lunedì, Aprile 22, 2024

Parco Nazionale del Gargano: finanziato un progetto da 1 milione e 110mila euro per il restauro dei muretti a secco in aree comunali di Monte Sant’Angelo e Mattinata

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Il Parco Nazionale del Gargano ha avviato un ambizioso progetto per il recupero e la valorizzazione dei muretti a secco e dei terrazzamenti nel suo territorio. Questo primo intervento, con un investimento di circa 1 milione e 110 mila euro, riguarda specificamente le aree di proprietà dei Comuni di Monte Sant’Angelo e Mattinata.

I muretti a secco sono un elemento distintivo del paesaggio rurale del Parco Nazionale del Gargano e svolgono un ruolo cruciale nel mantenere il terreno e nell’individuare le zone agricole e i tratturi. Purtroppo, molti di questi muretti sono in uno stato di degrado avanzato da anni, compromettendo non solo l’aspetto del territorio ma anche la sua stabilità, accelerando fenomeni erosivi pericolosi. Nonostante il loro valore riconosciuto come paesaggi agrari di importanza speciale, questi muretti non hanno mai ricevuto interventi di manutenzione, nonostante si trovino all’interno dell’area Natura 2000.

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Origini dei muretti a secco

I muretti a secco, conosciuti anche come muri di pietra a secco, sono strutture costruite senza l’uso di malta o cemento per unire i blocchi di pietra. Questa tecnica millenaria si è sviluppata in varie parti del mondo, risalendo a migliaia di anni fa. Le origini dei muretti a secco risalgono all’età neolitica, quando le prime comunità agricole impararono a impilare pietre per delimitare terreni agricoli, proteggere i raccolti e fornire ripari per gli animali.

Queste antiche tecniche di costruzione sono state tramandate di generazione in generazione e si possono trovare in molte regioni del mondo, dall’Europa al Medio Oriente, dall’Asia al Nord Africa. In particolare, sono caratteristici dei paesaggi rurali delle isole del Mediterraneo come la Sardegna, la Puglia, la Corsica e le isole greche, dove i muretti a secco sono una parte integrante del paesaggio culturale e agricolo.

Oggi, i muretti a secco non sono solo testimonianze storiche, ma sono ancora utilizzati per scopi pratici come recinti, terrazzamenti e sostegni per i terreni collinari, oltre che per il loro valore estetico e ambientale, contribuendo alla conservazione del paesaggio e della biodiversità.

Il progetto di recupero

Il progetto è stato elaborato dall’Ente Parco Nazionale del Gargano, il Puglia, con l’approvazione del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, per finanziare l’intervento tramite il Programma “Infrastrutture verdi”. I muretti, insieme a una considerevole porzione di terrazzamenti, che il Parco Nazionale del Gargano ripristinerà nei terreni di proprietà del Comune di Monte Sant’Angelo, occupano diversi ettari. Presentano un’altezza media che varia tra 1,5 e 2,5 metri e sono situati sul versante Sud dell’abitato di Monte Sant’Angelo, nella parte bassa del centro abitato. I muretti a secco che supportano la viabilità storica di Mattinata si estendono per diversi chilometri lungo il percorso delle mulattiere di Tor di Lupo e Cavola-Monte Saraceno.

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Obiettivi del progetto

Il progetto mira a preservare un’importante infrastruttura territoriale e a valorizzare il patrimonio storico-culturale e paesaggistico. Inoltre, contribuirà alla protezione del suolo e al miglioramento degli aspetti idrogeologici del territorio. La prima fase riguarda il recupero dei terrazzamenti nei comuni di Monte Sant’Angelo e Mattinata, ma si prevede l’estensione del progetto ad altre aree comunali del Gargano.

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Riconoscimenti e gratitudine

Il presidente dell’Ente Parco, Pasquale Pazienza, esprime gratitudine al ministero dell’Ambiente e alla squadra tecnica per il supporto nel progetto. Il presidente ha sottolineato l’importanza di un intervento volto al recupero dei muretti e terrazzamenti nel territorio del Parco Nazionale del Gargano. Questi elementi, in stato di abbandono soprattutto nelle aree comunali, rappresentano un patrimonio storico-culturale e paesaggistico di grande valore. L’intervento non solo preserva queste caratteristiche, ma ha anche una rilevanza bioecologica, favorendo la vita della fauna locale e contribuendo alla difesa del suolo e al miglioramento idrogeologico. Questa iniziativa evidenzia il ruolo fondamentale dell’Ente del Parco nel territorio, in grado di attrarre finanziamenti ministeriali.

Tecnica costruttiva e attenzione agli animali

Il ripristino seguirà la tecnica tradizionale e utilizzerà materiali locali. Durante la costruzione, si presterà particolare attenzione per garantire il passaggio e il rifugio degli animali attraverso piccoli varchi nei muretti.

Numero verde ONA

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