mercoledì, Agosto 10, 2022

Tecnologia per combattere le specie dannose in agricoltura

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UN NUOVO STUDIO COMPIUTO DA ENEA OFFRE UNO STRUMENTO EFFICACE PER MIGLIORARE LA CAPACITÀ DI PREVENZIONE E DI MITIGAZIONE DELLE ATTUALI E FUTURE MINACCE ALL’AGRICOLTURA. TRA QUESTE, LE SPECIE ESOTICHE INVASIVE TENDONO A PEGGIORARE PER EFFETTO DEI CAMBIAMENTI CLIMATICI 

A causa del riscaldamento climatico, nuove aree in Europa, Asia e America potrebbero diventare ambienti favorevoli, entro pochi anni, alla diffusione di insetti dannosi per l’agricoltura.

Tra questi si annovera la tignola del pomodoro (Tuta absoluta), in grado di colpire le coltivazioni di pomodoro, patata e melanzana.

Un recente studio internazionale realizzato nell’ambito del progetto europeo MED-GOLD, coordinato da ENEA e pubblicato su Biological Invasions, ha messo in campo una nuova tecnologia.

Questa sarà in grado di prevedere il potenziale invasivo della tignola del pomodoro in Europa e in Nord Africa. Ma anche in aree non ancora colpite, come gli Stati Uniti d’America e il Messico.

L’innovativa tecnologia ENEA

Rispetto alla comune correlazione statistica tra presenza di una specie e clima osservato nella stessa località, la tecnologia ENEA proietta la biologia stessa delle specie nel clima futuro.

Ciò consente sia una maggiore affidabilità dei risultati, sia la possibilità di valutare anche eventuali strategie di controllo e di eradicazione a livello territoriale.

«Abbiamo utilizzato modelli demografici basati sulla fisiologia che simulano la dinamica di popolazione di questi insetti in relazione agli scenari di cambiamento climatico e alle condizioni meteorologiche. Compresi gli effetti di umidità e radiazione solare sulle temperature microclimatiche sperimentate dalle larve e dalle pupe all’interno della foglia», ha spiegato Luigi Ponti, uno degli autori dello studio, ricercatore del Laboratorio ENEA di Sostenibilità, qualità e sicurezza delle produzioni agroalimentari.

La tignola ha colpito il 60% della superficie mondiale

La tignola del pomodoro è una specie subtropicale originaria del Sud America, in particolare del Perù, dove è stata inizialmente scoperta.

Il potenziale invasivo di questa specie esotica non è stato identificato fino a quando non ha raggiunto la Spagna nel 2006. Ha percorso in pochi anni circa 4mila chilometri.

Ha raggiunto ogni angolo del bacino del Mediterraneo per poi espandersi a livello globale, dove ha causato anche problemi di sicurezza alimentare.

In un decennio, Tuta absoluta ha colpito il 60% della superficie mondiale di coltivazione del pomodoro, tra cui i dieci principali Paesi produttori.

Ora questa specie esotica ha invaso anche il primo produttore mondiale, la Cina. Ma ha risparmiato USA e Messico che sono il quarto e il nono produttore mondiale.

Sottovalutato il potenziale invasivo della tignola del pomodoro

«All’inizio nel 2006, i dati relativi alla “biologia termica” di Tuta absoluta erano disponibili solo per temperature superiori ai 12 °C. Solo dopo l’invasione dell’Europa centrale, avvenuta nel 2015, gli studi sono stati ampliati al di sotto di quella soglia. Ma solo nel 2019 è stato evidenziato come Tuta absoluta possa sopravvivere a temperature sottozero, cosa che conferisce a questa specie un potenziale invasivo molto elevato e purtroppo sottovalutato», ha sottolineato Ponti.

Dopo il primo ritrovamento della specie in Europa nel 2006, gli studi avevano identificato solo l’area costiera dell’Europa meridionale come ambiente favorevole al dilagare del parassita.

L’espansione di questo insetto ora include molti Paesi in via di sviluppo sia in Africa sia in Asia.  Qui le risorse per attuare politiche di prevenzione e di eradicazione dei parassiti sono insufficienti.

In otto anni, la tignola del pomodoro ha invaso l’intero continente africano. Inoltre, Africa e Asia hanno un’agricoltura caratterizzata da piccole aziende a conduzione familiare.

Molte di esse non avevano mai utilizzato insetticidi prima delle recenti invasioni biologiche a carattere globale da parte di specie quali Tuta absoluta.

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