giovedì, Agosto 11, 2022

Pelù, la tartaruga rock del Mediterraneo

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Piero Pelù, ha liberato in mare una tartaruga Caretta caretta

Il Centro di recupero tartarughe marine di Manfredonia (CrtM) ha curato il carapace che aveva ingerito plastica. Alla tartaruga, cui è stato dato il nome Pelù, hanno assicurato un dispositivo satellitare per seguire i suoi spostamenti. Legambiente ha scelto Piero Pelù come testimonial della campagna Tartalove: “Emozione unica, tuteliamo la biodiversità dei mari”.

L’animale ha rischiato di morire soffocato dopo aver ingerito un pezzo di plastica. Sono stati i pescatori di Manfredonia a soccorrerlo. I medici e i volontari del CrtM l’hanno curata negli ultimi mesi. La rockstar, l’ha liberata in mare nel golfo.

La campagna Tartalove di Legambiente

Piero Pelù, da sempre sensibile ai temi dell’ambiente, ha sposato la campagna Tartalove di Legambiente. L’associazione da anni si batte per la salvaguardia della Caretta caretta nel Mediteranneo. La campagna Tartalove raccoglie fondi per aiutare e proteggere questi animali. Tutti possono dare una mano adottando simbolicamente una delle tartarughe curate nei centri. Per scoprire come fare visitate il sito Tartalove di Legambiente.

«Bisogna lottare contro l’inquinamento – ha dichiarato il cantante – la raccomandazione è quella di sempre: non disperdere la plastica nell’ambiente perché poi finisce in mare e va a mettere in pericolo tantissimi animali».

Piero pelù tiene in mano una busta di plastica, dannose per le tartarughe, che le ingeriscono scambiandole per le prede di cui si nutrono

Plastica grave pericolo per le Caretta caretta

La Caretta caretta è in pericolo perché fortemente minacciata dalla pesca professionale, dal traffico nautico e dall’inquinamento. Ma sono i rifiuti plastici i più dannosi perché le tartarughe le ingeriscono scambiandole per le prede di cui si nutrono.

Piero Pelù, che ha partecipato a diverse edizioni di Festambiente e intervenuto alle pulizie delle spiagge del Clean Beach Tour. Il cantautore ha fatto visita al Centro di recupero tartarughe marine di Manfredonia. Qui ha constatato di persona l’impegno di medici e volontari che ogni giorno si prendono cura dei tanti esemplari soccorsi.

Pelù tartaruga rock

Quindi, l’artista, a bordo di un gommone concesso dal Centro Velico del Gargano di Manfredonia, insieme con gli operatori del CrtM ha raggiunto le acque antistanti il porto. Qui, Piero ha liberato in mare Pelù, “tartaruga molto rock” anche perché dotata di un dispositivo satellitare. Questo consentirà agli ambientalisti di seguire e tracciare i suoi spostamenti anche verso i siti di nidificazione per i prossimi sei mesi.

Un geo-database delle Caretta caretta

Il GPS è stato finanziato con i fondi POR della Regione Puglia, grazie al progetto MySea. Obiettivo di My Sea: realizzare un geo-database accessibile a istituzioni, ricercatori, mondo della scuola e cittadini. Servirà per la raccolta, la gestione informatica e la diffusione dei dati bibliografici e di rilevamento sul campo, relativi al ciclo di vita della specie.

Partner del progetto My Sea i Comuni di Manfredonia, Zapponeta, Molfetta, Lecce, il Consorzio di Gestione Amp Torre Guaceto (BR).

«L’emozionante liberazione, con la partecipazione speciale di Piero Pelù – ha dichiarato il presidente di Legambiente Stefano Ciafani -, ci conferma ancora una volta quanto sia importante impegnarci a tutela del ricco patrimonio di biodiversità del mar Mediterraneo».

Insegnare nelle scuole il rispetto dell’ambiente

«Credo che sia arrivato il momento di insegnare di più anche nelle scuole il rispetto dell’ambiente», ha sottolineato il rocker. «Sono veramente contento di aver partecipato a questa liberazione e ringrazio Legambiente per il lavoro che fa ogni giorno. Tutti noi nel nostro quotidiano possiamo fare la differenza, da qui parte il cambiamento».

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