domenica, Giugno 16, 2024

Pesce istrice tropicale ritrovato sulle coste del Lazio

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UN PESCE ALIENO È STATO RITROVATO SULLE COSTE LAZIALI. SI TRATTA DI UN PESCE ISTRICE TROPICALE CHE È STATO SEGNALATO DA UN PESCATORE GRAZIE ALLA CAMPAGNA “ATTENTI A QUEI 4!”

Un pesce porcospino punteggiato, conosciuto anche come pesce istrice tropicale (Chilomycterus reticulatus), è stato avvistato sulle coste del Lazio.

È una specie che non appartiene a quelle mediterranee e ha una lunghezza di circa 60 cm. È stato trovato spiaggiato a Santa Marinella (Roma).

Un pescatore lo ha comunicato grazie alla campagna Attenti a quei 4! lanciata da ISPRA e CNR IRBIM. La campagna intende informare i cittadini della presenza di quattro pesci alieni potenzialmente pericolosi per la salute umana.

È il secondo esemplare individuato nel Mediterraneo dal 2008. ISPRA e CNR-IRBIM invitano la gente a segnalare queste presenze, che vuol dire imparare a conoscere specie che arrivano da altri luoghi e a supportare la ricerca.

pesci alieni - locandina 2020
Pesci alieni – locandina 2020

Pesce istrice tropicale, avvistato solo una volta nel Mediterraneo nel 2008

In seguito alle informazioni ricevute, i ricercatori dell’ISPRA sono intervenuti per recuperare l’esemplare di Santa Marinella. Hanno poi effettuato le analisi morfologiche e molecolari per l’identificazione della specie. Questo pesce era stato avvistato prima d’ora solo una volta nel Mediterraneo, precisamente lungo il litorale sardo dell’isola di Sant’Antioco nel 2008. La specie subtropicale presenta un corpo gonfiabile ricoperto di grosse spine, denti fusi in placche e una caratteristica livrea maculata su dorso e pinne. Si nutre principalmente di ricci di mare e molluschi conchigliati. Appartiene alla famiglia Diodontidae, la cui commercializzazione a scopo alimentare è vietata dal 1992. Ciò per via della possibilità di accumulare una neurotossina, sebbene in misura minore rispetto ai pesci palla della famiglia Tetraodontidae. L’esemplare trovato sulla costa laziale potrebbe essere arrivato dall’Atlantico orientale attraverso lo Stretto di Gibilterra o provenire da un rilascio da acquari.

I consigli di ISPRA e CNR-IRBIM

ISPRA e CNR-IRBIM rinnovano l’invito a non liberare dai propri acquari specie esotiche vive negli ambienti naturali e a limitare le loro possibilità di fuga da ambienti confinati.

Bisogna anche segnalare per imparare a conoscere i “nuovi arrivi” che popolano i nostri mari, è scritto nella nota. A partire da quelli potenzialmente pericolosi che vengono illustrati dalla campagna Attenti a quei 4. Tra questi, il pesce palla maculato, il pesce scorpione e il pesce coniglio.

Numero verde ONA

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