sabato, Novembre 26, 2022

Il Parco delle Egadi, riserva che abbracci le aree protette

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È IL PARCO DELLE EGADI E DEL LITORALE TRAPANESE, IN SICILIA. VERO E PROPRIO MOLTIPLICATORE DI OPPORTUNITÀ. POTRÀ CONSENTIRE UN PIÙ EFFICACE ED EFFICIENTE GOVERNO DEL TERRITORIO E DELLE SUE STRAORDINARIE RISORSE. 

Sull’istituzione del Parco delle Egadi e del litorale trapanese, Italia Nostra auspica che i Comuni trapanesi giungano a una sintesi condivisa.

L’associazione confida nella cooperazione del ministero della Transizione ecologica, delle diverse istituzioni competenti e delle forze politiche e sociali, affinché si realizzi l’importante obiettivo.

In Sicilia sono stati previsti quattro parchi nazionali

L’art. 26 della Legge n. 222 del 2007 prevede l’istituzione in Sicilia di quattro parchi nazionali: “Con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, d’intesa con la Regione e sentiti gli enti locali interessati, sono istituiti i seguenti parchi nazionali: Parco delle Egadi e del litorale trapanese, Parco delle Eolie, Parco dell’Isola di Pantelleria e Parco degli Iblei. L’istituzione ed il primo avviamento dei detti parchi nazionali sono finanziati nei limiti massimi di spesa di 250.000 euro per ciascun parco nazionale per l’anno 2007 a valere sul contributo straordinario previsto dal comma 1”. 

La Legge in questione è rimasta parzialmente disattesa. Infatti, il Parco di Pantelleria è stato istituito nel 2016, il Parco degli Iblei ha completato la procedura e dovrebbe essere istituito fra qualche mese. È fermo, invece, il Parco delle Eolie.

Per l’istituzione del Parco delle Egadi e del litorale trapanese è stata avviata la procedura.

Un parco sul litorale da Castellammare a Mazara

Una richiesta firmata da quattordici sindaci del territorio costiero trapanese è stata inviata al MiTE. Essi propongono un parco che abbracci tutte le aree protette del litorale, da Castellammare a Mazara.

La richiesta, però, non è stata firmata dal sindaco di Favignana. Egli ritiene «più omogeneo» un parco che leghi l’Area Marina Protetta delle Egadi alla Riserva delle saline di Trapani-Paceco e a quella delle Isole dello Stagnone. 

La diversità di opinioni sulla perimetrazione del parco potrà essere risolta da un apposito “tavolo tecnico”. In ogni caso, sarà la “Consulta tecnica per le aree naturali protette”, prevista dall’art.3 della Legge 394/1991, ad esprimere i pareri tecnico-scientifici.

La Consulta dovrà tener conto delle diverse specificità ambientali e dei relativi nessi ecosistemici. 

Un’occasione da non sprecare

È tuttavia fondamentale che questa occasione non vada sprecata, perché il parco migliorerà la tutela della biodiversità e del patrimonio storico-culturale.

Grazie alla sua forza territoriale e simbolica, difatti, potrà consentire l’utilizzo di un “brand“.

Il marchio di qualità sarà utile a tutelare e valorizzare le diverse produzioni del territorio e in tal modo a generare posti di lavoro.

Inoltre, potrà agevolare i Comuni nella richiesta di finanziamenti, favorendo un turismo più sostenibile. Soprattutto, potrà garantire un’applicazione più omogenea dei vincoli vigenti nelle attuali aree protette.

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