mercoledì, Aprile 21, 2021

Passo avanti nella lotta al mesotelioma. La ricerca israelo-americana

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La lotta al mesotelioma ha raggiunto un altro obiettivo.

Il cancro del mesotelio si può fermare grazie ad un enzima

Il cancro del mesotelio, la sottile membrana che protegge gli organi interni del torace e dell’addome causato dalle fibre di amianto, grazie ricercatori israeliani del TechnionIsrael Institute of Technology di Haifa, in collaborazione con i colleghi del l’Istituto Langone di New York, si può fermare. Inibendo l’enzima eparanasi.

Per il momento la sperimentazione è stata fatta su animali ma risultati positivi lasciano sperare nella scoperta di una cura.

Il mesotelioma è un cancro maligno che resiste alla maggior parte dei farmaci antitumorali e al momento non esiste un trattamento efficace.

Lo studio pubblicato sul Journal of National Cancer Institute (JNCI) spiega che le cellule tumorali del mesotelioma si avvalgono dell’enzima eparanasi per penetrare nei tessuti che circondano il tumore in via di sviluppo e attirare i vasi sanguigni per nutrirlo.

Maggiore è la quantità di eparanasi sprigionata dalle cellule tumorali, che va ad accrescere l’infiammazione nel paziente affetto da mesotelioma, minore è l‘aspettativa di vita di questo.

Sperimentazioni che lasciano speranze concrete

I ricercatori sotto la guida del prof. Israel Vlodavsky del Technion e del prof. Harvey Pass, capo del dipartimento di chirurgia toracica presso il Centro medico Langone della New York University e capo dell’Oncologia toracica presso il National Cancer Institute, sono riusciti a inibire la produzione di eparanasi nei topi bloccando in maniera considerevole la crescita del tumore e, quindi, aumentando in modo rilevante la capacità di sopravvivenza dei topi.

L’equipe congiunta di scienziati israeliani e americani ha verificato che questo metodo innovativo è più efficace della chemioterapia convenzionale utilizzata per trattare questo tipo di cancro.

Il mesotelioma è il tumore da amianto più diffuso, che ogni anno provoca il decesso di circa 6mila persone che, per cause professionali e non, sono state esposte alle fibre di amianto.

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