venerdì, Ottobre 7, 2022

“Pianeta Terra Festival”, nuovo evento dedicato all’Ambiente

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PRESENTATO, DALLA CASA EDITRICE LATERZA, IL “PIANETA TERRA FESTIVAL”. AL NUOVO EVENTO DEDICATO ALL’AMBIENTE, DIRETTO DALLO SCIENZIATO STEFANO MANCUSO, INTERVERRANNO GRANDI ESPERTI, ISTITUZIONI, IMPRESE E SCUOLE.

Un progetto comune e una fiducia reciproca per dar vita a un ricco scambio di idee: queste le caratteristiche che accumunano le persone che prenderanno parte alla prima edizione del “Pianeta Terra Festival”. La rassegna, organizzata dalla casa editrice Laterza, diretta dallo scienziato Stefano Mancuso e promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, si terrà da giovedì 6 a domenica 9 ottobre 2022.

«Per affrontare la sfida ambientale, la più importante della nostra epoca, è necessario l’impegno di tutti, prima di tutto culturale e di visione – presenta così il festival Mancuso -. È necessaria una rivoluzione economica, politica, sociale, culturale e industriale per perseguire l’obiettivo di un ambiente sano e di una società equa».

Pertanto nasce “Pianeta Terra Festival”, che vuole contribuire alla creazione di un pensiero critico individuale e di un’opinione pubblica responsabile e informata riguardo all’ambiente.

«Oggi si parla molto di ambiente ma lo si fa in maniera generica – precisa l’editore Giuseppe Laterza -. Non basta dire che vogliamo migliorare il pianeta, occorre trasformare la volontà in fatti. Ci sono, però, anche aspetti sociali ed economici. È per questo che al festival non ci saranno solo grandi esperti ma anche chi prende le decisioni, come istituzioni, imprese e anche scuole, il luogo dove maturano le scelte».

Pianeta Terra Festival, occasione di conversione ecologica

I temi che si affronteranno nel corso del festival sono quindi vari. Sono rivolti a tutti coloro che vorranno esplorare il nostro mondo e riflettere sui modi per preservarlo. Si parlerà per esempio di ecosistemi, biodiversità, finanza green, geopolitica dell’energia, agricoltura e alimentazione, nuove visioni artistiche, sviluppo urbano e mobilità sostenibile.

«È importante che ci sia un festival dedicato alla Terra perché l’ambiente è qualcosa da cui proviene tutto il resto – spiega Mancuso -. Il riscaldamento globale è ritenuto la più grande emergenza che l’umanità ha e tutte le discipline devono concorrere a risolvere questo problema. I dati sono allarmanti e dovrebbero diventare il nostro faro da seguire. Ma bisogna parlare di questi temi in maniera corretta, approfondendo tanti punti di vista per creare un quadro completo. Solo attraverso la cultura capiremo finalmente che ogni nostro comportamento ha una conseguenza per l’ambiente e solo così, grazie a una vera e propria conversione ecologica, potremo cambiare».

Come nasce il programma del Pianeta Terra Festival?

Nel programma, presentato durante la conferenza stampa del 14 settembre scorso, ci sono più di cinquanta appuntamenti. «Uno dei problemi che abbiamo affrontato è stato: Come comunichiamo? Come dare una consapevolezza maggiore, una coscienza ambientale? – spiega la direttrice editoriale Anna Gialluca-. Perciò, per organizzare il programma, abbiamo voluto creare occasioni che facciano nasce un senso critico e sfuggire dall’informazione a flusso. Abbiamo riflettuto su come si può parlare di ambiente in modo che i concetti attecchiscano, mettano radici, si depositino nel patrimonio di ognuno. Si vuole sviluppare curiosità e la nostra speranza è che in questi incontri si scoprano cose di cui si ignorava l’esistenza».

Attraverso questi appuntamenti si cercherà quindi di costruire una sorta di “giardino di civiltà” che si alimenterà delle conoscenze di molti campi del sapere, un patrimonio di competenze trasversali. Ci saranno urbanisti, architetti, storici, policy maker, scrittori, musicisti e amministratori delegati. Grazie a questo lavoro corale si spera si possa superare l’antropocentrismo. Solo così sarà possibile reagire all’emergenza che si sta abbattendo sulla Terra e comprendere le infinite opportunità e soluzioni sostenibili per ristabilire l’equilibrio e l’armonia nella nostra “casa comune”.

«È questo il tempo in cui è più che mai necessario leggere il mondo con occhi nuovi – dichiara Giuseppe Laterza -, operando una vera e propria rivoluzione per la sostenibilità. È un banco di prova difficile ma decisivo per il nostro futuro».

Le varie tipologie di incontri in programma

Ogni tipologia di appuntamento è stata identificata con un nome specifico. Per esempio “Innesti” indica gli incontri in cui, attorno a un concetto, dialogano persone con competenze diverse. Uno di questi dibattiti si terrà il 6 ottobre, dal titolo: “La Terra è un prestito da restituire ai nostri figli”. In questa occasione Vito Mancuso, Gustavo Zagrebelsky, con Simonetta Fiori si confronteranno sui “diritti delle generazioni future” e sul fatto che le forze vitali, lo stock energetico e le capacità di rinnovamento della Terra sono in declino, insidiate da un consumo quantitativo e qualitativo crescente.

Poi c’è la tipologia “Alla radice”, incontro dove si approfondisce un determinato tema. In questo ambito il 7 ottobre si terrà l’appuntamento “La nostra sovranità alimentare è a rischio: cosa fare?” con Stefano Liberti, Carlo Petrini e Laura Montanari, che discuteranno di come l’aumento degli eventi atmosferici estremi, le specie aliene che invadono i campi e la crescente scarsità idrica hanno messo in crisi l’agricoltura del nostro Paese.

Invece “Semi” indica gli eventi dedicati alle scuole. Uno di questi si svolge sempre il 7 ottobre e si intitola: “Educare con allegria. Più inclusione e meno inquinamento, la soluzione per un pianeta contento”, a cura di Ecopol, con Silvia Michelucci e Riccardo Pieruccini.

Infine ci sono incontri più specializzati. Nella categoria “Focus” c’è: “Quando l’arte diventa sostenibile” del 9 ottobre. Interverranno Olivier Bertrand, Angela Vettese, in collaborazione con Cartasia e con Gregorio Botta, per approfondire i legami tra il mondo dell’arte e quello della sostenibilità ambientale. Gli artisti contemporanei sono, infatti, sempre più ispirati dalle tematiche ambientali.

Altri appuntamenti e ospiti del Pianeta Terra Festival

Il secolo delle catastrofi annunciate” dell’8 ottobre è invece un “Assolo”, con Roberto Battiston. Qui si rifletterà sull’umanità, la cui accresciuta conoscenza è accompagnata da varie conseguenze negative, sempre più difficili da gestire, richiamando il mito del vaso di Pandora, raccontato da Esiodo.

Sempre l’8 ottobre è in programma “L’acqua come risorsa strategica”, con Giulio Boccaletti e Raul Caruso, in collaborazione con IMT Alti Studi Lucca e con Massimo Riccaboni. L’incontro ripercorrerà la storia e ragionerà sul fatto che gestire l’acqua pone non solo questioni tecniche e scientifiche ma anche questioni che riguardano il potere. Non a caso, infatti, la difficoltà di accesso a una risorsa tanto preziosa è tra i principali fattori che scatenano conflitti e immigrazione forzata.

Infine, per l’ultima giornata del festival, il 9 ottobre, si terrà il “Green Tree Award”, presentato da Nicola Borrelli e Cristina Puccinelli. Il Pianeta Terra Festival, in collaborazione con Lucca Film Festival e Green Cross Italia, ha pensato di premiare il lungometraggio europeo più attento e sensibile alle tematiche ambientali. Inoltre la pellicola sarà anche quella più capace di fecondare una visione del mondo che concepisca noi e la natura come un tutto indistinguibile.

Tra i principali ospiti che prenderanno parte al festival ci sono anche il Premio Nobel per l’Economia Esther Duflo, l’esperto di Ecologia forestale e membro di IPCC Riccardo Valentini, la direttrice dei Programmi di Osservazione della Terra dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) Simonetta Cheli e il presidente della European Association of Environmental and Resource Economists Carlo Carraro.

La cornice perfetta è Lucca, città ricca di cultura

Le storie straordinarie di donne e uomini impegnati nella difesa dell’ambiente e nella ricerca saranno raccontate nella cornice ideale per il festival, Lucca. Gli appuntamenti, infatti, si svolgeranno in alcuni degli edifici più suggestivi della città toscana, come la Chiesa di San Francesco, Palazzo Ducale e l’Orto Botanico.

«I festival sono spazi di costruzione di un progetto. Creano una comunità che condivide un’esperienza. Lucca è il luogo ideale in cui questo si possa formare – spiega Laterza -. Infatti una delle cose più stimolanti sarà condurre la comunità della città verso interessi più ampi».

A partecipare all’organizzazione della manifestazione sono state molte realtà locali. Tra queste ci sono l’Associazione Musicale Lucchese, l’Associazione Talea, la Fondazione Giuseppe Pera, Lucca Comics & Games, Lucense, Orto Botanico di Lucca, Photolux Festival e Centro di ricerca Rifiuti Zero. Inoltre ha visto il patrocinio di Regione Toscana, Comune di Lucca, Camera di Commercio di Lucca, ACRI, Confindustria Toscana Nord, Lucca Promos e Ufficio scolastico Territoriale di Lucca Massa e Carrara.

«Abbiamo accolto l’iniziativa per il tema, perché non si parla mai troppo di ambiente – ha dichiarato il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, Marcello Bertocchini -. Non si tratta soltanto di sostenere la nascita di un festival di respiro internazionale, ma di dar vita a occasioni di confronto su tematiche già al centro degli interventi della fondazione. Il programma è ricco. Speriamo di aver imboccato la strada giusta per rendere Lucca una città ideale per momenti di riflessioni e centro di riferimento per l’innovazione e la sostenibilità».

Conoscere insieme per il pianeta di domani

Tutti quindi si sono uniti per creare un’occasione dove ragionare sulle possibili soluzioni per il pianeta di domani. La conoscenza diventa un sapere condiviso, capace di modificare il senso comune, di renderci cittadini consapevoli del fatto che la salute del nostro pianeta è affare di tutti.

«Il festival è una festa della vita, di ogni singola vita e dell’unico posto dell’universo che conosciamo in grado di ospitarla – conclude Stefano Mancuso -. Festeggiare la Terra vuol dire celebrare la vita che essa ospita: dalle piante agli animali, dai funghi ai microrganismi. È l’esistenza di ogni singola specie vivente che dobbiamo difendere se vogliamo che la nostra abbia la possibilità di sopravvivere alle catastrofi prodotte dal suo stesso progresso. Al festival descriveremo lo stato della nostra “casa comune”. Forniremo soluzioni. Immagineremo insieme dei futuri durevoli. Ma soprattutto proveremo a costruire e a offrire una visione nuova. Perché le soluzioni che salveranno il pianeta non ci renderanno più poveri, ma più felici».

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