giovedì, Ottobre 6, 2022

Polveri sottili: ricerca del Politecnico di Milano

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Indagare le polveri sottili con satelliti e IA

Industrie, traffico e riscaldamento domestico sono tra le principali cause di emissione di polveri sottili.

L’estesa antropizzazione del territorio, come suddetto e le condizioni climatiche rendono la Pianura Padana una delle regioni più inquinate d’Europa.

Allevamenti intensivi e attività agricole possono contribuire a diffondere le concentrazioni di polveri sottili. Il cosiddetto particolato è una causa dell’aumento della percentuale di patologie cardiovascolari e respiratorie.

Potenziare la conoscenza delle concentrazioni di polveri sottili nella Pianura Padana

Il Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale (DICA) del Politecnico di Milano, è capofila nell’osservazione sull’impatto che le emissioni derivanti da attività agricole e zootecniche hanno sulla nostra salute.

«La ricerca mira a potenziare la conoscenza a livello locale delle polveri sottili anche nelle aree non coperte dalle stazioni di misurazioni a terra – precisa Maria Antonia Brovelli, docente di Sistemi Informativi Geografici al Politecnico di Milano – al fine di fornire stime e previsioni replicabili e spendibili nel monitoraggio e nell’analisi dell’esposizione della popolazioni a tale inquinante».

Il progetto si chiama D-DUST, Data-driven moDelling of particUlate with Satellite Technology aid.

Partner scientifici dello studio sono Fondazione Politecnico di Milano, il Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria (DEIB) e l’Università degli Studi dell’Insubria (DiSAT).

La ricerca è finanziata dal bando “Data Science for Science e Society” di Fondazione Cariplo.

Satelliti e intelligenza artificiale per lo studio delle polveri sottili

Il satellite Sentinel 5P, delle piattaforme satellitari Sentinel del programma europeo Copernicus, fornirà misurazioni open data su scala globale dei principali inquinanti atmosferici.

Tecniche di machine learning serviranno allo studio di modelli predittivi spaziali (cioè l’analisi della morfologia del terreno e dell’azione antropica nel tempo per indirizzare al meglio le decisioni future – ndr).

I valori delle stazioni fisse di monitoraggio a terra della rete di ARPA Lombardia e quelli delle campagne di rilevamento e caratterizzazione chimica del particolato in relazione ai dati della diffusione delle malattie cardiovascolari e respiratorie, serviranno allo sviluppo dei modelli citati.

«Il progetto D-DUST sperimenterà nuove procedure analitiche e predittive dei meccanismi di generazione e diffusione delle polveri sottili prodotte dal comparto agricolo», continua Maria Antonia Brovelli.

«Queste procedure sono basate esclusivamente sull’ingente patrimonio di dati e osservazioni ambientali oggi disponibili come open data. Con particolare attenzione al potenziale contributo delle nuove missioni satellitari dedicate al monitoraggio della qualità dell’aria».

Studenti, Organizzazioni no-profit e Fondazioni ambientaliste coinvolti nel progetto

Attività didattico-educative saranno organizzate in contemporanea alla ricerca descritta, per sensibilizzare gli studenti degli istituti medi-superiori agrari. Il progetto prevede la partecipazione attiva dei discenti alle campagne di monitoraggio.

Inoltre ipotizza il coinvolgimento anche di Organizzazioni no-profit e Fondazioni attive in programmi di ricerca, educazione e divulgazione sulle tematiche ambientali.

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