giovedì, Novembre 26, 2020

“Vittima del Dovere”: orfana può essere arruolata

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«È un sacrosanto diritto degli orfani essere assunti, se riconosciuti orfani di “vittima del dovere», spiega il legale Ezio Bonanni

Condannata la Difesa ad arruolare l’orfana di un ex marinaio

Maria Cristina Brigida Anastasi, orfana di Giuseppe Mario Paolo Anastasi – vittima del dovere – rappresentata e difesa in giudizio dall’avvocato Ezio Bonanni, ha vinto.

Nella causa contro il ministero della Difesa, il TAR del Lazio, accolte le richieste dell’avv. Bonanni, le ha dato ragione.

Pertanto, ha condannato il dicastero all’arruolamento per “chiamata diretta nominativa” di Maria Cristina Brigida Anastasi.

Il papà della ricorrente è deceduto per carcinoma polmonare, causato dall’esposizione all’amianto durante il servizio a bordo delle unità navali della Marina Militare Italiana.

Per questo motivo, Anastasi è stato parificato a “vittima del dovere”.

Orfana di militare, vuole seguire le orme del padre

 La figlia di Paolo, orfana di “vittima del dovere”, ha voluto seguire le orme del padre decidendo di arruolarsi nelle Forze Armate.

Pertanto la ricorrente ha presentato istanza per la concessione della speciale procedura di arruolamento per “chiamata diretta nominativa”. Senza successo.

Bonanni, presidente dell’ONA e membro della Commissione amianto del ministero dell’Ambiente, aveva «inoltrato centinaia di richieste che l’Amministrazione boccia ogni volta».

Ma è «un sacrosanto diritto degli orfani essere assunti, se riconosciuti orfani di “vittima del dovere”», spiega il legale. «Ed è per tale motivo che abbiamo fatto ricorso al TAR – continua Bonanni – affinché sanzionasse queste condotte vessatorie nei confronti degli orfani. Vittime inermi dell’uso dell’amianto da parte della Marina Militare che ha sentenziato l’illeceità di queste condotte».

Il TAR del Lazio accoglie il ricorso dell’aspirante volontaria

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Prima Bis) ha quindi annullato il provvedimento di diniego del ministero della Difesa. E ha accettato l’istanza di Maria Cristina Brigida Anastasi, volta alla concessione della speciale procedura di arruolamento per “chiamata diretta nominativa” nell’Esercito Italiano come VSP.

Il TAR laziale ha, quindi, condannato il ministero della Difesa, al risarcimento in forma specifica del danno subito dalla ricorrente.

In futuro, ha ribadito Bonanni, «ci appelleremo ancora una volta a tutte le autorità. Al ministro della Difesa che sembrerebbe non comprendere la gravità di questi fatti e, ancora, al Capo dello Stato Mattarella, quale Comandante Supremo delle Forze Armate».

L’amianto a bordo delle unità navali della marina Militare

L’amianto a bordo delle unità navali della Marina Militare è, ormai, un fatto acquisito. L’Osservatorio Nazionale Amianto lo denuncia da dodici anni. La stessa Amministrazione è stata infine costretta ad ammettere che sono ancora in corso le bonifiche di navi e arsenali.

«Eppure continua la strage dei nostri militari e ancora la lesione dei loro diritti, ingiusta e ingiustificata», afferma Bonanni.

La presenza dell’amianto sulle imbarcazioni militari e negli arsenali ha provocato non meno di 570 mesoteliomi. Ma questi non sono che la punta dell’iceberg, precisa il presidente dell’ONA.

I casi di patologie asbesto correlate segnalati alla Procura di Padova – che ha competenza sull’intera questione amianto e Marina Militare – sono 1101.

Il dato è confermato dalla relazione finale della Commissione Parlamentare d’Inchiesta.

 

In sede civile, l’ONA ha rappresentato e ottenuto giustizia per quanti avessero diritto allo posizione di “vittima del dovere” e, quindi, il risarcimento del danno.

Per la tutela dei propri diritti, “vittime del dovere” e famigliari possono collegarsi allo sportello online  ONA Vittime del Dovere oppure contattare l’associazione chiamando il numero verde gratuito

800034294.

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