mercoledì, Dicembre 1, 2021

“Our Future”: lo sguardo dei bambini sul destino del mondo

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Per la COP26, Giovanni Allevi presenta in anteprima il suo brano “Our Future”

Oggi, 5 novembre, mentre alla COP26 i grandi della Terra parlano di giovani e di educazione alla cittadinanza, il maestro Giovanni Allevi, Ambassador dell’Earth Day European Network, presenta in anteprima mondiale il videoclip del brano “Our Future”.

Contenuta nel suo album “Estasi”, la canzone e il suo videoclip offrono una profonda riflessione sul destino del mondo dal punto di vista dei bambini. “Our Future” è, infatti, un’intensa ballad dall’incedere mosso, le cui note cupe e inquiete sono alla ricerca di una “luce”, una speranza per il futuro.

«Gli adulti – ha detto il maestro Giovanni Allevi -, presi dalla frenesia del lavoro e dalla smania dell’arricchimento, saccheggiano la Terra e trascinano i popoli nel baratro della guerra. Solo i più piccoli riescono a mantenere un contatto diretto e privilegiato con la Natura, ad assaporarne la bellezza ma, soprattutto, a comprenderne l’inestimabile valore. Ricominciamo allora a vedere il mondo attraverso i loro occhi. Affidiamoci alla loro innocenza e purezza, per poter almeno invertire la rotta, verso la costruzione di un futuro migliore. Nel rapporto con la Natura si gioca il destino della nostra felicità».

Earth Day Italia e Papa Francesco: il sostegno ai giovani

Il progetto del compositore, scrittore e filosofo, scelto da Earth Day Italia come ambasciatore, si è ispirato ai tanti giovani attivisti impegnati nel contrasto al cambiamento climatico e alla salvaguardia dell’ambiente.

Le nuove generazioni hanno fatto sentire la loro voce attraverso vari movimenti e manifestazioni. Adesso, sono per la prima volta coinvolti in prima persona nella Conferenza sul clima delle Nazioni Unite.

Il tema della tutela del futuro dei giovani sta a cuore non solo a Giovanni Allevi e Earth Day Italia, ma anche a Papa Francesco. Alla vigilia della COP26, il Santo Padre ha, infatti, invitato i ragazzi a sentirsi il presente e non il futuro dell’umanità, a imporre ai grandi della Terra quel cambiamento radicale di cui l’umanità ha sempre più urgente bisogno.

È innegabile che l’atmosfera si stia surriscaldando e che le conseguenze siano disastrose per il pianeta. Perciò la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, di Glasgow, è storica, perché ha accolto la voce dei giovani, e, soprattutto, decisiva, perché ormai si è giunti al punto di non ritorno. Il tempo è scaduto e le azioni dei governi non ancora abbastanza ambiziose.

“Our Future” e la mostra di Beltrami per il cambiamento

Diventa importante ed essenziale toccare il cuore dei decisori politici ed economici. Ed è questo lo scopo che si prefigge il brano “Our Future” ma non solo. Infatti, il colonnato del Bernini di Piazza San Pietro ha ospitato la mostra fotografica della pluripremiata regista Lia Beltrami sull’Enciclica “Laudato sì”, dal titolo “Emozioni per generare il cambiamento”.

La regista, in collaborazione con il Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, ha selezionato quaranta frasi dell’enciclica. Queste sono state raccontate attraverso lo sguardo dei bambini del Bangladesh.

Infatti, «i loro occhi raccontano una storia, la storia di un Paese, il Bangladesh, fortemente colpito da alluvioni, allagamenti, inquinamento e sfruttamento economico dissennato», racconta Beltrami.

Da San Pietro, quindi, nascono emozioni che vogliono essere trasmesse in tutto il mondo, ma in particolare a Glasgow. Suscitare questi sentimenti è il modo per chiedere ai grandi della terra della COP26 un cambiamento radicale nella lotta al riscaldamento globale.

Infatti, la stessa Lia Beltrami spera che «le emozioni di queste note e di questi sguardi possano produrre il cambiamento necessario: ritornare all’essenziale, vivere nello spirito, sentire il creato come parte di noi. È questa la vera sfida che abbiamo davanti».

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