Permacultura e orti sinergici: un capolavoro di sostenibilità

orti sinergici

Abbiamo ereditato un’agricoltura che ha sempre disturbato il terreno per preparare il prossimo raccolto. Abbiamo usato e continuiamo ad usare ogni sorta di pesticidi, antiparassitari e via discorrendo, che sicuramente non fanno bene alla nostra salute e all’ambiente. Eppure c’è un modo alternativo, salutare, sostenibile e soprattutto che non richiede fatica, per fare agricoltura: la permacultura all’interno degli orti sinergici

La Permacultura: una coltura permanente

Il concetto di permacultura fu introdotto in Francia dall’agronoma spagnola Emilia Hazelip, pioniera dell’agricoltura sostenibile. Il metodo di coltivazione alimentare su cui studiò l’agronoma venne battezzato “agricoltura sinergica”.

La donna dedicò tutta la sua vita ad implementare le sue tecniche di coltivazione, basandosi sul sistema di “agricoltura naturale” del giapponese Masanobu Fukuoka (autore del libro The One Straw), dalla permacultura e dalla ricerca agronomica di Marc Bonfils.

Uno dei risultati di tale pratica fu la creazione degli “orti sinergici”, un perfetto connubio di arte, tecniche produttive altamente sostenibili, di ecologia, geografia, antropologia, sociologia e progettazione.

Gli orti sinergici sono un ecosistema progettato per consentire a tutte le forme di vita presenti in un terreno selvaggio di rimanere presenti, mentre continuano a produrre colture. E quanto a bellezza sono altrettanto meravigliosi.

Come creare un orto sinergico

orti sinergici
Un esempio di orto sinergico

La prima regola è quella di fare spazio per i piedi e per le piante, perché mettere i piedi dove le piante devono crescere, porta alla compattazione del suolo e dove non c’è aria nel terreno, non crescerà nulla.

Dopodiché si delineano le aree da coltivare, creando attorno ai semi piantati, dei cerchi concentrici rialzati in muratura.
Sarà proprio la loro forma elevata a garantire un aumento della superficie per la produzione e a far sì che si possa parlare di “coltura permanente”.

Il terreno verrà poi ricoperto di pacciame, un insieme di materiali organici (erbacei o legnosi, ottenuti spesso dalla trinciatura dei residui colturali), o bioplastici o in fibre naturali. Sono: bucce di cacao, paglia, erba di sfalcio, corteccia di pino sminuzzata, juta, lapillo, sabbia, fibra di canapa corta semimacerata, sassi per le piante grasse, aghi di pino (ottimi per piantare le fragole).

Questi residui, insieme al pacciame biodegradabile, favoriscono il compostaggio superficiale, lasciando più sostanza organica nel terreno rispetto a quanto il raccolto ha rimosso.

La pacciamatura serve a prevenire l’erosione e la compattazione da parte della pioggia. Diminuisce l’evaporazione in estate e mantiene un microclima del suolo che riduce gli effetti avversi delle temperature estreme.  In tal modo non sarà necessario aerare il suolo ogni anno.

Addio alla tradizionale concimazione


Questa tecnica garantisce l”autoferilita’ del suolo”, poiché le piante e le radici, una volta raggiunta la maturità, non vengono estirpate, bensì vengono lasciate nel terreno nudo durante l’inverno, per subire gli effetti dell’erosione.

Ciò favorisce la loro decomposizione, assicurando una riserva continua di materia organica nel suolo. Di conseguenza, la concimazione non è assolutamente necessaria. Successivamente le radici vengono lasciate nel terreno dove si rigenerano producendo semi per l’anno successivo.

Cosa piantare negli orti sinergici


Nell’orto sinergico, l’accostamento di ogni pianta è attentamente studiato. In questo giardino sperimentale, ad esempio, la zucca va piantata accanto alla piantina di pomodoro che si trova a sua volta accanto a fagioli o peperoni.
Poiché si pensa alla piantagione e alle corporazioni associate, la diversità aiuta le piante a difendersi meglio da malattie e parassiti.

Inoltre, anche le piante spontanee svolgono un ruolo assai importante. Essendo indigene, attirano insetti e altri organismi nel suolo che apportano notevoli benefici. Pertanto, è meglio combinare la più grande diversità di piante, anche quelle che riteniamo inutili o nocive.

Anche i parassiti, contrariamente a quanto sì pensi, sono indispensabili all’interno degli orti sinergici. Dai batteri amici, che si alternano tra etilene e ossigeno, (rilasciando gas biologico essenziale per il benessere di tutti i tipi di radici), ai funghi, la presenza di tutte queste vite invisibili e sottili consente interazioni complesse: il cosiddetto ‘”effetto sinergico”. Potremmo definirli come “aiuto giardinieri”

Se, per esempio, sradichiamo le colonie di mosca verde, le coccinelle che si nutrono di esse non verranno più. E non saranno lì per regolare la popolazione di mosca verde o per combattere la nuova nuova invasione di insetti. L’unico “nemico” è la lumaca, che sì può tuttavia eliminare inserendo lo scarabeo, il suo predatore naturale.

Niente zappe, niente attrezzi, niente serre

Come dicevamo all’inizio dell’articolo, questo sistema di agricoltura naturale non comporta fatica. Anche se per avviare il sistema è necessario scavare a fondo il terreno, una volta avviato il giardino, bisognerà solo evitare di disturbare il suolo più in profondità di quella di semina.

Poiché i semi vengono piantati all’interno dei cerchi concentrici innalzati, non è necessario abbassarsi per zappare la terra, basterà solo inginocchiarsi per effettuare le varie procedure. Nell’agricoltura naturale non vengono utilizzate macchine, né serre, né tutte quelle cose che normalmente dobbiamo fare quando lavoriamo in un clima difficile.
In sintesi si tratta di fare del giardinaggio senza mal di schiena. Anche se bisognerà lavorare parecchio per stabilire una successione di colture, in cui ciò che si sta lasciando alle spalle è importante quanto quello che si sta raccogliendo.

La raccolta: una fase delicata


La raccolta è importante quanto il resto del processo. Come accennato, nel suolo vivono e interagiscono una miriade di esseri, le cui catene alimentari riguardano i mondi minerale, vegetale e animale / insetto / batteri.
Quando disturbiamo il suolo arando, lo stressiamo. Nel momento in cui smettiamo di farlo, possiamo organizzare il nostro orto sinergico in maniera produttiva e senza arrecare danni.

Irrigazione: attenti a non sbagliare


Infine non dobbiamo sottovalutare l’importanza dell’irrigazione. L’orto sinergico necessita di una irrigazione a “goccia”.
Essa si realizza attraverso un tubo di irrigazione appunto detto “a goccia” (un semplice tubo stretto con perforazioni ogni 25-30 centimetri), che bagnerà le piante in maniera costante e delicata, senza arrecare danno.

Conclusioni

Il giardinaggio nel modo di auto-fertilità produce un raccolto ricco: più piante vivono e muoiono nel terreno più diventa ricco e fertile.

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