come questo non vengono praticamente mai applicate. Noi, Animalisti Italiani, saremo in aula per ottenere una pena esemplare. Questo delitto non dovrà rimanere impunito».

Le richieste di Animalisti Italiani

A seguito del sopralluogo delle guardie zoofile presso la scuderia degli indagati, sono stati identificati tre cavalli giovani regolarmente microchippati e in buona salute.

Presenti anche tre cuccioli di jack russell senza microchip, detenuti in un ambiente non compatibile con quanto previsto dalle norme.

È stato richiesto per queste persone l’assoluto divieto di possesso di animali.

«Estenderemo i controlli – ha concluso Caporale – anche ad altri soggetti indagati a vario titolo nella vicenda, al fine di richiedere, tramite le autorità competenti, l’assoluto divieto di possesso di animali per reati connessi».

Ancora una volta si ribadisce l’urgente necessità di un inasprimento delle pene per i reati di cui sono vittime gli animali.

Ciò sia per la sacralità della loro vita, sia per la stretta correlazione tra la crudeltà sugli animali e la pericolosità sociale di chi la commette.

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