Perdita di biodiversità, vertice UE – Nazioni Unite

perdita di biodiversità Obiettivo emissioni zero per proteggere il pianeta - Foto di Sebastian Pichler su Unsplash

Il Consiglio Europeo ha autorizzato la Commissione ad approvare, a nome dell’UE, l'”impegno dei leader a favore della natura”

Ursula Von der Leyen sulla perdita di biodiversità
Ursula Von der Leyen: rafforzare l’impegno dei leader a favore della natura

Il 28 settembre 2020 si tiene il vertice online delle Nazioni Unite sulla perdita di biodiversità. Per la circostanza, la presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen ha sottoscritto a nome dell’UE una dichiarazione comune per rafforzare l’impegno dei leader a favore della natura.

Von der Leyen sottolinea che «la perdita di biodiversità e il degrado degli ecosistemi richiedono misure urgenti e immediate a livello mondiale». Le attività umane, infatti, causano inquinamento e cambiamenti agli habitat. Così come i cambiamenti climatici stanno mettendo a dura prova ecosistemi e specie viventi.

Condizioni climatiche estreme come siccità, ondate di caldo, piogge intense, alluvioni e frane sono sempre più frequenti, anche in Europa. Gli scienziati stimano che 1milione di specie di piante, insetti, uccelli e mammiferi siano attualmente minacciate di estinzione in tutto il mondo. E fino a duecento di essi scompaiono ogni giorno.

L’impegno dell’Unione Europea

Perdita di biodiversità - siccità
Tra i rischi che corre la casa Terra con la perdita di biodiversità c’è la siccità

L’atto esprime la necessità di intensificare gli sforzi comuni per affrontare i rischi che corre la casa Terra con la perdita di biodiversità.

E il degrado del suolo, la contaminazione delle acque dolci e l’acidificazione degli oceani, la deforestazione, l’inquinamento e i cambiamenti climatici.

L’Unione Europea si impegna a porre la biodiversità, il clima e l’ambiente nel suo complesso al centro delle strategie di ripresa dalla COVID-19.

La biodiversità è fondamentale per l’economia

Secondo il World Economic Forum, quasi la metà del PIL (il Prodotto Interno Lordo) mondiale (circa 40 trilioni – cioè miliardi di miliardi – di euro) dipende dalla natura e da cosa questa offre. I maggiori settori economici (edilizia, agricoltura e industria alimentare e delle bevande) dipendono in misura notevole dalla natura. Insieme generano circa 7,3 trilioni di euro nell’economia. Pertanto, ecosistemi sani sono anche fondamentali per la ripresa dalla crisi COVID-19.

Arrestare la perdita di biodiversità

La risposta dell’UE all’attuale crisi sanitaria ed economica deve essere verde e deve contribuire direttamente alla «ripresa di società migliori e alla realizzazione di società sostenibili».

Rinnovabili, il futuro dell'energia
Rinnovabili, il futuro dell’energia

Per il successo della transizione verde serviranno notevoli investimenti pubblici e privati e una efficace economia circolare. Il mercato europeo dovrà fornire energia sostenibile, sicura e a prezzi accessibili. Dovrà rispettare appieno il diritto degli Stati membri di decidere in merito ai rispettivi mix energetici. Dovrà ridurre la dipendenza da fonti esterne.

La relazione della presidente della Commissione Europea è in linea con le conclusioni del Consiglio del 19 dicembre 2019. Quando dice di «incrementare in modo significativo le azioni intese ad arrestare la perdita di biodiversità e a invertire il degrado degli ecosistemi, contribuendo in tal modo anche al Decennio delle Nazioni Unite per il ripristino dell’ecosistema».

Raggiungere la neutralità carbonica

Con l’Accordo di Parigi, firmato da 195 Paesi, l’Unione Europea si è impegnata a raggiungere il traguardo della neutralità carbonica, le cosiddette “emissioni zero”, entro il 2050.

La neutralità carbonica consiste nel raggiungimento di un equilibrio tra le emissioni e l’assorbimento di carbonio. Per raggiungere questo obiettivo, l’emissione dei gas serra dovrà essere controbilanciata dall’assorbimento delle emissioni di carbonio.

Per raggiungere il traguardo di emissioni zero entro la metà del ventunesimo secolo bisogna contenere il riscaldamento globale, entro la soglia di 1,5°.  Limite massimo reputato sicuro dal Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (IPCC).

Il ruolo dell’Unione Europea

L’UE può e deve svolgere un ruolo guida riguardo i cambiamenti. Coerente con l’accordo di Parigi.  Per raggiungere la neutralità climatica, i Paesi dell’Unione devono intraprendere una profonda trasformazione dell’economia e della società. I cambiamenti per un futuro più verde, più giusto e più inclusivo comporteranno costi e sfide a breve termine. Per questo è importante accompagnare il cambiamento e aiutare le comunità e i cittadini ad adattarsi al nuovo mondo.

Bisognerà migliorare l’ambiente delle nostre città e la qualità dell’aria e dell’acqua. Promuovere l’agricoltura sostenibile, essenziale per garantire la sicurezza alimentare e stimolare una produzione di qualità. «Ciò dovrà essere realizzato secondo modalità che tengano conto delle situazioni nazionali e che siano eque dal punto di vista sociale».

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