lunedì, Agosto 15, 2022

Persone disperse: esercitazione della Guardia di Finanza

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Persone disperse in territorio ostile

Specialisti della Guardia di Finanza e del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico sono affiancati nella ricerca di una persona dispersa in territorio ostile.

Consolidare le procedure, il coordinamento tra il personale coinvolto nelle operazioni di ricerca e soccorso di persone disperse o in difficoltà in territori ostili. Un protocollo d’intesa tra Guardia di Finanza e Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico C.N.S.A.S è stato siglato il 30 marzo scorso a Roma.

Nell’ambito del suddetto protocollo, il giorno 5 ottobre scorso ha avuto luogo un’esercitazione di ricerca e soccorso in ambiente impervio. L’addestramento ha coinvolto il Servizio Regionale Puglia del C.N.S.A.S., la Sezione Aerea della Guardia di Finanza di Bari e l’Area V – Protezione Civile della Prefettura di Bari.

Ottimizzare le procedure di intervento persone disperse

L’intento della prova, consolidare le procedure, il coordinamento tra il personale coinvolto nelle operazioni di ricerca e soccorso di persone in difficoltà o disperse in territori ostili. All’evento hanno partecipato squadre medicalizzate del C.N.S.A.S. elitrasportate a bordo degli elicotteri della Guardia di Finanza.

Il personale della Guardia di Finanza è appositamente formato per intervenire anche con impiego di sistemi di geolocalizzazione dei telefoni cellulari tramite apparati del tipo “IMSI/IMEI Catcher” sia in volo sia a terra.

High tech al servizio degli operatori

L’elicottero messo a disposizione della Sezione Aerea di Bari è un PH-139D. Il velivolo è dotato di strumentazioni tecnologiche per operazioni di ricerca in aeree impervie e in tempo di notte. Come il potente elettroottico dotato anche di un sensore infrarosso, in grado di evidenziare le differenze termiche tra un corpo umano e l’ambiente circostante.

Localizzare persone disperse

La Prefettura di Bari – come da protocollo – ha segnalato l’emergenza che ha dato, poi, il via alla simulazione.

L’avviso ha indicato una persona in difficoltà da localizzare in località Paretano, nel Comune di Monopoli (BA). La posizione esatta, però, non era precisata.

Giunto sul posto, il PH-139D delle Fiamme Gialle ha imbarcato il personale del C.N.S.A.S. e, quindi, ha sorvolato la zona di ricerca.

Grazie all’“occhio all’infrarosso”, l’equipaggio dell’elicottero ha individuato il “malcapitato”, in breve tempo. Ha sbarcato la squadra di soccorso a bordo e indirizzate le altre sul luogo del ritrovamento, per le cure del caso.

Briefing per coordinare le procedure di intervento

Un briefing, per ottimizzare le procedure di intervento, ha preceduto l’attività che ha coinvolto tutti gli “attori del soccorso”.

L’esercitazione, specifica il comunicato, «si è svolta in assoluta sicurezza e in perfetta integrazione».

Le comunicazioni sono state gestite e monitorate in coordinamento con la Protezione Civile della Prefettura di Bari.

Esercitazione positiva

«Il positivo esito dell’esercitazione – è scritto nella velina – conferma la professionalità di tutti gli operatori coinvolti e la versatilità dei mezzi disponibili, in grado di valorizzare ulteriormente la vocazione del comparto aeronavale della Guardia di Finanza, quale Polizia del Mare, anche nelle attività di soccorso e tutela della vita umana sia in mare sia sulla terraferma».

Rischio di amianto negli elicotteri?

Non bisogna dimenticare, purtroppo, come molti mezzi di trasporto in Italia nascondano l’insidiosa presenza di amianto.

Data la sua resistenza, si utilizzò l’asbesto principalmente nel settore edilizio. Sono molti gli edifici pubblici in cui è stato usato, come ospedali, scuole e impianti sportivi.

Ma anche i mezzi di trasporto, autoveicoli, treni, navi e aerei possono contenerne tracce. I minerali di amianto sono presenti persino nel comparto della difesa militare, soprattutto nelle unità navali della Marina Militare.

L’esposizione a questo agente cancerogeno è molto pericolosa per la salute umana. Infatti le fibre di amianto, se inalate o ingerite, possono provocare infiammazioni e sviluppare gravi patologie asbesto correlate, come il mesotelioma. La capacità cancerogena dell’asbesto è confermata anche dall’ultima monografia IARC.

È quindi fondamentale l’azione dell’ONA-Osservatorio Nazionale Amianto e del suo presidente, l’Avv. Bonanni, nella tutela medica e legale di chi è esposto. Inoltre l’obiettivo perseguito è attuare ogni forma di prevenzione (primaria, secondaria e terziaria) per fermare la strage causata dalla fibra killer.

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