venerdì, Luglio 19, 2024

Orsi in natura, una gestione da rivedere

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SEGNALARE LA PRESENZA DI ORSI NELLE AREE NATURALI E FAR CONOSCERE LE REGOLE DI COMPORTAMENTO IN CASO DI INCONTRO È FONDAMENTALE. GLI ABBATTIMENTI NON RISOLVONO NULLA PERCHÉ IL NODO È NELLA GESTIONE DEGLI ANIMALI

Come dice la famiglia di Andrea Papi, il runner 26enne ucciso lo scorso 5 aprile da un orso mentre si allenava nei boschi vicino casa, «abbattere un animale non lo riporterà in vita». Serve invece una assunzione di responsabilità nella gestione degli animali e nella convivenza con l’uomo.

Un aspetto sul quale battono molto anche le associazioni animaliste, che da subito si sono opposte prima all’ordinanza di abbattimento dell’orsa JJ4 detta “Gaia”, e poi anche a quella di confinamento nel centro faunistico del Casteller; entrambe annullate dal Tar. L’orsa resterà libera e potrà accudire i suoi cuccioli. Ora le associazioni animaliste chiedono le dimissioni del presidente della provincia di Trento, Maurizio Fugatti.

Gli orsi non hanno la volontà di uccidere

Proprio questa orsa, infatti, è stata finora la principale accusata della morte dello sportivo. Peraltro una novità recente, proprio delle ultime ore, la scagionerebbe del tutto. Una perizia veterinaria forense infatti avrebbe identificato le impronte sul corpo della vittima come prodotte da un orso maschio e non da una femmina. Quindi il responsabile sarebbe un altro animale e non l’orsa JJ4.

Il problema però resta: gli orsi, come qualsiasi altro animale selvatico, non hanno una precisa volontà di uccidere, ma la questione è tutta nella loro gestione. La loro presenza deve essere segnalata, è necessario comunicare regole di comportamento in caso di incontro, e soprattutto bisogna interdire al turismo e in generale all’uomo l’accesso a quelle zone in cui orsi, lupi e altri animali selvatici vivono liberi in natura.

Orsi in Trentino e in Abruzzo: quali differenze?

In Italia ci sono circa 200 orsi, circa la metà dei quali in Trentino Alto Adige. Nel Parco Nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise ce ne sono una sessantina.

Due specie diverse e due approcci diversi fanno sì che la convivenza con l’uomo sia più difficile in Trentino rispetto al parco del centro Italia. Innanzitutto per la specie: al Nord l’orso bruno è quello di origine slava, abituato a zone poco antropizzate; l’orso marsicano, al contrario, è abituato a vivere vicino a zone occupate dall’uomo ed è di carattere più mansueto. Non per questo non ci sono stati problemi in passato; tuttavia sono stati risolti.

Questo e altri aspetti, anche politici, gestionali e comunicativi, del differente approccio culturale di Trentino e Abruzzo relativamente alla convivenza con gli orsi è stato ben spiegato in un articolo su La Stampa.

La differenza più evidente, è forse culturale. Mentre in Abruzzo l’orso è diventato un simbolo, un’attrazione e anche una opportunità di avvicinarsi con consapevolezza alla natura, in Trentino l’orso è visto più come un problema e, quando ci sono degli incidenti, gli amministratori locali non esitano a firmare gli abbattimenti.

Un’altra differenza importante sta nei limiti. Mentre in Trentino non ci sono divieti nelle zone con presenza di orsi, in Abruzzo molti sentieri sono off limits. Ad esempio, quelli in cui si possono portare i cani hanno regole ben precise: portarli al guinzaglio e non uscire (o farli uscire) dal tracciato. Un cane che abbaia e si agita può infatti essere visto come una minaccia dagli orsi. Essi inizierebbero a difendersi: le ferite di questa lotta potrebbero essere fatali per il cane e molto pericolose anche per l’uomo, se quest’ultimo cerca di intervenire.

Come comportarsi se si incontra un orso

Dopo l’uccisione del giovane, la provincia autonoma di Trento ha pubblicato sul sito istituzionale una serie di video e raccomandazioni. Il tema è come comportarsi quando si incontra un orso e cercare di farne comprendere le intenzioni in base alle sue reazioni.

Buona norma di comportamento, nelle aree in cui sono presenti orsi, è quella di far notare la propria presenza facendo rumore. Non fare confusione, basterà parlare, cantare e battere le mani. Questo farà in modo che l’orso se ne vada, se si trova nelle vicinanze, perché si tratta di un animale schivo ed evitante.

Non lasciare cibo e rifiuti nei boschi, né vicino ad abitazioni e ristoranti. Questo attira gli orsi e potrebbe renderli confidenti e farli entrare in competizione con l’uomo per il cibo.

Se invece ci si trova vicino a un orso, non avvicinarsi ulteriormente; anzi cercare di allontanarsi senza voltare le spalle (non scappare); far sentire la propria voce calma (non urlare e non agitarsi); non guardarlo negli occhi (è sfida) e non salire sugli alberi. Gli orsi infatti sono più veloci di noi e sono più bravi anche ad arrampicarsi.

In caso di attacco, di solito l’orso inizia con lo spaventare l’altro: si avvicina a scatti fermandosi prima del contatto. In caso di attacco vero e proprio, buttarsi faccia a terra e mani sulla nuca e restare così finché l’orso non se ne sarà andato.

Numero verde ONA

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